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Spiritualità

Ogni credente ha un angelo custode a titolo di "pedagogo" o di "pastore"

Gli angeli custodi comunicano con noi attraverso pensieri, immagini e sentimenti Il modo principale in cui gli angeli custodi comunicano con noi è offrendo al nostro intelletto penseri, immagini o sentimenti che possiamo accettare o rifiutare.

don Marcello Stanzione - pubblicato il 26/09/20

Lo dice San Basilio. Ecco cosa intende. Ma il dibattito è aperto sull'assegnazione dello spirito celeste alla nascita o dopo il Battesimo

L’esistenza degli Angeli custodiè molto rassicurante per noi umani. Ma è opportuno chiedersi se ha qualche fondamento teologico, a tale riguardo una preghiera recita così: “O Santo Angelo, che Dio, per la bontà nei miei confronti, ha affidato la cura della mia condotta, donatemi oggi la luce, preservatemi dal male, guidatemi verso il bene e portatemi sul cammino della salvezza, amen!”.

Donato dal Creatore

La teologia dell’Angelo custode, nella sua essenza, è integralmente compresa nel testo conciso di questa preghiera. Prima di tutto ne risulta che “abbiamo” un Angelo custode, poi che “non ci appartiene” ma ci è donato dal Creatore e che le sue funzioni sono quattro: è “insegnante” (ci chiarisce, apporta conoscenze), “protettore” (ci protegge dal male), “consigliere” (ci orienta verso le buone azioni e una giusta condotta), e “guida mistica” (ci mostra la via della salvezza). In una sola parola, il compito dell’Angelo è quello di “orientarci”.

UMB-O/Shutterstock
I nostri angeli custodi hanno dei nomi, ma vengono dati loro da Dio La pratica di assegnare un nome agli angeli custodi dovrebbe essere scoraggiata, tranne nei casi di Gabriele, Michele e Raffaele, i cui nomi sono contenuti nella Sacra Scrittura (cfr. Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Direttorio sulla Pietà Popolare, n. 217, 2001).


ANGELS

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“Non c’è uomo che non abbia il suo angelo”

Nel Nuovo ma anche nel Vecchio Testamento si parla chiaramente della custodia angelica, dove per esempio si legge nel salmo 91 al versetto 11: “Egli darà ordine ai suoi Angeli di custodirti in tutti i tuoi passi”, così come nel Salmo 34,8, nella Genesi 48,16, nell’Esodo 23,20, senza parlare del libro di Tobia.

Nel Nuovo Testamento i passaggi di questo tipo sono più numerosi, e più precisi: “Non c’è uomo, per quanto ‘piccolo’ sia che non abbia nei cieli il suo Angelo, cogli occhi rivolti al volto del Padre”, dice Gesù (Matteo 18,10) e aggiunge: “Chi disprezza il più precario degli uomini, disprezza anche il suo Angelo, e offusca indirettamente il trono divino”.

Spiriti invisibili ma attivi

In ogni caso l’idea dell’esistenza di Esseri celesti è presente fin dalla notte dei tempi. La tendenza a popolare l’universo visibile di una folla di “spiriti” invisibili ma attivi, appartiene alla struttura originale dell’intelligenza umana e gli animismi del mondo intero ne sono la prova. Ma ci sono due proiezioni diverse: da una parte le antiche civiltà popolano il mondo di creature come gli gnomi, le silfidi, le salamandre, dall’altra introducono l’idea di gerarchie celesti in un ordine soprannaturale.

Un “campo energetico”

Gli Angeli fanno andare avanti il mondo, ma soprattutto lo fanno avanzare verso la salvezza: sono un “campo energetico” rigorosamente organizzato e facente capo al Principe supremo; tutti guardano il volto del Padre e agiscono in Suo nome, intermediari tra Creatore e creazione, tra le esistenze particolari e l’unità dell’universale, tra il visibile e l’invisibile, garantendo che niente possa restare al di fuori dell’economia divina.

Secondo i teologi ci sono alcune proposizioni “de fide” o “fidei proxima” ammissibili come articoli di fede: si ammette ad esempio che gli Angeli esistono, sono inviati da Dio per servire e proteggere gli uomini e che esistono Angeli custodi che si occupano dell’individuo lungo tutto l’arco della vita. Queste proposizioni non possono essere contestate, a rischio di cadere al di fuori della fede. Sempre solide, ben fondate dal punto di vista teologico, ma non tanto quanto le prime sono le proposizioni “saltem theologica certa”: una tra queste dice che solo i fedeli hanno il proprio Angelo custode.

UMB-O/Shutterstock
Non diventeremo un angelo custode quando moriremo Gli angeli sono una parte separata della creazione di Dio, e noi non diventeremo un essere completamente nuovo quando moriremo. Rimarremo umani, e se ci verrà concessa la Visione Beatifica saremo trasfigurati e riceveremo il nostro corpo risorto alla fine dei tempi.

Verità di fede

Quindi l’esistenza di un Angelo custode è una verità di fede anche se resta vivo il dibattito su questo nodo: “A ciascun uomo un Angelo custode” oppure “Solo il credente ha un Angelo custode”. La questione può essere formulata diversamente: “Tutti noi riceviamo alla nascita (o al concepimento) un Angelo delegato, semplicemente perché siamo uomini, o l’Angelo ci è attribuito al battesimo perché entriamo nella comunità dei fedeli?

Il “Pedagogo”

All’Angelo custode sono stati attribuiti diversi nomi e cominciamo da “paidagogos” e “poimen”: “Ogni credente ha un Angelo a titolo di pedagogo o di pastore“, dice san Basilio. “Pedagogo” designa, in greco, uno schiavo che deve occuparsi dei bambini delle famiglie ricche, soprattutto quando questi si trovano fuori di casa: ad esempio ha il compito di condurli a scuola, portarli a giocare e ricondurli a casa. Il pedagogo è dunque responsabile della sicurezza dei bambini fino al loro ritorno a casa.

Questo è il ruolo essenziale dell’Angelo custode: risponde del nostro ritorno a casa del Padre e della nostra protezione fin quando siamo ancora in cammino. Sorvegliante e amministratore, l’angelo compie la funzione che compie il pastore nei confronti del suo gregge. La missione implica anche una funzione liturgica, un servizio, un “accompagnamento” illuminato.




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Altri nomi del “custode”

Altri nomi, più o meno sinonimi sono: “phylax” (custode), “prostates” (protettore, avvocato), “epimeletes” (intendente), “ephoros” (sorvegliante), “boethos” (assistente, aiuto), “phruros” (guardiano), “nomeus” (pastore), “paidonomos” (responsabile dell’educazione), “didascalos” (insegnante), “episcopos” (osservatore, tutore). Tutti questi nomi hanno varianti latine molto significative: si parla di Angeli “custodes” o “tutelares”, differenti dagli Angeli “nuntii” (annunciatori), oppure di “assistentes”, attivi presso il trono supremo, e “administrantes”, inviati in missione nel mondo creato.

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