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Alimenta i tuoi desideri più grandi spegnendo quelli piccoli

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Pexels photo / CCo

padre Carlos Padilla - pubblicato il 28/02/18

Nella mia vita è così quando rinuncio. Il cielo si riempie di stelle. Dio dà sempre di più. Non toglie, dà e basta. Ho più pace. Sono più libero di vedere il dolore accato a me. Più libero di amare chi ne ha bisogno. Più libero di mettermi in cammino.

E forse per questo ha senso il digiuno di questo periodo. Mi prepara a poter realizzare in pace qualsiasi rinuncia.

Dice Papa Francesco: “Il digiuno toglie forza alla nostra violenza, ci disarma, e costituisce un’importante occasione di crescita. Da una parte, ci permette di sperimentare ciò che provano quanti mancano anche dello stretto necessario e conoscono i morsi quotidiani dalla fame; dall’altra, esprime la condizione del nostro spirito, affamato di bontà e assetato della vita di Dio. Il digiuno ci sveglia, ci fa più attenti a Dio e al prossimo, ridesta la volontà di obbedire a Dio che, solo, sazia la nostra fame”.

Il digiuno mi rende capace della rinuncia, e la mia rinuncia mi rende più figlio. Mi rende più forte. Perché non è forse vero che il timore di perdere ciò che amo mi indebolisce? Sì.

Quando amo e mi aggrappo a ciò che amo divento più debole. Più vulnerabile. L’amore è il mio punto debole. Quello che mi lega alla terra e ai miei sogni. Dio saprà come rendere piena la sua alleanza.

La rinuncia pone fine alle mie passioni disordinate. Dà pace alla mia violenza. Calma i miei gesti pieni d’ira. Mi rende più libero perché ho donato quello che amo di più. Tutti i miei sogni. E in cambio ricevo le stelle del cielo.




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Cos’è che mi costa donare oggi a Dio? Voglio educare i miei desideri. Li metto nelle sue mani. Divento libero.

Per questo il digiuno mi fa bene. Educa il mio animo alla donazione. Mi rende più generoso. Più aperto alla generosità di Dio che dà sempre di più. Migliaia di stelle, la vita feconda. Metto al primo posto l’altro. Io passo in secondo piano. È possibile?

A volte ne dubito. La mia vanità, il mio orgoglio, il mio egoismo, i miei legami… Le mie catene di schiavo pesano tanto… Voglio imparare a rinunciare per un amore più grande. Un sacrificio per amore. È la cosa più grande che possa desiderare la mia anima malata.

L’anima trova la pace. C’è esperanza.

[1] Giovanni Cucci SJ, La forza dalla debolezza
[2] Giovanni Cucci SJ, La forza dalla debolezza

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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