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8 cose che un sacerdote può fare per una coppia che ha vissuto un aborto

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Di JPRFPhotos - Shutterstock

Ruth Kennedy - Catholic Link - pubblicato il 08/11/21

3) Offrire un servizio in memoria

Quando i nostri bambini sono morti per aborto, volevo gridare dai tetti che la loro vita era esistita, anche se per poco, e che esistevano ancora in cielo. Non era una ricerca di attenzione, ma il semplice fatto che avevamo creato una piccola vita di cui eravamo orgogliosi, come tutti i genitori, ma che semplicemente non eravamo riusciti a conoscere sulla Terra. Era frustrante che non fosse disponibile nessuno dei mezzi tradizionali del lutto (come un funerale).

Il nostro parroco, però, ha offerto un servizio in memoria, e ci ha aiutati davvero tanto. Ne abbiamo avuto uno per ciascuno dei nostri bambini dopo ogni aborto. È stato molto semplice, ma splendido. Sono certa che ci siano molte opzioni e tanti modi per organizzarlo. Avevamo la possibilità di invitare parenti e amici, ma la pandemia ha complicato le cose, e allora siamo andati da soli. Eravamo nello stesso punto in cui avevamo pronunciato i nostri voti matrimoniali, e il parroco ci ha guidati in un breve servizio di preghiere, letture e qualche citazione e riflessione dei santi sull’aborto. Avevamo scelto alcune delle letture e il Vangelo in anticipo. Abbiamo anche avuto la possibilità di parlare ad alta voce, cosa che ho trovato di grande aiuto. È stato poi molto forte portare i nostri bambini davanti al Signore nel tabernacolo e pronunciarne i nomi davanti a Lui. In seguito abbiamo acceso una candela per loro. Nel corso del servizio, il nostro parroco ci ha anche parlato in modo molto diretto, in un mix perfetto di formalità e calore. Ogni servizio è stato un modo catartico di indicare la vita dei nostri bambini, e di esprimere il nostro amore per loro e la fiducia che fossero affidati alle cure di Dio.

4) Sostenere una coppia qualsiasi cosa accada ai resti del bambino, sepoltura o altre eventualità 

Questa può essere una cosa molto difficile di cui parlare con la coppia, o anche solo da pensare, ma si possono aiutare i genitori a sapere che se è possibile possono seppellire i resti del loro bambino, o si può capire che hanno bisogno di sostegno dopo l’aborto per processare le emozioni di quello che è accaduto al piccolo.

Personalmente, mi sono resa conto che l’opzione di seppellire i resti dei miei bambini abortiti non è stata affatto discussa a livello medico in occasione dei miei due aborti. Ho avuto quasi tre settimane per prepararmi al nostro primo aborto (tra un’ecografia e l’attesa che iniziasse fisicamente), e nessun avvertimento per il secondo, per cui c’è molto di cui tener conto quando si considera l’opzione di una sepoltura. Molti genitori, però, non sanno che è davvero una possibilità, e potrebbero volerla prendere in considerazione.

È importante il fatto che i genitori possano voler essere rassicurati sul fatto che non c’è niente di male (a livello morale o di qualsiasi altro tipo) se non possono o non si sentono in grado di seppellire il loro bambino abortito.

Come sacerdoti, è un’opportunità per sostenere la coppia quando può affrontare molte difficoltà a questo livello, visto che può parlare con lo staff medico che usa una terminologia impersonale e si riferisce a “prodotto del concepimento” piuttosto che parlare di un bambino, o può avere familiari che pensano che questo tipo di conversazione sia macabra.

Se la coppia chiede aiuto per seppellire i resti del proprio bambino dopo un aborto, saprete come aiutarla? Riuscite a parlare loro della personalità di quel piccolo e di qualsiasi opzione su cui potrebbero avere delle domande? Conoscete la regolamentazione della vostra città/Paese sulle sepolture di questo tipo? C’è qualcosa nella vostra parrocchia, come un giardino della memoria, in cui la coppia possa seppellire il proprio figlio? Riuscite a dare una mano negli aspetti pratici di questo caso o sapete dove ci si possa dirigere per ottenerlo? Potete accompagnare la coppia in questo percorso? I genitori possono essere scioccati e non in grado di pensare in modo lucido, e potreste essere la prima persona a cui si rivolgono.

Potete sostenerli anche se provano preoccupazione o vergogna per il fatto di non aver seppellito il proprio bambino?

Per favore, consultate l’appendice per ulteriori dettagli al riguardo.

5) Fare visita, pregare, chiacchierare, portare un regalo

Un aspetto fondamentale del sostegno che ci ha dato il nostro parroco è stato semplicemente il fatto di venire da noi per fare due chiacchiere e prendere una tazza di tè (siamo britannici!). In un momento in cui tutto sembrava spaventoso e pieno di dolore, quando la gente non sapeva sempre quale fosse la cosa giusta da dire o da fare, il fatto che venisse a casa e si comportasse in modo normale con noi è stata una ventata d’aria fresca. Ovviamente ha anche pregato con noi, e ci ha portato molto gentilmente una cartolina e una pianta. I piccoli doni (non devono essere costosi o alla moda!) possono fare una grande differenza nel caso di un aborto. Permettono che ci sia qualcosa di tangibile di fronte a una perdita intangibile, quando si potrebbe non avere una tomba o un’ecografia per ricordare il proprio bambino.

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Tags:
abortoaborto spontaneo
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