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L’importanza di vigilare sul nostro cuore

Leaf wiht cut heart

tache | Shutterstock

don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 07/02/23

Dobbiamo vigilare sul nostro cuore, sulla nostra interiorità. È li che si decide il malessere o il benessere della nostra vita. Dimmi cosa esce dal tuo cuore e ti dirò chi sei veramente. 

Vangelo di mercoledì 8 febbraio

Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e intendete bene: non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo».
Quando entrò in una casa lontano dalla folla, i discepoli lo interrogarono sul significato di quella parabola. E disse loro: «Siete anche voi così privi di intelletto? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può contaminarlo, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va a finire nella fogna?». Dichiarava così mondi tutti gli alimenti. Quindi soggiunse: «Ciò che esce dall’uomo, questo sì contamina l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l’uomo». (Marco 7,14-23)

La straordinaria pagina del vangelo di oggi corregge una volta per tutte ogni storpiatura religiosa. Infatti molte volte la nostra religiosità ha più il sapore del paganesimo che di altro.

Ad esempio siamo convinti che ci siano cose fuori di noi che possono sporcarci interiormente, ma Gesù precisa con chiarezza che le cose sono sempre buone, anche quando ne facciamo un uso sbagliato, e se ci fanno male è perché ne facciamo un uso sbagliato e non perché esse sono intrinsecamente male.

Ad esempio una medicina può salvarci la vita o avvelenarci, tutto dipende dal dosaggio e dall’uso che ne facciamo. La sessualità è un dono di Dio ma può diventare una dipendenza. Il vino è uno degli alfabeti più belli dell’amicizia ma il suo uso sbagliato può diventare una patologia.

Le relazioni sono ciò che ci fanno vivere, ma alcune volte diventano forme di idolatria. Sarebbe sbagliato dire che tutte queste cose sono intrinsecamente male. Allo stesso modo, aggiunge Gesù:

«Ciò che esce dall’uomo, questo sì contamina l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l’uomo».

Per ognuna di queste parole ci sarebbe bisogno di scrivere un intero trattato. È bene però soffermarci solo sul dettaglio iniziare: è dal cuore dell’uomo che può uscire il male che fa davvero male.

Dobbiamo molto vigilare sul nostro cuore, sulla nostra interiorità. È li che si decide il malessere o il benessere della nostra vita. Dimmi cosa esce dal tuo cuore e ti dirò chi sei veramente. 

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