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Ostie, vino e mosto “doc”. Così la Chiesa “cambia” l’Eucaristia

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Circolare del prefetto Sarah. Ai fedeli solo prodotti certificati. "No" alle ostie totalmente prive di glutine.

Niente birra, frutta, miele o altro. Una lettera firmata dal cardinal Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ribadisce che la “genuinità della materia eucaristica”, ossia che il pane e il vino per l’eucaristia siano veramente pane di frumento azzimo e vino di uva garantiti e certificati (www.ilgiornale.it, 9 luglio).

MAGGIORI CONTROLLI

La Chiesa dice basta agli abusi liturgici. Controllare la provenienza e la qualità del pane e vino utilizzati nella Celebrazione: devono essere «doc». Verificare inoltre l’onestà di chi li produce e il loro trattamento nei luoghi di vendita. Evitare dunque che nei supermercati finiscano alla buona negli scaffali magari con tanto di offerte speciali (www.lastampa.it, 9 luglio).

CERTIFICATI DI GARANZIA

Arrivano così i certificati di garanzia disposti direttamente dal vescovo che ha il compito di controllare che pane e vino acquistati dai rivenditori siano quelli adatti al rito celebrativo (www.quotidiano.net, 9 luglio).

ATTENTI ALL’ACETO

Nel dettaglio, le lettera di Sarah, dà indicazione anche sul vino che deve essere «naturale, del frutto della vite, genuino, non alterato, né commisto a sostanze estranee. Con la massima cura si badi che il vino destinato all’Eucaristia sia conservato in perfetto stato e non diventi aceto. È assolutamente vietato usare del vino, sulla cui genuinità e provenienza ci sia dubbio: la Chiesa esige, infatti, certezza rispetto alle condizioni necessarie per la validità dei sacramenti. Non si ammetta, poi, nessun pretesto a favore di altre bevande di qualsiasi genere», prosegue il documento.

L’OSTIA E IL GLUTINE

La lettera arriva poi a trattare il tema dell’ostia senza glutine, attualmente utilizzate dai cattolici celiaci: «Le ostie completamente prive di glutine sono materia invalida per l’Eucaristia. Sono materia valida le ostie parzialmente prive di glutine e tali che sia in esse presente una quantità di glutine sufficiente per ottenere la panificazione senza aggiunta di sostanze estranee e senza ricorrere a procedimenti tali da snaturare il pane».

MOSTO FRESCO

Allo stesso modo, il mosto, cioè il succo d’uva, «sia fresco sia conservato sospendendone la fermentazione tramite procedure che non ne alterino la natura (ad es. congelamento), è materia valida per l’Eucaristia», specifica la lettera (www.tpi.it, 9 luglio).

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