Aleteia logoAleteia logoAleteia
domenica 05 Dicembre |
San Giovanni Damasceno
Aleteia logo
Spiritualità
separateurCreated with Sketch.

Sono medico, così Dio mi ha fatto di capire la sofferenza

Dr. Tom Catena

The Heart of Nuba | YouTube | Fair Use

Catholic Link - pubblicato il 26/11/19

Credo che una delle più grandi difficoltà nel vivere una sofferenza come quella che comportano le malattie incurabili sia l’idea che ci promuove la cultura attuale, che è edonista ed esalta il valore del piacere e della comodità, e in cui non c’è spazio per il dolore o la sofferenza.

Nella nostra cultura il dolore viene visto come qualcosa di negativo, non gli si trova un senso, sembrerebbe sterile e senza opportunità di offrire alcun frutto. Può risultare sterile anche quando si evita uno sguardo trascendente e spirituale della realtà, quando qualsiasi riferimento a Dio e ai suoi insegnamenti non apporta più nulla.

Ricordare ciò che diceva San Giovanni Paolo II può illuminarci: “La sofferenza in se stessa può nascondere un valore segreto e diventare una strada di purificazione, di liberazione interiore, di arricchimento dell’anima”.

Guardare la sofferenza con Cristo

Una cosa che ho capito molto chiaramente è che se non si ha un riferimento spirituale o uno sguardo basato sulla fede, assumere la sofferenza e trovarle un senso è quasi impossibile. Non significa che credere in Dio non ci faccia soffrire, o che la vita dello spirito ci tolga la sofferenza, ma le dà un maggiore proposito.

Quello che credo sia l’insegnamento più importante che ci offre Dio è quello che ci lascia in suo Figlio, Gesù, che incarna tutta la realtà umana, inclusa la sofferenza che assume con la sua passione e morte. È molto bello capire che anche se il riferimento di Cristo crocifisso è consolatore, quando sappiamo che Egli ha già preso su di sé i dolori dell’umanità sappiamo che non finisce tutto lì.

Egli ha sofferto fisicamente, è stato solo, emarginato, stanco. Ancor più intensa è la nostra consolazione quando il Signore ci dice che la sua sofferenza non ha l’ultima parola, perché la storia non culmina nel Venerdì Santo, ma apre la strada alla Pasqua, alla Domenica di Resurrezione.

In questo senso, mi incoraggiano molto le parole di Madre Teresa, esperta della sofferenza dato che viveva in mezzo ai più poveri tra i poveri. Diceva: “Ricordate che la Passione di Cristo sfocia sempre nella gioia della Resurrezione, perché quando sentite nel vostro cuore le sofferenze di Cristo abbiate ben presente che poi arriverà la resurrezione”.

Con questa esperienza spirituale la malattia e il dolore non sono sterili, la possibilità della morte non è un’esperienza negativa. Può perfino essere un cammino molto fecondo, e accompagnare nella transizione da questa vita a quella eterna risulta una benedizione per chi vi può assistere.

Alcune frasi che possono essere utili

“Nella sofferenza capiamo chi è veramente nostro amico. L’amore vero si misura con il termometro della sofferenza” – Santa Faustina Kowalska

“Nelle fatiche e nelle sofferenze non dimenticate che abbiamo un grande premio preparato per noi in cielo” – San Giovanni Bosco

“Dio non è venuto a sopprimere la sofferenza. Non è venuto neanche a dare una spiegazione. È venuto a riempirla della sua presenza” – Paul Claudel

“Cristo è molto vicino a quanti soffrono” – Giovanni Paolo II

Qui l’articolo originale pubblicato su Catholic Link

  • 1
  • 2
Tags:
diomedicosofferenza
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni