Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
mercoledì 04 Agosto |
Sant'Aspreno
home iconChiesa
line break icon

Perché le ostie non possono fare a meno del glutine

Hostie, eucharistie

© Shutterstock

Sylvain Dorient - pubblicato il 22/01/18

L’Eucaristia viene realizzata con del pane azzimo, e il simil-pane che non contiene più tracce di glutine non può surrogarlo. Come la Chiesa giustifica questa esigenza?

In una lettera indirizzata a tutti presidenti delle conferenze episcopali, il cardinal Ratzinger – futuro Benedetto XVI – ricordava nel 2003 le regole emesse dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. Il testo prevede tutti i casi di intolleranza al pane o al vino, perché nessuno sia privata della comunione eucaristica per problemi di salute.

I pani contenenti poche tracce di glutine sono considerati materie valide, e gli intolleranti totali possono comunicarsi col solo vino. Le ostie totalmente prive di glutine, invece, sono considerate “materia invalida”. Padre Gilles Drouin, prete e docente al seminario di Issy-les-Moulineaux, ci spiega questa intransigenza della Congregazione.

Onorare il contesto dell’Incarnazione

«La Chiesa tiene a che siano davvero del pane e del vino ad essere consacrati, perché vuole onorare il contesto storico dell’Incarnazione», commenta padre Gilles Drouin. Dio non s’è fatto uomo in un posto qualunque, ma in Galilea duemila anni fa. Conservare il pane e il vino è un modo di preservare un punto di contatto con la cultura ebraica e mediterranea nella quale è vissuto.

Non si tratta di una questione dogmatica, su questo non si tira in ballo l’infallibilità pontificia, ma tale precisione agisce in un registro simbolico. Ora, la farina che non contiene più glutine viene reputata troppo lontana dalla farina semplice perché il simbolo sia intatto, agli occhi della Congregazione.




Leggi anche:
Ostie, vino e mosto “doc”. Così la Chiesa “cambia” l’Eucaristia

Simbolo e validità sacramentale

«Se il simbolo riveste una grande importanza, tuttavia esso non prende il sopravvento sulla realtà del sacramento», precisa il sacerdote.

Anche ai tempi in cui la Chiesa latina si mostrava più intransigente sui dettagli di svolgimento dell’Eucaristia, essa non considerava che una materia giudicata invalida, come del pane lievitato, impedisse la transustanziazione,

precisa padre Drouin. Allora sanzionava il prete e, in positivo, ha sempre tenuto a conservare la farina, l’acqua e il succo d’uva fermentato come materie per l’offertorio.




Leggi anche:
Celiachia: se l’ostia è il corpo di Cristo non dovrei temere, giusto?

La questione della natura delle specie offerte nella messa non è nuova, precisa padre Gilles Drouin. Negli anni ’70, sotto il pontificato di Paolo VI, alcuni preti in Asia domandavano di poter officiare la messa con dei prodotti dei loro Paesi, come gallette di riso e vino di palma. La risposta fu negativa, per mantenere il legame simbolico con il luogo e il tempo dell’Incarnazione di Gesù Cristo.

Più lontano nel tempo, alcuni preti che giungevano fino in Tibet piantavano vigne fino a 4mila metri di altitudine per poter disporre di vino per la messa! E in tempi ancora più remoti, durante l’evangelizzazione dell’Irlanda, anche lì si piantavano vigne.

«Non sono sicuro che il vino che ne risultava fosse eccellente, ma questo testimonia l’attaccamento del clero – antichissimo – ai simboli del pane e del vino», conclude.




Leggi anche:
La celiachia non significa “Niente Eucaristia per te!”

Attenzione ai simboli!

Il problema, nel nostro contesto occidentale, è che spesso si comprende il simbolo come qualcosa di non vero, e dunque gli si accorda poca importanza,

sottolinea il prete. Ora, invece, il simbolo dà a vedere una verità. Onorando la memoria della cena con il pane e il vino, si ricorda che Dio s’è incarnato in un uomo di cane e di sangue, che mangiava e beveva come noi, e che visse in un periodo preciso.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

Tags:
azione liturgicaeucarestiariforma liturgica
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
Gelsomino Del Guercio
Don Patriciello richiama Fedez che incita all’aborto: i pre...
2
NEWBORN, GIRL
Annalisa Teggi
Genova: neonata lasciata nella culla per la vita. Affidata, non a...
3
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una causa impossibile
4
JENNIFER CHRISTIE
Jeff Christie
Mia moglie è rimasta incinta del suo stupratore – e io ho accolto...
5
MAN, ALZEHIMER, WOMAN
ACI Digital
Cosa accade all’anima di una persona che ha l’Alzheim...
6
MADELEINE PAULIAC
Sandra Ferrer
La dottoressa che aiutò a partorire delle suore violentate
7
Gelsomino Del Guercio
Paolo Palumbo: la Sla non lo piega. Ora è un “eroe” su Facebook (...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni