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La vita si regala tra le morti

MINDY BROCK, BEN CAYER
Nicole Hubbard/Associated Press/East News
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Soffrendo si può capire che molte cose non sono per sempre, che tutto vale la pena…

Il vento porta sempre qualche messaggio di eternità. In mezzo alla tormenta che attraverso intravedo la luce delle stelle. In mezzo alle nuvole e alla mancanza di luce.

Come se all’improvviso tutto avesse un valore diverso e le ore valessero ora di più o forse di meno – dipende da me, da quello che ne faccio.

Non so più bene se avanzo o retrocedo. Porto nel cuore una luce dipinta, un cielo aperto. Per scoprire mondi nuovi a partire dalle cose vecchie.

Dentro ogni croce è racchiuso un mistero, e una speranza di vita per sempre.

JESUS,
GoneWithTheWind | Shutterstock

Non so bene cosa esprimano le stelle che spezzano la notte. Non so bene se devo cambiare tutto o solo una parte di me stesso per continuare a vivere. Alla fin fine, prima sopravvivevo solo in mezzo alla fretta.

Non so se ne uscirò come prima o, come spero, qualcosa sarà cambiato per sempre. Non voglio prendere decisioni affrettate, cambiare tutto, lasciare le cose di una volta.

Forse ora nulla è molto chiaro, ma può essere che non lo fosse neanche prima. Non mi resta altro rimedio che guardare al cielo con occhi di bambino e dare un nome a ogni stella.

O cercare la mia, quella dei miei sogni. E aspettare tranquillo qualche segnale propizio. E confidare nell’innocenza dei bambini.

So che se non confido vivrò amareggiato per il resto dei miei giorni. Ed è per questo che mi alzo disposto ogni giorno a conquistare il mondo, anche se non ottengo nulla se non aumentare il mio sorriso.

E abbracciare le nuvole che sfuggono nervose dalle mie braccia. E alzare l’aria provocando venti nuovi che ripuliscano l’orizzonte. E abbracciare tranquillo gli alberi che mi indicano che tutto deve avere radici molto profonde per continuare a vivere.

Spero di non perdere mai l’equilibrio che ho ora. E all’improvviso comprendo che come nell’albero le dimensioni del tronco devono corrispondere alle radici profonde, perché non ondeggi durante le tempeste.

TREE
Brandon Bourdages|Shutterstock

Così dev’essere la mia anima paragonata a tutta quella mia vita che si effonde davanti ai miei occhi. Ho deciso per questo di scavare molto a fondo vicino alla porta della mia casa. O meglio, dentro di essa, che è ciò che mi tocca.

E aspettare fiducioso che il tempo passi e arrivi l’estate, o l’autunno. Non so perché ho tanta voglia di tornare al passato quando mi fa male l’anima.

Non sono forse positivi i cambiamenti di vita? Tutto questo non porterà forse qualcosa di buono che mi aiuterà a cambiare lo sguardo e il cuore? Spero di sì.

Ma ho paura del dolore. Mi spaventa l’idea di soffrire più del necessario. Tremo davanti all’ignoto quando tutte le mie sicurezze crollano. La mia salute, la mia terra, i miei sogni, i miei progetti.

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