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Il Signor Distruggere ed il bisogno di detestare chi non è come noi

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Un fenomeno social dai numeri importanti: è lui, Vincenzo Maisto, che ha reso noto al grande pubblico il fitto sottobosco di Mamme pancine & Co

Ora, la mia competenza psicologica si basa, oltre che sulla visione ripetuta di Inside Out, sulla conoscenza sconsolata di me stessa e delle mie stesse miserie; di quelle altrui per quanto gli altri si concedano ad essere letti. E per la capacità che trovo nel Vangelo di svelarci a noi stessi.

Credo che l’esercizio pubblico, ostentato, condiviso, del disgusto e della distruzione virtuale di credenze altrui (che, Vincenzo dichiara apertamente ancorché ironicamente di avere esercitato soprattutto verso sé) gli serva per mantenersi in equilibrio. Vedendo così traditi, in altri, i valori che sostengono la sua vita – dice molte volte di essere ateo e razionalista – il disprezzarli e l’esporli al pubblico dileggio lo mantiene in equilibrio.

Non ci sono nomi, né foto, né altre cose che possano indubitabilmente ricondurre alle persone precise dietro a post e commenti. Non vuole fare del male alle persone reali, direi. Le vittime non devono diventare troppo vittime. Altrimenti il gioco non regge più. La simpatia social passerebbe forse dalla loro parte. Quindi sì, gli servirà magari per un suo adattamento personale, ma forse molto di più per acchiappare likes e relative botte di serotonina (forse anche altri benefits).

Resta il fatto che la dinamica dell’esporre al ridicolo dei nostri simili resta. E funziona.

E verso questi profili senza foto e senza nome si può scaricare, a scopo catartico, tutta la nostra ferocia, come in un’arena incruenta eppure crudele.

Quando non si conosce la misericordia, questo resta sempre il metodo migliore per sentirsi “noi buoni” e loro “miseri e meschini”.

 

 

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