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Liturgia delle Ore per principianti

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Edifa - pubblicato il 04/02/20

Liturgia delle Ore, Ufficio divino, breviario: tanti sinonimi per designare la preghiera quotidiana e ufficiale della Chiesa che scandisce i giorni e gli anni, santifica il tempo e lo trasfigura in Cristo. Come e quando dobbiamo pregare la Liturgia delle Ore?

di Didier Rance

I primi cristiani erano “assidui nella preghiera” (At 2, 42). Nel tempo la preghiera delle Ore ha subìto molti cambiamenti, ma il principio è rimasto lo stesso: rispondere alla chiamata di Cristo a pregare in ogni momento, nella Chiesa, con la Parola di Dio e specialmente con i Salmi. Il Concilio Vaticano II ha ribadito l’obbligo dell’Ufficio Divino per i chierici e le persone consacrate. Inoltre, rinnovando la tradizione più antica, la raccomanda a tutti i fedeli, sia che preghino “con il clero, insieme ad altre persone o da soli” (Sacrosanctum Concilium, n. 100). La Liturgia delle Ore è così “destinata a diventare la preghiera di tutto il Popolo di Dio” (Catechismo della Chiesa Cattolica § 1175).

Cos’è la Liturgia delle Ore?

La Liturgia delle Ore è costituita dalle Lodi del mattino quando si consacra il proprio giorno a Dio, e dai Vespri per il ringraziamento serale. A queste si aggiungono la preghiera di metà giornata (terza, sesta, nona ora) e la Compieta prima di andare a letto, così come l’ufficio delle letture che non ha un orario fisso. Questo ciclo giornaliero si prolunga per quattro settimane e si unisce al ciclo annuale della liturgia: Avvento, Natale, Tempo ordinario, Quaresima, Pasqua, le celebrazioni dei misteri di Cristo, della Vergine Maria e dei Santi. Le pause ed i silenzi integrano la preghiera favorendo la risonanza nei cuori della voce dello Spirito Santo. Poiché la maggior parte degli elementi che la compongono varia a seconda dei giorni e dei periodi dell’anno, la padronanza della Liturgia delle Ore richiede un certo grado di apprendimento e di destrezza per muoversi nel testo.


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Perché pregare la Liturgia delle Ore?

È la preghiera ufficiale di tutta la Chiesa, la “voce della Sposa che si rivolge al suo Sposo” (Vaticano II). Associandoci ad essa, diamo ritmo alle nostre giornate con la Chiesa, partecipiamo alla Sua missione di lode e di intercessione e siamo in comunione stretta con tutti coloro che eseguono l’ufficio di questa preghiera. La Liturgia delle Ore è la pedagogia dello Spirito Santo, soprattutto attraverso i Salmi che preghiamo in dialogo con Dio, rispondendoGli con le Sue parole, con la Sua Parola. Questi canti hanno più di un millennio e mezzo, ma parlano a noi e di noi, sono attuali e sovente molto più reali di quello che possiamo leggere sui giornali. La felicità, l’infelicità, le lotte della vita, la disperazione, la supplica, l’intercessione e, soprattutto, la lode e il ringraziamento: in essi si trovano tutte le possibilità del nostro rapporto con Dio, con gli altri e con noi stessi. Con i Salmi non c’è pericolo di vivere un cristianesimo sdolcinato o tiepido, ma grazie a loro la vita si trasforma in preghiera, la preghiera in una scuola di vita e, nella lode, in una scuola di vita eterna.


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Soprattutto, non opporre mai la preghiera personale all’orazione

Gesù ci dice: “Quando pregate, andate nella vostra stanza più appartata, chiudete la porta e pregate il Padre vostro che è presente nel segreto” (Mt 6, 6), ma anche: “Quando due o tre sono riuniti nel Mio nome, Io sono lì in mezzo a loro” (Mt 18, 20). Questi due modi di pregare si alimentano e si fecondano reciprocamente per trasfigurare insieme i nostri giorni alla luce di Cristo. La liturgia delle Ore, raccomandata dalla Chiesa, anche alle famiglie, non è un obbligo morale per tutti, si deve tener conto delle vocazioni e delle possibilità di ciascuno dei suoi membri. Anche il Rosario è una preghiera familiare altamente raccomandata dalla Chiesa, che con altre forme di preghiera porta dei bei frutti, nella famiglia e non solo. Lasciate che l’esperienza, soprattutto quella con i bambini, sia l’insegnante. Ma, allo stesso tempo se una comunità religiosa o una parrocchia prega la Liturgia delle Ore non lontano da casa vostra, perché non unirsi a loro quando si può?


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Come si leggono i Salmi?

Essendo i Salmi dei canti il modo migliore di pregarli è quello di cantare, alcuni hanno anche indicazioni sulla melodia e sugli strumenti da utilizzare. E’ importante che siano belli e che “l’anima si accordi con la voce” (San Benedetto). Tuttavia, dopo aver padroneggiato la pratica, le difficoltà non devono essere minimizzate: al “Non ho tempo!”, allo stress della vita moderna il cui ritmo frenetico non si adatta al ritmo della liturgia, alle distrazioni o alla routine, si aggiungono la distanza culturale dai Salmi e l’avversione di fronte alla violenza di alcuni versi (anche se i più scioccanti per la mentalità contemporanea non sono cantati). Perciò è necessario perseverare ed apprendere la lettura cristiana e spirituale dei Salmi. I salmi che così spesso parlano di combattimento possono esserlo a loro volta! Per molti di noi, compresi i chierici, l’ufficio divino cantato o recitato da soli richiede un certo eroismo. Ma in cambio, è una grande gioia sperimentare la misericordia di Dio giorno dopo giorno, sapere che “siamo circondati da una così grande schiera di testimoni,” (Eb 12, 1) che ne sono stati nutriti attraverso i secoli. E a volte, senza cercarlo, il versetto di un Salmo vi colpisce all’improvviso, come se lo sentiste per la prima volta, come se fosse stato scritto solo per voi, vi scombussolerà, forse cambierà la vostra vita e soprattutto, la vostra intimità con Cristo crescerà. Lui, che pregava e cantava questi Salmi, amava alzarsi all’alba per la preghiera del mattino (Mc 1, 35) e talvolta prolungava la preghiera della sera per tutta la notte (Lc 6, 12). Il nostro cuore nel Suo Cuore, la nostra esperienza di preghiera, fusa nella Sua, possiamo dire: “… non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. » (Gal 2, 20), allora saremo introdotti nell’intimità con il Padre.


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