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Questo monastero ha accolto una famiglia ucraina ed ha scoperto un’orchestra

Monasterio de la Conversión

Monasterio de la Conversión

Matilde Latorre - pubblicato il 01/10/22

Una famiglia di rifugiati ucraini è stata accolta dalle Agostiniane della Conversione. Li ha uniti una passione comune: l'arte

Cosa potevano fare le monache agostiniane sentendo che milioni di Ucraini dovevano fuggire dalle proprie case a cause delle bombe?

L’artista ucraino Andrey Babotenko, pittore di icone religiose e realizzatore di murales, di 43 anni, era uno di loro. Pochi giorni prima dell’invasione russa aveva capito cosa stava per accadere, perché aveva notizie di prima mano sul fatto che le truppe russe si stavano radunando al confine con il suo Paese. 

Purtroppo, le sue peggiori previsioni si sono realizzate: Kharkov, la sua città natale, sarebbe stata distrutta diventando un sanguinoso campo di battaglia.

Alla fine di febbraio, il secondo giorno dell’invasione, Andrey ha preso uno degli ultimi aerei provenienti da Mosca ed è atterrato a Madrid. Qualche settimana dopo, è riuscito a farsi raggiungere dalla moglie e dai quattro figli. 

Situazione disperata

Ma come trovare una casa in un Paese sconosciuto? Come poter dare un’educazione cristiana, artistica e accademica come quella che i suoi figli ricevevano in Ucraina?

La risposta è stata inaspettata: uno dei monasteri di vita contemplativa con la crescita di vocazioni più sorprendente in Europa, il Monastero della Conversione di Sotillo de la Adrada, nella sierra di Avila, ha dato loro una sorprendente accoglienza.

In questo modo, Andrey, sua moglie, Natalya e i loro quattro figli, di età compresa tra i 6 e i 18 anni, sono diventati ospiti del monastero. La famiglia si è sistemata in una piccola casa costruita su uno dei lati dell’abitazione della comunità e della foresteria gestita dall’ordine.

L’esperienza è stata straordinaria, sia per le religiose, che non potevano immaginare il talento di questa famiglia, che per i rifugiati ucraini, che hanno trovato un’accoglienza che non avrebbero mai potuto immaginare. 

La stampa è rimasta colpita, come testimoniano gli articoli cheEl Independienteha dedicato ai protagonisti della vicenda.

Come comunicare?

“Ricordo molto bene il giorno in cui sono arrivati e come sono scesi dall’auto con i loro zaini”, ha confessato alla stampa madre Carolina Blázquez, priora del monastero. 

“La nostra più grande preoccupazione era sapere come avremmo potuto comunicare con loro. Conoscerli è stata una grazia enorme”.

Quando la lingua diventava una barriera, Google Translator ha risolto molti problemi. 

Accoglienza umana, spirituale e artistica

Andrey è riuscito a trovare lavoro a Madrid. Pittore con ampia conoscenza della tradizione iconografica ortodossa, è stato invitato a unirsi al gruppo di artisti russi, ucraini e armeni che stanno dando vita agli affreschi della cattedrale ortodossa russa di Madrid.

Natalya, invece, è rimasta per mesi con i figli nel monastero. È così che le religiose agostiniane hanno scoperto che i loro ospiti avevano straordinari talenti musicali. 

In effetti, la famiglia Babotenko ha creato un’autentica orchestra. In Ucraina, molti studiavano al conservatorio. Maria, 18 anni, suona il contrabbasso; Simeone, 14, la fisarmonica; Nina, 12, il violino; Olga, la piccola di 6, si occupa delle percussioni. 

Spesso i membri della famiglia hanno offerto dei concerti alle suore. All’inizio lo facevano per fare pratica, ma a poco a poco si sono abituati a suonare per la comunità agostiniana, dalla quale hanno anche imparato brani religiosi.

Madre Carolina ha spiegato alla stampa che la convivenza della comunità con la famiglia ha raggiunto un autentico equilibrio e rispetto reciproco, in cui l’arte ha gettato dei ponti.

La foresteria e la lavorazione artigianale (legno, cuoio, cucito, pittura, realizzazione di candele, grafica…) sono le principali fonti di reddito di questa comunità monastica.

Il laboratorio delle suore è diventato un’ottima opportunità per i ragazzi della famiglia Babotenko per crescere nelle loro qualità artistiche.

In monastero, i ragazzi hanno potuto ricevere lezioni di pittura. Anche alcune suore, infatti, hanno talento artistico. 

Le religiose di questo monastero sorprendono per il gran numero di nuove vocazioni che stanno attirando alla vita contemplativa.

Fucina di vocazioni alla vita contemplativa

La comunità è molto recente: è nata nel 1999, quando alcune suore hanno lasciato il monastero di San Ildefonso de Talavera per iniziare questa avventura spirituale.

Oggi hanno costituito la Federazione delle Suore Agostiniane della Conversione di Sant’Agostino, composta attualmente da tre monasteri: oltre al Monastero della Conversione di Sotillo, ci sono il Monastero dell’Incarnazione (Lima, Perù) e il Monastero della Madre del Buon Consiglio (New Lenox, Stati Uniti), oltre a due Fraternità in Missione a Carrión de los Condes, sul Cammino di Santiago, e nel Monastero di Montefiolo (Rieti).

Le religiose provengono da praticamente tutti i continenti: America Settentrionale, Centrale (Costa Rica) e Meridionale (Perù e Colombia); Asia (Yemen); Africa (Kenya) ed Europa (Spagna, Germania, Ungheria, Polonia e Irlanda). 

Una nuova vita a Madrid

Ora il rapporto ha dovuto cambiare, perché con l’inizio dell’anno scolastico a settembre la famiglia ha scelto di trasferirsi a Madrid, dove i quattro figli sono tornati in classe per la prima volta da febbraio.

La Delegazione per le Migrazioni della Conferenza Episcopale Spagnola, guidata dal sacerdote Xabier Gómez, si è mobilitata per far sì che la famiglia potesse trovare una sisemazione dignitosa nella capitale spagnola.

Ci è riuscita grazie all’aiuto della Mesa de la Hospitalidad dell’arcidiocesi di Madrid, che ha contattato Caritas Madrid, ottenendo un alloggio.

Con la preghiera in Ucraina

I Babotenko vogliono sperare nel futuro. La guerra in Ucraina ha provocato dodici milioni di sfollati, tra cui cinque milioni di persone costrette a lasciare il Paese. 

La Spagna, riconosce la famiglia, li ha accolti a braccia aperte, in particolare le suore agostiniane, ma sentono la mancanza della loro terra e dei loro cari. Ogni giorno pregano che le bombe tacciano e permettano loro di tornare alla propria vita.

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