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Anna Raisa Favale e l’amore per la Madonna di Pompei: che bello essere figlie!

Anna Raisa Favale
Anna Raisa Favale
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La sua breve presenza in TV come ospite di Lucia Ascione su TV2000 è stata una intensa testimonianza di vera devozione a Maria, Madre presente e attiva nella sua vita di credente. Anna si è mostrata come figlia e allieva a scuola di umiltà,di audace fiducia nella provvidenza e di gioia sincera, quel tratto tipico di chi si sente amato, senza merito.

(Intanto una cosa: “sei diversa, sei speciale, tu sei salentina!”, per cui Alessandra Amoroso, chiedo scusa, ma “scansate proprio”)
Lei è Anna Raisa Favale.
Ecco una brevissima bio per orientarci rapidamente nelle sue vicende personali e professionali, prima di essere travolti dal suo entusiasmo di fede, che racconta tutto “da dentro”.
Così leggiamo in un articolo che ne riferisce brevemente il percorso quando appunto si trovava a New York come regista dell’emittente TeleMater.

Anna Raisa Favale, classe 1986, che seguendo i suoi sogni è partita dalla terra natìa, la Puglia, per raggiungere la Palestina, il Sudafrica e sbarcare in quel di New York nel 2016. A soli 30 anni la regista salentina, diplomata all’ Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico in regia Teatrale e poi specializzata in Cinema in Sudafrica, nonché formatrice all’Università Roma TRE, vive e lavora nel Greenwich Village, luogo simbolo degli immigrati italiani. Anna Raisa, selezionata dall’emittente televisiva italo americana TeleMater, nata dalla spiritualità della Chiesa della Madonna di Pompei, nel cuore della Grande Mela, ha alle spalle numerose iniziative affonda le sue radici nel teatro e successivamente nel documentario, spesso usati nell’ ambito delle operazioni di mediazione e di Peace Bulding. (Da La voce di New York, 2017)

Perché ne parliamo solo ora? Un po’ non abbiamo scuse, un po’ per il fatto che la “nostra” Anna il 13 novembre scorso è stata ospite di Bel Tempo si spera, accolta e incoraggiata dalla conduttrice, Lucia Ascione, che sa sempre dosare professionalità e adesione sincera alle vite che si avvicendano sulla poltrona di fronte alla sua. La sua breve intervista non ha potuto naturalmente rendere ragione della ricchezza di una intera vita, per quanto giovane, ma ha fatto senza dubbio un ottimo servizio: l’ha “costretta” a dire la cosa più importante e di quelle taciute, dobbiamo riconoscerlo senza sentimentalismi, affiorava qualcosa dalle espressioni del suo viso.
Personalmente mi ha proprio colpito. Pur conoscendola dal vivo (sebbene ancora superficialmente) non avevo ancora potuto intuire dalla sua viva voce e indovinare dai suoi occhi il fuoco che la anima.
In qualità di regista infatti è in forze al team di Aleteia, al quale sono sempre più fiera di appartenere. Insieme alla collega Marinella Bandini sta portando avanti con tenacia e bravura un progetto che meriterebbe ancora più risonanza. La prima web serie prodotta da Aleteia: Look up, Stories of hope, ha già pubblicato diciassette video, short e long version, visibili da Youtube e passando dalla piattaforma del nostro portale. Vi lascio il link: affacciatevi da queste finestre e respirate a pieni polmoni.
Tra le storie che invitano a guardare in alto per ritrovare speranza, a pensarci bene, c’è anche la sua personale, anche se non è (ancora) un episodio della serie!
Anna, quando racconta la sua vita, lo fa come se la stesse srotolando tra le mani Dio in persona: assiste alla meraviglia che vede operare nei suoi giorni. Ed è una giovane donna diremmo oggi “proattiva”, che cerca, osa, si ingegna, fa all in di tutti i propri talenti, non si lamenta se le carte che le capitano in qualche “mano” sembrano brutte. E, per restare nella discutibile metafora del Texas Hold’em, non sembra affatto una che bluffa.
Per conoscerla meglio, oltre ad invitarvi a riguardare il video della puntata di Bel Tempo si spera, vi lascio il suo racconto.

Riguardo a come tutto è iniziato, gli anni dell’Accademia

Ho scelto il teatro perché volevo conoscere a fondo il cuore dell’uomo, e Dio ha ascoltato questo desiderio. Quando sono arrivata all’Accademia D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” a Roma, (la più importante accademia teatrale in Italia) -18 anni compiuti da poco- oltre a dei grandi doni, come l‘aver conosciuto veri maestri che mi hanno insegnato tantissimo sull’arte e sull’uomo, sugli attori e sulla regia, accostandomi profondamente all’umanità, mi sono accostata, oltre che alla sua bellezza, automaticamente anche al peccato dell’uomo. Intorno a me, e dentro di me.

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