Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
venerdì 04 Dicembre |
San Giovanni Damasceno
home iconChiesa
line break icon

Dossier Medjugorje: ecco perché le prime apparizioni "constano di soprannaturalità"

STATUE MEDJUGORJE

Adam Jan Figel I Shutterstock

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 21/02/20

Svelata la relazione, sinora segreta, della Commissione Ruini. Su sette apparizioni della Madonna, avvenute tra il 25 giugno e l'1 luglio, i presunti veggenti non hanno mentito

Svelata la Relazione finora segreta della Commissione internazionale d’inchiesta vaticana, guidata dal cardinale Camillo Ruini, che ha giudicato credibili le apparizioni mariane di Medjugorje.

Lo riporta il giornalista e scrittore Saverio Gaeta, che l’ha pubblicata nel volume inedito “Dossier Medjugorje” (edizioni San Paolo).

In questi scritti inediti, i membri della Commissione spiegano le motivazioni per cui, a schiacciante maggioranza (13 su 15 votanti) hanno ritenuto che gli inizi del fenomeno di Medjugorje non siano riducibili a sole dinamiche umane, ma abbiano un’origine soprannaturale.

medjugorje
Guitta Maroun

Le sette apparizioni

In particolare, ritengono di «poter affermare con ragionevole certezza che la prime sette apparizioni risultano intrinsecamente credibili, perché capaci di suscitare in chi le ha vissute un risveglio della fede, una conversione del modo di vivere e un rinnovato senso di appartenenza alla Chiesa».

Le sette apparizioni si collocano dal 25 giugno all’1 luglio 1981, ossia in un arco temporale di una settimana (è esclusa la prima presunta apparizione del 24 giugno, in cui la Madonna sarebbe apparsa su un nuvola, ma non c’è stato alcun dialogo con i giovani veggenti, che sono scappati via ndr).

Cinque sono avvenute sulla collina di Podbrdo, una nella casa parrocchiale di Medjugorje, un’altra nella località di Cerno, dove gli allora veggenti, adolescenti, erano stati portati in auto dai funzionari di polizia.




Leggi anche:
Ecco i particolari dei primi tre anni di apparizioni della Madonna a Medjugorje

Cosa accadde nei presunti veggenti

In questi sette casi, fa notare Gaeta, pubblicando le conclusioni della Commissione: è la Madre di Cristo che aspetta i veggenti; il “fenomeno” (la Gospa, la Figura) sta davanti ai veggenti, sempre nello stesso posto (nelle prime cinque); nei veggenti esiste la memoria esatta del luogo e dell’ora della prima apparizione; il messaggio non è indirizzato ai singoli individui, ma a tutti i presenti (veggenti/percipienti); il fenomeno si verifica “all’improvviso” e di sorpresa; il fenomeno provoca paura e disturbo nelle anime dei veggenti.

Nelle apparizioni successive, la visione della Madonna provoca sempre meno sorpresa ed è in qualche modo programmata.

medjugorje
Guitta Maroun

Nessuna alterazione mentale

In virtù di queste premesse l’esame condotto dalla Commissione internazionale ha portato a delle conclusioni molto chiare su Medjugorje.

In primo luogo non ci sono alterazioni a livello psicologico nei veggenti, allora adolescenti, «si trattava di adolescenti normodotati, non manipolabili e non eterodiretti, in grado di riconoscere l’inganno e di prendere posizione nei suoi confronti».

In merito alla storia dei presunti veggenti, «nulla in essa li aveva in un certo senso preparati alle presunte prime sette apparizioni della Gospa; esse rimangono qualcosa che irrompe nelle loro vite e nelle loro esperienze senza essere state richieste, cercate, desiderate, immaginate, volute o indotte».


MEDJUGORJE

Leggi anche:
«A Medjugorje accadono straordinari frutti spirituali, non c’è traccia di eresia»

Non ci sono interessi

L’ambiente in cui sono cresciuti i veggenti aveva «i tratti della pietas christiana tradizionale, con una significativa impronta mariana debitrice anche del carisma francescano, ma non tale da attendere, ipotizzare, desiderare – e men che meno inven­tare con dolo – una manifestazione sovrannatura­le della santa Madre del Signore».

In merito alle conoscenze allora a disposizione dei presunti veggenti, sia sul piano culturale sia sul piano delle verità cristiane, «esse si presentano, al momento delle prime sette presunte apparizioni, senza particolari contenuti, inclinazioni o interessi a connotarle».

Non potevano sapere cosa succedeva nel mondo

Sul grado di partecipazione di allora dei presunti veggenti alla vita ecclesiale «non è rilevabile, al momento delle prime presunte sette apparizioni, un loro particolare protagonismo o impegno»

Infine, «in merito alle informazioni sugli avvenimenti allora in corso al di fuori della Jugoslavia, sia in Europa sia nel mondo, che potevano essere a disposizione dei presunti veggenti, esse non sono abbondanti, tenuto conto delle strutture tipiche di uno Stato totalitario quale quello di ispirazione marxista fondato dopo la seconda guerra mondiale dal maresciallo Tito († 1980)».

MEDJUGORJE
Shutterstock-Hieronymus

La “sentenza” della Commissione

Tutte queste considerazioni portano la Commissione a dire che «i risultati raggiunti evidenziano in modo sufficientemente ragionevole che l’oggetto in esame, vale a dire le prime sette presunte apparizioni, manifestano un essenziale e strutturale carattere di in­deducibilità ed eccedenza rispetto alla storia, all’identità e alle possibilità sia dei presunti veggenti sia del loro ambiente vitale».

In pratica i veggenti, o presunti tali, non avevano le caratteristiche per potersi inventarsi un fenomeno, così dettagliato, di tale portata. «Parallelamente – scrive la Commissione – l’imprevedibile e speciale legame religioso che l’evento introduce nell’esperienza dei suoi primi destinatari appare compatibile con il carattere sovrannaturale del segno».


MEDJUGORJE

Leggi anche:
L’inviato del Papa su Medjugorje: “Non è più un luogo sospetto”

Una Gospa “familiare”

Le prime sette apparizioni suscitano in loro «una soggettualità, una responsabilità e un protagonismo a cui i presunti veggenti non erano né preparati, né abituati». Eil soggetto delle prime sette presunte apparizioni, la Gospa, «si presenta con caratteri e una familiarità inediti rispetto a quel che i presunti veggenti potevano conoscere di lei».

Il demonio non c’entra

E anche l’oggetto delle richieste/messaggi, «vale a dire la pace nella sua dimensione essenzialmente teologale, acquista un’urgenza, una dimensione e un significato che si dilata ben al di là degli orizzonti già posseduti, vissuti e desiderati dai presunti veggenti e dal loro ambiente vitale».

Viene esclusa «l’ipotesi di un’origine demoniaca degli inizi del fenomeno», che«appare gratuita e infondata, essendo in contrasto con quanto è stato osservato sul profilo iniziale del fenomeno, oltre che con i frutti positivi derivati dal fenomeno stesso».




Leggi anche:
I veggenti descrivono la Madonna di Medjugorje. «E’ come una bellissima e sorridente ventenne»

© the deacon´s bench blog
gnuckx (@) gmail.com

Legame indissolubile con Cristo

Gli elementi teologici che accomunano le prime sette apparizioni denotano che «il soggetto, la Gospa, manifesta e mantiene un legame indissolubile con il Cristo di Dio, e la sua persona e i suoi gesti non sono comprensibili al di fuori di questo legame»

Che le richieste/messaggi del soggetto, la Gospa, «hanno una strutturale dimensione teologale, sia nella loro dimensione conoscitivo-intellettuale, sia nella loro dimensione pratico-operativa».

E infine che il manifestarsi della Gospa «ravviva nei presunti veggenti il senso della loro appartenenza alla Chiesa».

E’ sulla base di questi dati, la Commissione internazionale ritiene di poter affermare con ragionevole certezza che le prime sette apparizioni risultano intrinsecamente credibili.




Leggi anche:
Papa Francesco su Medjugorje: i veggenti confondono le locuzioni con le visioni

Il Papa

Il Papa, dopo aver esaminato la relazione Ruini e i pareri su di essa dei membri della Congregazione per la dottrina della fede ha deciso di affidare all’arcivescovo polacco Henryk Hoser, una missione da «inviato speciale della Santa Sede» per «acquisire più approfondite conoscenze della situazione pastorale» a Medjugorje e «soprattutto, delle esigenze dei fedeli che vi giungono in pellegrinaggio» per «suggerire eventuali iniziative pastorali per il futuro». Tuttora Hoser è in missione a Medjugorje.

CLICCA QUI PER ACQUISTARE IL VOLUME




Leggi anche:
L’arcivescovo Henryk Hoser ad Aleteia: “Non dovremmo preoccuparci per Medjugorje!”

Tags:
apparizioni marianemedjugorjevaticanoveggenti
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
POPE FRANCIS ON CHRISTMAS
Giovanni Marcotullio
Non esiste alcuna “Messa di Mezzanotte”... sì...
FATHER JOHN FIELDS
John Burger
Muore sacerdote che si era offerto volontario...
MARIA DEL MAR
Rodrigo Houdin
È stata abbandonata in una discarica, ma ha c...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
CHARLES
Anna Ashkova
La preghiera del Beato Charles de Foucauld da...
ARCHANGEL MICHAEL
Gelsomino Del Guercio
La preghiera di protezione contro gli spiriti...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni