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“Il posseduto è una statua di sale”. Cosa accade durante un esorcismo

FATHER AMORTH

Orchard Movies | Youtube

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 25/09/21

“Gli occhi gli vanno all’indietro. La testa penzola dietro lo schienale della sedia. L’urlo continua altissimo e spaventoso”

Il primo esorcismo alla “scuola” di Padre Candido Amantini è da brividi. Padre Gabriele Amorth ne lascia ampia testimonianza di questo suo primo incontro con il demonio.

Domenico Agasso lo riporta nel libro “Don Gabriele Amorth – La Biografia ufficiale” (edizioni San Paolo). 

Il salmo 53

Don Amorth fa questo esorcismo su un contadino, alla presenza di diversi testimoni.  “Indosso la stola – spiega – prendo in mano il breviario e il crocifisso. A portata di mano tengo l’acqua benedetta. Inizio a recitare l’esorcismo in latino: Non ricordarti, Signore, delle colpe nostre o dei nostri genitori e non punirci per i nostri peccati. Padre nostro… E non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male”.

Il posseduto è una statua di sale. Non parla. Non reagisce. Rimane immobile seduto sulla sedia di legno dove l’ha fatto accomodare Don Amorth. “Allora recito il salmo 53”.

“Dio, per il tuo nome salvami, per la tua potenza rendi- mi giustizia. Dio, ascolta la mia preghiera, porgi l’orecchio alle parole della mia bocca, poiché sono insorti contro di me gli arroganti e i prepotenti insidiano la mia vita, davanti a sé non pongono Dio…”

Ancora nessuna reazione. Il contadino sta in silenzio, lo sguardo fisso per terra.

“Ecco, Dio è il mio aiuto, il Signore mi sostiene. Fa’ ricadere il male sui miei nemici, nella tua fedeltà disperdili. Di tutto cuore ti offrirò un sacrificio, Signore, loderò il tuo nome perché è buono. Da ogni angoscia mi hai liberato e il mio occhio ha sfidato i miei nemici. Gloria al Padre…”. 

“Comando a te”

Di colpo, il contadino alza la testa e fissa don Amorth. E nello stesso istante esplode in un urlo rabbioso e spaventoso. Diventa rosso e inizia a urlare invettive in inglese. Rimane seduto. “Prete finiscila! Zitto, zitto, zitto!”.

E giù bestemmie, parolacce, minacce. Don Amorth accelera col rituale. Il posseduto continua a urlare: “Zitto, zitto, stai zitto”. E sputa per terra e addosso all’esorcista. È furioso. 

“Sembra un leone pronto al grande balzo – dice l’esorcista -. È evidente che la sua preda sono io. Capisco che devo andare avanti. E arrivo fino al Praecipio tibi – Comando a te”.

GABRIELE AMORTH
Padre Amorth.

“Ricordo bene quanto mi aveva detto padre Candido le volte che mi aveva istruito sui trucchi da usare: Ricordati sempre che il Praecipio tibi è spesso la preghiera risolutiva. Ricordati che è la preghiera più temuta dai demoni. Credo davvero sia la più efficace. Quando il gioco si fa duro, quando il Demonio è furioso e sembra forte e inattaccabile, arriva in fretta lì. Ne trarrai giovamento nella battaglia. Vedrai quanto è efficace quella preghiera. Recitala a voce alta, con autorità. Buttala addosso al posseduto. Ne vedrai gli effetti”.

Gli ululati del posseduto

Don Amorth recita la preghiera. L’esorcismo si fa duro. Il posseduto continua a urlare. Adesso il suo lamento è un ululato che sembra venire dalle viscere della terra.

“Esorcizzo te, immondissimo spirito, ogni irruzione del nemico, ogni legione diabolica, nel nome del nostro Signore Gesù Cristo, di sradicarti e fuggire da questa creatura di Dio”.

L’urlo diviene ululato. E diviene sempre più forte. Sembra infinito.

“Ascolta bene e trema, o Satana, nemico della fede, avversario degli uomini, causa della morte, ladro della vita, avversario della giustizia, radice dei mali, fomite dei vizi, seduttore degli uomini, ingannatore dei popoli, incitatore dell’invidia, origine dell’avarizia, causa della discordia, suscitatore delle sofferenze”.

“I’m Lucifer”

Gli occhi gli vanno all’indietro. La testa penzola dietro lo schienale della sedia. L’urlo continua altissimo e spaventoso. 

“I’m Lucifer”, dice con voce bassa e cadenzando lentamente tutte le sillabe. Io sono Lucifero.

“Non devo cedere. Nè arrendermi ora. Non devo mostrarmi spaventato. Devo continuare l’esorcismo con autorità. Sono io che conduco il gioco. Non lui.

“Impongo a te, serpente antico, nel nome del giudice dei vivi e dei morti, del tuo Creatore, del Creatore del mondo, di colui che ha il potere di precipitarti nella Geenna, affinché te ne vada via subito, con paura e insieme al tuo esercito furioso, da questo servo di Dio che ha fatto ricorso alla Chiesa”.

“Il demonio mi fissa”

L’esorcismo continua e don Amorth avverte una strana sensazione: “Sento questo Demonio che mi fissa. Mi scruta. Mi gira intorno. L’aria è diventata fredda. C’è un freddo terribile. Anche di questi sbalzi di temperatura mi aveva preavvertito padre Candido. Ma un conto è sentire parlare di certe cose. Un conto è provarle. Cerco di concentrarmi. Chiudo gli occhi e a memoria continuo la mia supplica”.

Il posseduto diventa un pezzo di legno. Le gambe stese in avanti. La testa allungata all’indietro. E inizia a levitare. Si alza in orizzontale di mezzo metro sopra lo schienale della sedia. Resta lì, immobile, per parecchi minuti sospeso nell’aria. 

“Io resto al mio posto”. Poi l’uomo, dopo la levitazione, ritorna a terra. La scena è raccapricciante. Lucifero dice che non uscirà da quel corpo prima del 21 giugno. Don Amorth comprende che questo è stato solo un primo esorcismo e che il demone uscirà fuori dal corpo solo in futuro.

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Tags:
esorcismo
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