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All’interno del matrimonio “fare l’amore” è come pregare?

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Il sesso tra marito e moglie è chiamato ad essere sacro

Alla fine, attraverso quell’atto d’amore con Eva Adamo è riuscito ad arrivare a Dio e a partecipare allo spirito divino. È per questo che “fare l’amore” è fare preghiera.

San Giovanni Paolo II dice che “vedono e conoscono se stessi con tutta la pace dello sguardo interiore, che crea la pienezza dell’intimità delle persone”. Tutti desideriamo qualcuno che ci ami, ci accetti e ci rispetti completamente, pienamente, perché questo ci riempie, ci eleva e ci fa sperimentare l’amore di Dio.

Adamo ed Eva si sono riconosciuti nudi e non hanno provato vergogna, perché la dimensione interiore del cuore di Adamo era del tutto volta a Dio. Nella sua anima c’era solo l’amore, e non c’era malizia. Ha scoperto presto che il corpo della moglie era fatto per ricevere, come il suo era fatto per donarsi.

Eva poteva vedere nella sua totalità ciò che c’era dentro Adamo, e si rendeva conto che partecipava a tutte le perfezioni di Dio e che il suo unico desiderio era amarlo e arrivare a Lui attraverso di lei, donandosi pienamente.

Eva sapeva che Adamo la desiderava, ma con un desiderio puro, santo, pieno d’amore e non di lussuria. Riconosceva anche che quello che voleva Adamo era esprimerle le perfezioni dell’amore di Dio mediante il suo corpo.

Con questa spiegazione possiamo renderci conto della dignità dell’atto sessuale e del perché il contesto del matrimonio, che è benedetto da Dio, è l’unico sacro e idoneo per giungere a Lui attraverso la nostra unione.

Dobbiamo essere consapevoli del fatto che l’unione sessuale è gradita a Dio perché mediante questa ci comunica il suo amore, ci rende partecipi del suo spirito e ci trasmette la sua grazia per poter andare avanti nel compito non affatto facile che ciascuno di noi ha all’interno del proprio matrimonio.

Nessun altro atto sessuale può essere chiamato “fare l’amore”, perché l’amore è Dio, e nessun altro ti eleva o ti porta a Lui. Nessun altro ti dà dignità. Qualsiasi atto sessuale al di fuori di questo contesto è sgradito a Dio perché non ci sta unendo a Lui, anzi, ci allontana dal partecipare alla pienezza del suo amore.

Tutti noi esseri umani abbiamo bisogno di Dio. Tutti siamo creati per ricevere. Nella Messa è Gesù, Dio fatto Uomo, che si dona a noi. E tutti noi – uomini e donne –, parlando in modo spirituale e simbolico, siamo donna per riceverlo.

Ciò vuol dire che il maschile dona, il femminile riceve. È per questo che parlando della Chiesa lo facciamo al femminile, perché è quella che riceve. È un’analogia meravigliosa per farci capire perché Cristo è lo sposo che si dona alla sua Chiesa, che è la sposa che lo accoglie.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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