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Tanti vaccini insieme fanno male?

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Ospedale Bambino Gesù - pubblicato il 11/11/20

Perché tanti vaccini fin dal terzo mese di vita? Lo schema italiano prevede nel primo anno la somministrazione di 10 vaccini in grado di proteggerci da decine di malattie infettive.

I genitori si chiedono spesso perché sia necessario fare tanti vaccini così presto nella vita del loro bambino. Lo schema italiano prevede infatti nel primo anno la somministrazione di 10 vaccini in grado di proteggerci da decine di malattie infettive.

In molti Paesi europei e negli USA il numero di dosi degli stessi vaccini che vengono somministrati è ancora maggiore. Non c’è da stupirsi quindi che alcuni genitori si chiedano: “Perché dobbiamo sottoporre nostro figlio così piccolo a tutti questi vaccini?”.

Capire perché i vaccini vengono somministrati così presto e perché in alcuni casi sono necessarie tante dosi (magari per malattie che nel nostro Paese non ci sono più) può aiutare i genitori a dare un senso a questa importante decisione.

Perché tanti vaccini fin dal terzo mese di vita?

Poco dopo la nascita, dal 60° giorno di vita si iniziano le vaccinazioni: questo perché il neonato passa dalla sterilità del grembo materno a un mondo pieno di microbi.

E anche se noi genitori facciamo del nostro meglio per farli vivere in ambienti puliti e sicuri, i bambini sono costantemente esposti a microbi che potrebbero causare malattie.

Il più delle volte, anche nei più piccoli, il sistema immunitario è capace di bloccare le malattie, ma non sempre.

Anche se il programma di immunizzazione può sembrare eccessivo, in realtà è proporzionato al maggior rischio che presentano i bambini più piccoli nei confronti di germi nuovi per loro e molto pericolosi per la fragilità di un organismo che deve ancora crescere.

Dato che i pericoli sono tanti, tante devono essere le prevenzioni da attivare. Non dobbiamo quindi aver paura per i tanti vaccini. Bisogna sempre ricordare e considerare che il programma vaccinale è stato creato appositamente per proteggere i più piccoli contro potenziali attacchi.




Leggi anche:
I vaccini sono sicuri?

Perché tanti vaccini per malattie che non si vedono più?

La scienza medica fin dall’inizio ha cercato strumenti per prevenire le malattie infettive, dato che curarle è sempre stato molto più difficile e a volte inefficace, con rischi di disabilità gravi ed enormi sofferenze per bambini e genitori.

I vaccini sono stati uno dei provvedimenti di salute più efficaci mai inventati. Grazie ai vaccini, oggi non vediamo più molte delle malattie infettive che vedevamo spesso in passato.

Eppure non possiamo cullarci nell’idea che siano scomparse. Ci sono e aspettano l’occasione per presentarsi di nuovo e colpire.

Se il microbo non scompare del tutto dal nostro pianeta – come è avvenuto per il vaiolo – le malattie possono ricomparire nel caso non si mantenga alto il tasso di copertura vaccinale, vale a dire se diminuisce il numero di bambini vaccinati.

È successo negli USA per il morbillo, scomparso di fatto per molti anni e poi ricomparso per importazione e ridiffusione interna, dato che si era ridotto il numero delle persone vaccinate, cioè la copertura vaccinale della popolazione.

Recentemente, tra la fine del 2019 e la metà del 2020, è esplosa un’epidemia di poliomielite nelle Filippine, con vari casi di bambini affetti.

Questa malattia è scomparsa in Europa e nella maggior parte dei Paesi del mondo, ma, se le coperture vaccinale si riducono, la poliomelite può ricomparire.

Dunque il nostro programma di vaccinazioni è complesso, articolato, costoso, ma è anche estremamente efficace per proteggere la salute dei nostri bambini.

Ma tanti vaccini dati tutti insieme possono sovraccaricare il sistema immune?

No, anzi. Innanzitutto, il sistema immunitario, anche quello di bambini molto piccoli, è in grado di reagire a un numero di molecole che è enormemente superiore a quello contenuto nei vaccini.

Alcuni calcoli teorici ci dicono che il sistema immunitario di un bambino riuscirebbe a “gestire” senza problemi fino 10.000 vaccini dati contemporaneamente.

Basti pensare che nell’intestino dei neonati dopo la nascita albergano milioni di batteri diversi, che il sistema immunitario impara presto a riconoscere come “amici”. Non solo: la risposta immunitaria non viene affaticata dai vaccini, anzi ne viene rafforzata.

I dati scientifici hanno dimostrato chiaramente che la maggiore attivazione del sistema immunitario produce una protezione più efficace e persistente.

Infine, non dobbiamo considerare il numero dei vaccini ma quello degli antigeni (le molecole che provocano le risposte immunitarie di difesa) che sono contenuti da ognuno di questi vaccini.

Negli anni ’80 e ’90 del secolo scorso, i bambini venivano vaccinati e protetti da 9 malattie (difterite, tetano, pertosse, Hemophilus influenzae di tipo b, virus epatite B, poliomielite, morbillo, rosolia e parotite).

Nel loro insieme, questi vaccini contenevano più di 3000 antigeni diversi.

Oggi i bambini vengono vaccinati e protetti da ben 16 malattie (le precedenti, più la varicella, le meningiti meningococciche, i rotavirus) ma gli antigeni di tutti questi vaccini sono all’incirca 150.

Questo grazie ai grandi progressi che si sono fatti in questi anni nella purificazione dei vaccini.




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