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Il Papa ad una tv spagnola: ho dubitato sull’esistenza di Dio, ma non ora

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Nell’intervista il Papa ha parlato anche di “prigionieri dei muri”, degli omosessuali, delle sue scarpe nere. E sugli abusi sessuali ha ribadito: dove si coprono, là si diffondono

In una situazione come questa si possono avere crisi di fede? Un Papa può mettere in discussione l’esistenza di Dio? «E’ evidente. Nessuno è esente dalle tentazioni esistenziali». Così Papa Francesco in una intervista via Skype a Jordi Evole per la televisione spagnola La Sexta.

Lei ha dubitato dell’esistenza di Dio? «Nella mia vita sì, ma in questo momento no. Ma nella mia vita qualche volta», risponde il Papa. «Nella mia vita ricordo che ho avuto in miei dubbi di fede, le mie crisi di fede, e le ho risolte con la grazia di Dio. Nessuno si salva dal cammino comune della gente, che è il miglior cammino, concreto» (Aska News, 24 marzo).

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L’ingiustizia di chi “chiude la porta”

Uno dei primi temi affrontati dal giornalista Évole e dal Pontefice è stato quello della crisi migratoria, che ha portato finora alla perdita di oltre 35.000 vite umane nel Mediterraneo.

Di fronte a questa situazione, Papa Francesco ha detto che questo gli causa molto dolore. «Non capisco l’insensibilità – ha affermato –  non capisco l’ingiustizia – ingiustizia della guerra, ingiustizia della fame, ingiustizia dello sfruttamento – che fa emigrare una persona cercando di migliorare e l’ingiustizia di chi chiude la porta».

Facendo riferimento all’accoglienza dei migranti e allo sforzo che i Paesi fanno per accoglierli, il Santo Padre ha sottolineato che «l’atteggiamento fondamentale è il cuore aperto» ad accogliere coloro che sono nel bisogno.

POPE FRANCIS GENERAL AUDIENCE
Antoine Mekary | ALETEIA | I.Media

Chi erige un muro… resta prigioniero

Poi ha aggiunto il Papa: «Il problema dell’Europa, per me più grande, è che ha dimenticato» quando dopo le guerre «i suoi figli andavano a bussare alle porte dell’America», Nord America e Sud America.

Di fronte all’atteggiamento di alcuni governi di erigere muri per rallentare le ondate migratorie e difendere la loro autonomia, Papa Francesco ha detto che «chi erige un muro finisce prigioniero del muro che ha eretto», e che questa è una legge universale (Vatican News, 24 marzo).

Il “museo” Vaticano

«Con l’arrivo dei migranti si è creato un nuovo ceto sociale che riguarda anche gli europei: il precariato, gente che lavora senza diritti e sottopagata» dice il giornalista. Il Papa risponde: «È grave. La Chiesa condanna duramente». Poi si parla di povertà: «Come si sente a vivere in Vaticano?». «Mi sembra di stare in un museo…»

«Però ha rinunciato alle scarpe rosse. Era un rifiuto del lusso?», ribatte Evole.

«No» dice il Papa. «Ci sono scarpe nere più lussuose… Quelle rosse non le ho volute semplicemente perché non le ritengo in linea col mio modo di essere».

RED SHOES
TIM SLOAN - AFP

“I mercanti ci sono dappertutto..”

Un’altra domanda: «Gesù cacciò i mercanti dal tempio. Ci sono mercanti in Vaticano?».

«Sì – replica il Papa – ma Gesù lo fece contro gli ipocriti. Quanto ai mercanti… ce ne sono come dappertutto. Lo stato della Città del Vaticano non si salva dai limiti, dai peccati dalle vergogne delle altre società. Siamo uomini con gli stessi limiti. Il compito è ripulire. Con lentezza ma farlo» (Mio Papa, 25 marzo).

Copertura e diffusione degli abusi

Alla domanda sul Vertice in Vaticano sulla tutela dei minori, il Papa, riporta ancora Vatican News, ha detto che ovunque si coprano abusi, questi si diffondono, mentre una volta che entra «la cultura della trasparenza», le cose non si diffondono. Allo stesso modo, il Pontefice ha precisato che le cose concrete del Vertice erano di avviare processi, e questo richiede tempo.

I “sicari” degli aborti

L’intervistatore chiede quale sia la posizione di Francesco in merito agli aborti effettuati da donne che hanno subito violenza. Il Papa dice: «Non discuto le leggi civili dei vari Paesi. Ma, umanamente, è giusto eliminare per risolvere un problema? È giusto affittare un sicario per risolvere un problema?».

Omosessualità e peccato

Francesco, riporta il portale della rivista Mio Papa, ha risposto anche ad una domanda sul tema della omosessualità.

«Lei una volta ha detto “Chi sono io per giudicare” ,parlando di omosessualità» chiede évole.

«Le tendenze non sono peccato. Peccato è attuare con fatti o parole una tendenza» la risposta del Papa.

“La guerra in casa tua”

Il giornalista, infine, cambia argomento e chiede deciso: «Lo sa che la Spagna vende armi all’Arabia Saudita?».

«Non è l’unico governo. Ma ogni governo che vende armi non ha diritto di parlare di pace… Fomentano la guerra e poi parlano di pace. Questo contesto può produrre “l’effetto boomerang”. Se armerai la guerra, l’avrai in casa tua».

Clicca qui per leggere e ascoltare l’intervista integrale.

 

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