Ricevi Aleteia tutti i giorni
Comincia la tua giornata nel modo migliore: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Tutti noi dovremmo essere deposti nel Santo Sepolcro per risorgere

Condividi

Don Fortunato ci racconta la fede di Oriana, tetraplegica, di fronte al Mistero di Cristo

Il Santo Sepolcro, dove è stato deposto Gesù era vuoto. Lui è Risorto. Ma non sappiamo per quale misterioso disegno, quale insondabile amore, quel giorno un corpo di 28 Kg., per pochi minuti, è stato deposto nel luogo di Gesù. Delle ossa inaridite, morte, dei muscoli atrofizzati, una sofferenza visibile che rappresenta i tanti come lei ha ricevuto un dono, e un grazie di chi, quel giorno era custode di quel Sepolcro. Ha sconvolto le menti di chi, a volte per fretta, per curiosità, chissà se con fede o incredulità visita quel luogo Santo. La sintesi del mio terzo viaggio a Gerusalemme. Dopo 20 anni dall’ultimo.

Il suo nome è Oriana, siamo davanti al portone che ci introduce nel Calvario, nel Golgota, nella Deposizione e nel Sepolcro vuoto, dove capeggia, in un grande arazzo, il Cristo Risorto.
E’ affetta da tetraparesi spastica che è una forma di paralisi che coinvolge contemporaneamente la muscolatura volontaria di tutti e quattro gli arti. Una condizione grave che solo con amorevole cura è capace di rendere ciò che non è possibile, impossibile, nel dono anche della fede. Non conosco se altri, come Oriana, hanno avuto questo dono di essere presa e deposta, stirata, sul marmo dove Gesù fu sepolto. Sono convinto che altri avranno avuto questa esperienza, unica e non possibile a tutti.

Don Fortunato Di Noto

La conosco da sempre e con i suoi genitori ha fatto tutto il Cammino Neocatecumenale (30 anni), lei ne ha oggi 38. Gli davano solo pochi anni di vita. Del resto, per i benpensanti e nella subcultura dello scarto, una bambina, oggi ragazza e donna in quello stato che cosa è se non uno scarto? Meglio che non fosse nata, dicono i benpensanti e i calcolatori dell’efficienza della vita.

Lei non parla, emette suoni, a volte anche in questo caso per una sorta di miracolo pronuncia, “mamma”, ma solo sua madre sa interpretare qual suono, e con gli occhi dice un si e un no.
Ho imparato a conoscerla e ho ascoltato il suo bisogno di conversione, di camminare nella fede in Colui che ha la forza di dire: prendi il tuo lettuccio e cammina. Ma Lei non cammina, non ha avuto questo miracolo, ma ha ricevuto, il dono della fede. Un bene prezioso, molto prezioso che la rende se stessa, che la fa vivere nonostante, a guardarla, sembra essere una pietra che non ha vita.

Non posso non pensare che la Parola di Dio si è realizzata, si realizza: precede, accompagna, illumina e da senso al non senso della vita.

Una Parola che risuona potente e che, non me ne voglia nessuno, ha trovato in Oriana compimento. Oriana è un compendio della potente azione dello Spirito vivificante. Ha conosciuto Gesù Cristo, si è nutrito di Lui, e Lui, il Suo Sposo, ha realizzato la vocazione dell’appartenere solo al Signore. «Metterò in voi il mio spirito e rivivrete» (Ez 37,12-14); «Il Signore è bontà e misericordia» (Salmo 129); «Lo Spirito di Colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi» (Rm 8,8-11); «Io sono la risurrezione e la vita» (Gv 11,1-45).

Nei luoghi Santi, scoperti anche come luoghi turistici, si possono osservare e visitare pietre, città distrutte, inesistenti, ricordi e memorie a volte offuscate e via dolorosa immersa in un lungo ed estenuante bazar.
Lui è presente e chi sente oramai perduto senza speranza, definitivamente finito trova l’essenziale di un cristianesimo in profonda crisi, in una società relativista e consumistica. In una Chiesa ossificata.
Ho pensato che tutta la Chiesa, la comunità dei credenti dovrebbe essere deposta nel Santo Sepolcro, dove non c’è nessuna puzza nauseabonda, né marciume e cattivo odore. Gesù Cristo ha vinto la morte e il peccato e ha offerto se stesso per Amore, Lui che è Amore dato che Suo Padre è Amore.

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni