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L’amore ai tempi della pubblicità

@DR
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Una love story musicale animata su un ragazzo che vive in un pannello per le affissioni

“L'amore ai tempi della pubblicità”, di Matt Berenty e David Bokser, è una love story musicale animata su un ragazzo che vive in un pannello per le affissioni ed è incaricato di aggiornare le pubblicità. Quando si innamora di una bella ragazza che vive dall'altro lato della strada, deve usare l'unico metodo che conosce per far giungere il suo messaggio: la pubblicità.

Love in the Time of Advertising from Love in the Time of Advertising on Vimeo.

Uno sguardo più profondo

Si sa che la via che porta all'autenticità implica qualche botta e qualche livido. Quanto spesso cerchiamo di essere una persona o una cosa per ottenere ciò che vogliamo… chiunque tranne noi stessi. Strategie e scaltrezze possono funzionare nel mondo della pubblicità. Sembrano funzionare così bene che le compagnie sono disposte a pagare circa 65 miliardi di dollari ogni anno per gli annunci pubblicitari in televisione. Ma funzionano quando si parla d'amore?

L'amore e l'amicizia richiedono un metodo diverso, un linguaggio diverso. Non è qualcosa che si insegna (e comunque non come in un libro di testo), né si può “raggiungere” solo con semplici sforzi. E sicuramente non si verificherà mai se rimaniamo nascosti nelle nostre zone confortevoli, andando avanti come abbiamo sempre fatto.

Quello che mostra il video al riguardo è assai interessante. Nel momento in cui il ragazzo capta un'occhiata della ragazza, tutto il suo mondo cambia. L'incontro con la bellezza cattura il cuore e allo stesso tempo lo ferisce, invita ad uscire dalle nostre noiose bolle di autoindulgenza e a spingerci molto più lontano.

Il ragazzo ha impiegato anni per capire che ha bisogno di abbattere le barriere interne per essere realmente libero all'esterno. Perché ci ha messo tanto? Non si sa, ma il linguaggio della pubblicità è goffo e cieco quando si parla dei desideri più profondi del cuore umano. Vendere può richiedere pianificazione e impegno, ma l'amore richiede rischio e morte. È il momento in cui i muri e le maschere cadono e tu (il vero te), esposto e vulnerabile, ondeggi davanti all'altro. È un'altra logica, un altro linguaggio, è una terza dimensione che il mondo del glamour non percepirà mai.

La stessa dinamica si applica a quando facciamo apostolato. A volte assumiamo anche noi le abitudini della nostra epoca. Cerchiamo di innalzarci guardando in basso per “vendere” Cristo, vendere la sua Chiesa, vendere i suoi insegnamenti. Forse qualcuno li compra anche. Ma se questo è tutto ciò che facciamo è un'illusione, un'immagine bidimensionale che manca di profondità e vitalità. Il vero apostolato richiede un incontro faccia a faccia in cui gli altri possono testimoniare un modo di esistere quantitativamente diverso da quello che il mondo ritrae tanto spesso. Mettere gli altri davanti a noi stessi, sottoponendo la nostra quotidianità a una logica che va al di là delle leggi del pragmatismo empirico, “prostrando” la nostra vita di modo che Egli possa aumentare e noi diminuire… sono queste le “strategie” di un apostolo. La cosa più importante non è essere venduto, ma essere adorato.

Domande per il dialogo:

Come si applica la dinamica della pubblicità alle tue relazioni? Con i tuoi amici? Con la persona che ami? “Vendi” te stesso agli altri? Se sì, in quali modi? Fai lo stesso nel tuo apostolato? Come puoi migliorare? Sei capace di cogliere la differenza tra quel tipo di rapporto e uno autentico in cui sei davvero te stesso? Riesci a ricordare dei momenti nella tua vita in cui hai assunto il rischio di amare veramente? Com'è andata?

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

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