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Papa Francesco non si ferma sugli abusi sessuali del clero: “Si assicuri la protezione ai minori”

POPE FRANCIS
Antoine Mekary-Aleteia
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Nel discorso al Corpo Diplomatico rilancia l’impegno su nuove norme e collaborazione con le istituzioni civili. Poi richiama Usa e Iran: serve autocontrollo, non guerra

Papa Francesco non si ferma. E rilancia un nuovo impegno anche nel 2020, da parte del Vaticano, per spezzare in modo sempre più definitivo la piaga degli abusi sessuali compiuti da esponenti del clero.

Lo ha ribadito il 9 gennaio, nella Sala Regia del Palazzo Apostolico Vaticano, nel tradizionale discorso ai membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, per la presentazione degli auguri per il nuovo anno.

Nuove norme contro i crimini sessuali

Il Papa ha richiamato la piaga degli abusi sessuali sui minori: «Come è tristemente noto, non pochi adulti, compresi diversi membri del clero, si sono resi responsabili di delitti gravissimi contro la dignità dei giovani, bambini e adolescenti, violandone l’innocenza e l’intimità. Si tratta di crimini che offendono Dio, causano danni fisici, psicologici e spirituali alle vittime e ledono la vita di intere comunità».

In seguito all’incontro con gli episcopati di tutto il mondo, «la Santa Sede rinnova il suo impegno affinché si faccia luce sugli abusi compiuti e si assicuri la protezione dei minori, attraverso un ampio spettro di norme che consentano di affrontare detti casi nell’ambito del diritto canonico e attraverso la collaborazione con le autorità civili, a livello locale e internazionale».

La nuova Giornata mondiale per l’educazione

Di fronte a così gravi «ferite», ha affermato il Papa, risulta tuttavia ancora più urgente che gli adulti non abdichino al compito educativo che compete loro, anzi si facciano carico di tale impegno con maggior zelo per condurre i giovani alla maturità spirituale, umana e sociale.

Per questa ragione, Francesco ha annunciato, il 14 maggio prossimo, un evento mondiale che avrà per tema: “Ricostruire il patto educativo globale”. «Si tratta di un incontro volto a «ravvivare l’impegno per e con le giovani generazioni, rinnovando la passione per un’educazione più aperta ed inclusiva, capace di ascolto paziente, dialogo costruttivo e mutua comprensione… Ogni cambiamento, come quello epocale che stiamo attraversando, richiede un cammino educativo, la costituzione di un villaggio dell’educazione che generi una rete di relazioni umane e aperte». 

MSZA POSŁANIA, ŚWIATOWE DNI MŁODZIEŻY PANAMA
Panama 2019/Flickr

La tirata d’orecchie sul clima

Il Papa ha poi strigliato lo scarso impegno sul clima. L’«urgenza» della conversione ecologica «sembra non essere acquisita dalla politica internazionale, la cui risposta alle problematiche poste da questioni globali come quella dei cambiamenti climatici è ancora molto debole e fonte di forte preoccupazione».

«La XXV Sessione della Conferenza degli Stati Parte della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP25), svoltasi a Madrid lo scorso dicembre, rappresenta un grave campanello di allarme circa la volontà della Comunità internazionale di affrontare con saggezza ed efficacia il fenomeno del riscaldamento globale, che richiede una risposta collettiva, capace di far prevalere il bene comune sugli interessi particolari».

Omicidi in nome di Dio

Francesco ha ricordato l’impegno per la pace che è stata una costante nei suoi viaggi apostolici. Ha rammentato, ad Abu Dhabi, la firma con il Grande Imam di Al- Azhar Ahmad al-Tayyib del “Documento sulla Fratellanza Umana per la pace mondiale e la convivenza comune“.

«Si tratta di un testo importante, volto a favorire la mutua comprensione tra cristiani e musulmani e la convivenza in società sempre più multietniche e multiculturali, poiché nel condannare fermamente l’uso del nome di Dio per giustificare atti di omicidio, di esilio, di terrorismo e di oppressione», richiama l’importanza del concetto di cittadinanza, che «si basa sull’eguaglianza dei diritti e dei doveri sotto la cui ombra tutti godono della giustizia».

Vincenzo PINTO / AFP
Le pape François salue le grand imam égyptien Azhar Ahmed Al-Tayeb après avoir signé des documents lors de la réunion de la fraternité humaine au Mémorial des fondateurs à Abu Dhabi le 4 février 2019. - Le pape François a rejeté la "haine" et violence "au nom de Dieu.

“Autocontrollo” tra Usa e Iran

Il pontefice ha chiesto Un più assiduo ed efficace impegno da parte della Comunità internazionale è quanto mai urgente anche in altre parti dell’area mediterranea e del Medio Oriente. «Mi riferisco anzitutto alla coltre di silenzio che rischia di coprire la guerra che ha devastato la Siria nel corso di questo decennio».

«Particolarmente preoccupanti – ha detto – sono i segnali che giungono dall’intera regione, in seguito all’innalzarsi della tensione fra l’Iran e gli Stati Uniti e che ri»o anzitutto di mettere a dura prova il lento processo di ricostruzione dell’Iraq, nonché di creare le basi di un conflitto di più vasta scala che tutti vorremmo poter scongiurare. Rinnovo dunque il mio appello perché tutte le parti interessate evitino un innalzamento dello scontro e mantengano “accesa la fiamma del dialogo e dell’autocontrollo”, nel pieno rispetto della legalità internazionale».

Le armi nucleari: svolta a New York

Il Papa ha infine citato i casi di Yemen e Libia, ha condannato il terrorismo e ribadito che «un mondo senza armi nucleari è possibile e necessario, ed è tempo che quanti hanno responsabilità politiche ne divengano pienamente consapevoli».

Il 2020 offre un’opportunità importante in questa direzione, «poiché dal 27 aprile al 22 maggio si svolgerà a New York la X Conferenza d’Esame del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari».

MISSILE
Shutterstock-Alexyz3d

La Madonna e la violenza sulle donne

Per la Chiesa Cattolica, quest’anno – ha chiosato Francesco, «ricorre il settantesimo anniversario della proclamazione dell’Assunzione di Maria Vergine al Cielo».

«Con lo sguardo a Maria, desidero rivolgere un pensiero particolare a tutte le donne, 25 anni dopo la IV Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulla donna, svoltasi a Pechino nel 1995, auspicando che in tutto il mondo sia sempre più riconosciuto il ruolo prezioso delle donne nella società e cessi ogni forma di ingiustizia, disuguaglianza e violenza nei loro confronti. “Ogni violenza inferta alla donna è una profanazione di Dio”. Esercitare violenza contro una donna o sfruttarla non è un semplice reato, è un crimine che distrugge l’armonia, la poesia e la bellezza che Dio ha voluto dare al mondo».

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