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Cattolici nigeriani vestiranno di nero il Mercoledì delle Ceneri per protestare contro la violenza

NIGERIA
PIUS UTOMI EKPEI | AFP
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I vescovi del Paese africano invitano la Chiesa universale a unirsi in preghiera per le vittime dei rapimenti

Ai cattolici della Nigeria viene chiesto di vestirsi di nero il Mercoledì delle Ceneri, primo giorno del periodo penitenziale della Quaresima, ma il motivo ha a che fare più con la protesta che con la penitenza.

Un funzionario della Chiesa cattolica ha detto ai rappresentanti della stampa che sarà un segno di lutto e solidarietà con le vittime dei rapimenti e di altri crimini violenti in Nigeria.

“Sono stato contattato dal Comitato Amministrativo della Conferenza dei Vescovi Cattolici della Nigeria (CBCN) per comunicarvi che di fronte alla situazione attuale la Chiesa deve parlare chiaro e agire contro il livello di insicurezza che pervade il Paese”, ha affermato padre Zacharia Nyantiso Samjumi, segretario generale del Segretariato Cattolico della Nigeria.

Il 1° marzo, inoltre, tutte le Messe della domenica sera nelle città nigeriane verranno cancellate e sostituite da una “protesta di preghiera pacifica contro le continue uccisioni e l’insicurezza nel nostro Paese”, ha annunciato la Conferenza Episcopale.

I vescovi nigeriani hanno invitato la Chiesa cattolica e tutti i cristiani del mondo a unirsi a loro nella preghiera per “i fratelli e le sorelle defunti e per la pace e la sicurezza in Nigeria”, riporta Fides.

“Siamo tristi. Siamo addolorati e soffriamo, ma siamo fiduciosi nel fatto che la luce di Cristo, che brilla nei nostri cuori, illuminerà gli angoli bui della nostra società nigeriana”, hanno affermato i vescovi. “Il livello di insicurezza in Nigeria oggi è tale che a casa o in strada la maggior parte dei Nigeriani, in tutte le zone del Paese, vive nella paura… Le ripetute esecuzioni barbare di cristiani da parte degli insorti di Boko Haram e i continui casi di rapimento a scopo di riscatto legati allo stesso gruppo e ad altri terroristi hanno traumatizzato molti cittadini”.

Di recente a Kaduna è stato ucciso un seminarista 18enne. Michael Nnadi è stato assassinato da uomini armati che lo avevano rapito insieme ad altri tre seminaristi dalla loro scuola a Kaduna.
Gli altri tre sono stati rilasciati.

Poi, appena due settimane fa, è stato rapido un sacerdote a Edo, anche se è stato rilasciato qualche giorno dopo. Le osservazioni del vescovo Matthew Kukah al funerale di Nnadi l’11 febbraio hanno mostrato la crescente frustrazioni per la debole risposta della Nigeria all’aumento della violenza.

“I cristiani devono alzarsi e difendere la loro fede con tutte le armi morali che hanno”, ha detto alla congregazione Kukah, vescovo di Sokoto. “Dobbiamo presentare in modo più forte i valori del cristianesimo, soprattutto il nostro messaggio di amore e non violenza a una società violenta. Tra i lupi del mondo, dobbiamo stare più attenti a livello politico, saggi come i serpenti e umili come le colombe”.

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