Il 25 gennaio scorso è stata pubblicata da Tau editrice la traduzione italiana di “The hand of God”, l’autobiografia data alle stampe nel 1996 da Bernard Nathanson, “il famoso medico abortista che cambiò opinione”, come recita il sottotitolo dell’edizione italiana.
"La mano di Dio" di Bernard Nathanson
“La mano di Dio” tratteggia il viaggio dalla morte alla vita di uno dei principali fautori della legalizzazione dell’aborto negli Stati Uniti, responsabile egli stesso di almeno 75.000 interruzioni di gravidanza.
La vicenda di questa tardiva pubblicazione in Italia di un libro da tempo tradotto in moltissimi paesi viene raccontata con grande emozione da colei che possiamo indicare come la “madrina” dell’’iniziativa editoriale, Anna Raisa Favale.
La sua nota introduttiva che fa da splendida cornice al testo si chiude con queste parole:
"Dell’aborto conosco ogni sfaccettatura. Sono stato una delle sue balie"
L’autore propone subito al lettore la falsariga di questa autobiografia:
Bernard Nathanson e il rapporto con il padre
La vita di questo medico è stata fortemente segnata da una figura paterna estremamente ingombrante e contraddittoria, anch’egli ginecologo, un ebreo aderente solo formalmente alle prescrizioni della sua religione ma fondamentalmente scettico e senza fede.
Il suicidio della sorella
Un uomo verso cui Bernard Nathanson prova un misto di odio, amore e ammirazione, che ha un rapporto perverso con la moglie continuamente squalificata davanti ai due figli, in grado di incidere così profondamente sul carattere della femmina Marion, tanto da creare le condizioni alla base della sua scelta suicidaria agita in età matura.
"Ateo giudeo"
In questo scenario familiare prende le mosse la vita privata e professionale del giovane - che si definirà un “ateo giudeo”- portandolo a schierarsi in favore della libertà di scelta della donna e diventando membro fondatore della National Association for the Repeal of Abortion Laws (NARAL, Associazione Nazionale per l’Abrogazione delle Leggi sull’Aborto).
Lavorando con Betty Friedan fu uno dei principali artefici della legalizzazione dell’aborto negli Stati Uniti, dove nel 1973 la Corte Suprema arrivò alla celebre decisione Roe v. Wade che da allora ha permesso l’interruzione della gravidanza fino alle soglie del parto.

Pratica lui stesso l'aborto di suo figlio
Quando Bernard ha già due matrimoni falliti alle spalle e da studente di medicina ha spinto la sua prima ragazza importante ad abortire, incontra - mentre sta terminando la specializzazione - una donna che “mi amava moltissimo” e rimane incinta di lui.
La freddezza e l'autocompiacimento con cui esegue l'aborto del figlio
Il racconto che l’autore fa della procedura abortiva da egli stesso effettuata è agghiacciante per la freddezza e l’autocompiacimento con cui egli “sistema” l’incidente di percorso intervenuto nella sua relazione sentimentale, destinata a naufragare miseramente subito dopo.
Dirige la più grande clinica di aborti di New York
Per molto tempo dirige, con un’ottica imprenditoriale ed una puntigliosa standardizzazione procedurale, il Center for Reproductive and Sexual Health (Centro per la Salute Riproduttiva e Sessuale), la più grande clinica di aborti di New York, conosciuta anche come Women’s Services (Servizi per le Donne).
Nel rivisitare questo periodo della sua vita l’autore evidenzia con forza la manipolazione, il cinismo, la sconvolgente superficialità morale, gli enormi interessi economici che fecero da sfondo al clima socio-culturale determinatosi intorno al tema dell’aborto in quegli anni della storia americana.
Cosa porta Bernard Nathanson ad abiurare l’aborto?
Quale esperienza porta Bernard Nathanson ad abiurare l’aborto e diventare un convinto attivista pro-life? Il suo percorso di “conversione” non è quello che – come potremmo immaginare - partendo dalla riscoperta della fede porta i più a combattere poi strenuamente a difesa della vita dal suo concepimento al suo termine naturale, ma esattamente il contrario.
Lasciata la clinica, egli diventa capo servizi di ostetricia al St. Luke Hospital: lì...

Da convinto abortista a sostenitore pro-life
Progressivamente da quel momento inizia a prendere le distanze dall’aborto fino a diventare un forte sostenitore del Movimento per la Vita. Nel 1984 realizza il suo primo documentario: The Silent Scream (Il grido silenzioso), che mostrava crudamente la procedura di un aborto attraverso l’ecografia, mentre nel secondo, The Eclipse of Reason (Eclisse della Ragione) affronta la tematica ancora più terribile degli aborti tardivi.
Da laico attivista pro-life a credente
Quale è il passaggio che da laico attivista pro-life lo porta alla fede in Dio?
Il peso del peccato e la sete di Speranza
Di fronte alle straordinarie testimonianze di forza d’animo sorretta dalla Fede di tanti attivisti pro-life disposti ad andare in prigione per le loro idee...
Bernard Nathanson riceve i sacramenti
Il seguito della vita del Dott. Bernard Nathanson ce lo racconta nell’introduzione al libro il Reverendo C. John McCloskey III: lunedì 8 dicembre 1996, giorno dell'Immacolata Concezione, alle 7,30 del mattino nella cripta della Cattedrale di St. Patrick di New-York egli divenne figlio di Dio ricevendo i sacramenti del Battesimo, della Cresima e della Comunione.
Muore a 84 anni a causa del cancro
Da allora, dopo essersi ritirato dalla professione per dedicarsi pienamente alla causa per la vita, ha intensificato la sua attività pro-life in tutto il mondo. È morto a 84 anni il 21 febbraio 2011, a New York, dopo una lunga battaglia con il cancro, accompagnato dall’amore di Christine, la quarta moglie.

Sono grato a tutti coloro che hanno pregato per me
Il suo funerale è stato celebrato nella stessa Cattedrale dove aveva ricevuto i Sacramenti e dove pieno di emozione e riconoscenza per essere stato accolto nella Chiesa Cattolica ebbe in quel momento a dire:





