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Hai una visione superstiziosa della vita? Gesù può liberarti!

Head of Christ
Testa di Cristo - Correggio
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Il commento al Vangelo di oggi di don Luigi Maria Epicoco

In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro».
Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti.
E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo». (Marco 7, 14-23)

“Ascoltatemi tutti e intendete: non c’è nulla fuori dell’uomo che entrando in lui possa contaminarlo; sono le cose che escono dall’uomo quelle che contaminano l’uomo”. Con una chiarezza cristallina, Gesù nel vangelo di oggi ci libera in un colpo solo da una visione superstiziosa della vita. Troppe spesso siamo convinti che le cose che viviamo, che proviamo, che ci accadono portino con sé non una neutralità ma un “male o un bene”. Pensando ciò ci deresponsabilizziamo perché facciamo dipendere la nostra vita dalle cose, dalle situazioni, dalle sensazioni. Uno che subisce non può essere uno che ne è anche responsabile, è sempre vittima, mai protagonista. La situazione di comodo di chi si pensa sempre vittima, e di chi pensa che basta gestire le cose e le situazioni per essere dalla parte giusta, ci fanno dimenticare che l’ultima parola sul nostro destino non è consegnata alle circostanze, alle situazioni, o persino alle nostre emozioni, ma è consegnata al cuore, cioè alla posizione che in maniera unica e personale noi prendiamo davanti alla vita. In termini semplici dovremmo dire che ciò che conta non è se moriamo o meno di cancro, ma chi abbiamo deciso di essere davanti a quel cancro che ci è capitato o come abbiamo deciso di vivere quello che ci è capitato. In questo senso il cuore conta. Non conta come principio emotivo, ma come luogo decisivo in cui decidiamo la vita. E se ciò è vero per il bene, allora è altrettanto vero per il male. “È quello che esce dall’uomo che contamina l’uomo; perché è dal di dentro, dal cuore degli uomini, che escono cattivi pensieri, fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, frode, lascivia, sguardo maligno, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive escono dal di dentro e contaminano l’uomo”. Si è cattivi o buoni puri o impuri, non per quello che ci accade, o per quello che c’è intorno a noi, ma per quello che decidiamo, scegliamo e assecondiamo nel cuore. Il vangelo così ci invita a un protagonismo vertiginoso.

#dalvangelodioggi

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Tags:
vangelo
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