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I riti più famosi della Settimana Santa in Italia: la mappa regione per regione

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Dai battenti ai sacri vasi, dalla deposizione del crocifisso al ballo dei diavoli. Venerdì santo e non solo. Scopri l’evento più vicino a te

Campania

L’antico borgo del Casamale, a Somma Vesuviana (Napoli), tra le Mura Aragonesi custodisce una serie di riti pasquali molto sentiti dalla popolazione. Il Giovedì Santo, le antiche quattro confraternite locali danno vita a tre cortei di “assaccati” che, muniti di fiaccole, girano tra le principali Chiese per la visita ai cosiddetti “Sepolcri”, pregando innanzi agli altari addobbati con steli di grano fatti germogliare al buio.

Molto famose sono la Processione Bianca (giovedì santo) e la Processione Nera (venerdì santo) a Sorrento, cosiddette per il colore dalle tuniche e del cappuccio delle due confraternite protagoniste.

Il più famoso dei riti pasquali sull’isola di Procida è la Processione dei Misteri, il Venerdì Santo, una tradizione che ha origine alla fine del ‘600. In Costiera Amalfitana, le vie di Minori, il Giovedì e il Venerdì Santo sono illuminate dalle fiaccole dei Battenti in processione, penitenti incappucciati vestiti di bianco e cinti da grosse funi di canapa.

In provincia di Avellino a Lapio e Frigento, la Passione di Cristo si ricorda con antiche rappresentazioni in cartapesta, i “Misteri”, risalenti al XVIII secolo, di autore ignoto. Molto toccanti anche le processioni del Venerdì santo di Vallata, Calitri e Gesualdo.

Nel borgo medievale sannita di Reino, il rito pasquale più sentito è “Il Cenacolo” del Giovedì Santo, ovvero una rappresentazione popolare dell’ultima cena di Gesù con gli apostoli; mentre a Sessa Aurunca (Caserta), la Settimana Santa è un percorso rituale molto intenso e complesso che costituisce uno degli elementi fondanti della comunità locale.

Basilicata

A Barile (Potenza), oltre cento figuranti mettono in opera la Passione di Cristo, in un lunghissimo corteo che raccoglie anche figure molto più folkloristiche e pagane, come il Moro, abbigliato in modo appariscente, o la Zingara che pose (secondo la tradizione) i chiodi per crocifiggere Gesù, o ancora il Malvo, incaricato di fustigare i presenti per aver portato alla crocifissione del Salvatore.

Suggestivi anche i Misteri rappresentati a Montescaglioso (Matera), dove figure incappucciate e coronate di spine (i mamuni) aprono la processione, seguita da le sei confraternite che portano altrettante statue dei misteri, oppure la Processione del Cristo Morto di Matera.

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Puglia

Fra i riti pugliesi spiccano le imponenti processioni del Giovedì e del Venerdì Santo a Taranto, che si snodano nelle vie pavimentate a lastrico della città vecchia e nel centro cittadino, un cammino di 14- 15 ore ad andatura lentissima.

Altri riti molto seguito sono Le Fracchie di San Marco in Lamis (Foggia), La Desolata di Canosa (Bari), le processioni di Gallipoli (Lecce), Molfetta (Bari), Troia (Foggia).

Calabria

In Calabria, a Nocera Terinese (Catanzaro), l’intero paese si attiva fin dalla Domenica delle Palme per dare vita a momenti di grande ritualità e spirito comunitario, che salgono di intensità già il mercoledì quando “caccianu a Madonna”, momento in cui la stata dell’Addolorata viene esposta dopo essere stata nascosta per un anno in una nicchia velata. Il Venerdì verrà prelevata dalla chiesa per essere portata lungo le vie cittadine, durante la processione serale, che termina a mezzanotte. Il culmine si ha poi il Sabato Santo, quando un bambino vestito con un panno rosso rappresenta Cristo Gesù con la corona di spine e un corteo di flagellanti percorre il paese, battendosi a sangue cosce e polpacci ed usando poi il proprio sangue per macchiare le mura delle zone che attraversano.

Simile rito, ma di minor portata, avviene a Verbicato (Cosenza), dove i battenti si percuotono le cosce mentre compiono per tre volte il giro del paese.

Leggi anche: 23 cose che possiamo fare il Venerdì santo per ricordare la Passione di Cristo

Sicilia

La processione dei Misteri a Trapani, un rito di quasi ben 24 ore, che inizia il Venerdì Santo alle 14 e termina all’alba del giorno successivo. I Misteri sono rappresentati da venti raffigurazioni artistiche (portati ognuno da almeno dieci uomini) in vari materiali, che raffigurano i momenti della Passione e della Morte di Cristo, a cui si aggiungono i due simulacri di Gesù Morto e Maria Addolorata.

Toccante è anche la processione degli incappucciati di Enna. Le celebrazioni rappresentano l’evento più importante dell’anno e culminano nella processione del Venerdì Santo, durante la quale sfilano circa 2.500 confrati incappucciati, che portano i fercoli (i caratteristici carri, portantine e lettighe)  del Cristo morto e della Madonna Addolorata, sulle note di commoventi marce funebri e “lamentanze”, gli antichi canti religiosi in cui si esprime il dolore del lutto per la morte del Cristo.

A Caltanissetta, la Settimana Santa è l’evento più atteso dell’anno, le celebrazioni iniziano il lunedì e il martedì con affascinanti rappresentazioni che mettono in scena gli ultimi giorni di vita del Cristo, ma entrano nel vivo il mercoledì con la Processione della Real Maestranza, un corteo di oltre 400 persone guidate dal Capitano, eletto ogni anno tra i rappresentanti delle categorie artigiane e vestito secondo la tradizione settecentesca.

Mentre Marsala (Trapani) si distingue per la Solenne Processione del Cristo Morto, allestita con quadri seicenteschi e tenuta il Giovedì Santo.

Per qualcosa di ancora più folkloristico, si può visitare invece Prizzi, in cui dei giovani vestiti di rosso e mascherati da diavoli si aggirano per il paese, guidati dalla Morte stessa, allo scopo di catturare più anime possibili, proprio nel giorno di Pasqua. Chi viene indicato dalla Morte e si ritrova con l’anima catturata, deve pagare da bere ai diavoli nella più vicina osteria.

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Sardegna

La Settimana di Santa Iglesias termina con una pomposa processione notturna, nella notte del Venerdì Santo, che inscena un corteo funebre di origine barocca e spagnola.

O il peculiare rito della Scrocifissione a Oliena (provincia di Nuoro), in cui la statua del Cristo viene levata dalla croce durante il Venerdì, nascosta nel Duomo, e infine fatta riapparire il Sabato Santo; nel frattempo la statua della Madonna viene portata in processione in tutte le chiese del paese, per simularne la ricerca del figlio.

Anche Alghero (Saasari) non manca di avere le sue celebrazioni, tra cui il caratteristico innalzamento del Cristo sulla croce, nel giorno del Giovedì Santo.

Tra le celebrazioni più folkloristiche troviamo la Settimana Santa ad Aggius, con riti di origine medioevale e spagnola: il Venerdì Santo si visitano in processione i Sippulcri (sepolcri), appositamente preparati negli oratori con vasi di grano germogliati al buio e drappi. Durante la notte, nella chiesa parrocchiale, avviene lu Sgraamèntu (lo schiodamento), con cui si depone cristo dalla Croce. Prima della Santa Messa di Pasqua, si tiene una processione doppia, tenuta dalle confraternite del Rosario e di Santa Croce che s’incontrano nella piazza del paese portando i simulacri del Cristo Risorto e della Madonna (Vaticano.com).

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