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Nuova intervista ai Reale, la band di musica rock cristiana, in concerto all’università la Sapienza di Roma

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Suoni luci e colori animano il cuore della Sapienza perla prima edizione del congresso Italiano di giovani, organizzato dalla comunità Shalom di Roma, il 2 dicembre scorso, grazie  all’impegno di padre Edie Bethlem, responsabile della comunità. Lo abbiamo conosciuto durante le prove tecniche del concerto che ha visto protagonisti I Reale, per la prima volta a Roma e con i quali abbiamo avuto un incontro meraviglioso che vi raccontiamo in questa intervista ..

Cecilia:  Di che cosa si occupa la comunità Shalom?

Padre Edie:  Organizziamo eventi e concerti, per comunicare ai giovani, attraverso l’arte, Gesù Cristo. Evangelizziamo attraverso musica e spettacoli di qualità. Comunichiamo ai ragazzi il messaggio del vangelo che è la cosa più bella che possano ricevere. Questa è la prima edizione del congresso per giovani in Italia , una prima esperienza per i giovani che si preparano alla missione. I giovani hanno sete di un annuncio nuovo e di sentirsi  protagonisti nell’evangelizzazione.

Cecilia: Padre secondo lei quale è il segreto della felicità?

Padre Edie: Gesù Cristo è la felicità.

Lasciamo padre Edie all’organizzazione della serata e finalmente conosciamo personalmente Francesca e Alessandro , i leader della band  ‘I Reale’, ed entriamo subito in un clima familiare e di festa.

Cecilia: Il messaggio che è stato scelto per il congresso dei giovani è “ Abbiate il coraggio di andare lontano”,  dove vi ha portato questo coraggio?

Alessandro: A dire il vero siamo curiosi di vedere dove ancora ci porterà la fiducia che abbiamo riposto in “Lui.”

Cecilia:  Parlate spesso del ruolo che la Provvidenza ha avuto nella vostra vita. Come ci si affida alla Provvidenza?

Francesca: Non c’è un modo, è una scelta di vita. Devi scegliere se decidere tutto,  Oppure se abbandonarti a Dio. Se ti abbandoni a Dio, se ti arrendi, entra in gioco la Provvidenza.  

Cecilia: Cosa avete imparato diventando genitori e cosa vorreste insegnare ai vostri figli?

Francesca: Abbiamo imparato ad affidarci. Samuele ha 9 anni, e sta cominciando a staccarsi da noi, e questa cosa da genitore ti lascia qualcosa dentro.  Da una parte desideri vederlo crescere, dall’altra vederlo crescere ti spaventa . Noi preghiamo in ginocchio con i nostri figli, e chiediamo a Dio di arrivare lui, dove noi come genitori non possiamo arrivare.

Cecilia: Durante le prove ti ho sentita cantare questi versi “Ti amo, sono tua”. Non si tratta solo di una canzone, ma di una vera e autentica preghiera. Quando canti davanti a cosi tante persone riesci a sentire nel cuore che stai davvero pregando?

Francesca: Può succedere di sentirmi tesa. Ma Quando preghi con il cuore, il pubblico se ne accorge, e la cosa pazzesca è che la canzone , può trasformare il mio stato d’animo e introdurmi alla preghiera, e mi libero, e ne ricevo la forza.

Alessandro: Fare Christian Music, è una scelta compromettente . Esporci per Dio, ci obbliga a essere in Dio continuamente . E quando ci sono incomprensioni tra di noi , ricordo le parole di suor Elvira alle coppie: “ se litigate , se anche avete l’inferno dentro, prima di uscire di casa, tornate indietro, e date un bacio a vostra moglie o vostro marito.” E questa cosa, la viviamo sul palco. È normale che ci siano incomprensioni anche con il resto della band , siamo un gruppo di amici , ma quando siamo sul palco e cantiamo “ti amo”, “io sono tuo da sempre”, “ affido a te ogni mia scelta e ogni mia idea”, capisco che siamo servi inutili e lasciamo che Gesù passi come vuole per arrivare dove vuole e da chi vuole.

Costanza d’Ardia

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