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La confessione via whatsapp o social network non è valida

BLESSING PHONES

Valery Hache | AFP

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 07/12/20

In tempo di covid, la Penitenzieria apostolica precisa sulla riconciliazione, e interviene anche sulla messa domenicale e i sacramenti in punto di morte

C’è il covid? Non pensate che la confessione possa ridursi ad un sacramento via social o su whatsapp. Attraverso la Penitenzieria apostolica la Chiesa esprime la sua sollecitudine per chi è colpito direttamente o indirettamente dal coronavirus. Così gli concede specifiche indulgenze e gli facilita le modalità per accostarsi al sacramento della penitenza in condizioni di emergenza. Ma con alcune precisazioni sulle modalità di svolgimento di quest’ultimo. Ne parla il cardinale Mauro Piacenza, penitenziere maggiore, in questa intervista a L’Osservatore Romano (5 dicembre).

1Sacramenti in punto di morte

Se una persona sta morendo a causa del covid-19 e non è possibile farle avere i sacramenti, perché in quarantena, la Penitenzieria apostolica prevede che «la contrizione perfetta, proveniente dall’amore di Dio amato sopra ogni cosa, espressa da una sincera richiesta di perdono — quella che al momento il penitente è in grado di esprimere — e accompagnata dalla ferma risoluzione di ricorrere, appena possibile, alla confessione sacramentale, ottiene il perdono dei peccati, anche mortali, come afferma il Catechismo della Chiesa cattolica al numero 1452».

È motivo di conforto sapere che la Chiesa prega per chi si trovasse nell’impossibilità di ricevere il sacramento dell’unzione degli infermi e del viatico, «affidando alla misericordia divina tutti e ciascuno in forza della comunione dei santi. E concede al fedele l’indulgenza plenaria in punto di morte, purché sia debitamente disposto e abbia recitato abitualmente durante la vita qualche preghiera (in questo caso la Chiesa supplisce alle tre solite condizioni richieste)».


PRAYER

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OLD WOMAN,
C.Lotongkum | Shutterstock

2La confessione attraverso smartphone e social network

La Penitenzieria apostolica chiarisce sull’uso degli smartphone o altri mezzi di comunicazione sociale per confessarsi.

«Possiamo affermare la probabile invalidità della assoluzione impartita attraverso tali mezzi. Manca infatti la presenza reale del penitente e non si verifica reale trasmissione delle parole della assoluzione. Si tratta soltanto di vibrazioni elettriche che riproducono la parola umana».




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https://www.youtube.com/watch?v=C99dfY4DhKI

3La partecipazione alla messa domenicale

Un ultimo aspetto riguarda la partecipazione alla santa messa domenicale in tempo di covid. E’ soddisfatto il precetto ascoltando la celebrazione per radio, streaming o televisione?

«Nulla può surrogare la partecipazione alla santa messa in presenza – replica la Penitenzieria apostolica -. Nelle situazioni in cui non sia possibile recarsi alla santa messa festiva viene meno l’obbligo senza che si debba sostituire con altro la mancata partecipazione. Certamente se chi è impedito per valido motivo assiste alla celebrazione attraverso la televisione compie un atto pio e spiritualmente utile».

CANDLELIGHT PROCESSION AND ROSARY
JEFFREY BRUNO




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Tags:
confessionesocial network
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