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Santa Maria Anna Lindmayr: vedo le anime del Purgatorio da quando avevo 12 anni

Saint Mary Anne Lindmayr

Wikipedia / Creative Commons

don Marcello Stanzione - pubblicato il 13/03/19

“Mai avrei immaginato che nell’aldilà vi fossero leggi così rigide; nessun uomo avrebbe potuto concepirlo, ma ne sono stata informata da quest’ultima, così che in seguito ho potuto credere cose che altrimenti non avrei mai creduto. Il giorno dopo mi si presentò la madre della Pecher, anch’essa morta, e sentii una scottatura proprio come il giorni prima, ma molto più dolorosa. Anche allora dovetti passare tre ore in preghiera, e star bene attenta a ciò che sentivo. Mi fu spiegato che anche la madre di M. A. Pecher aveva dovuto morire così prematuramente solo perché aveva fatto di tutto per trattenere la figlia dal farsi suora, ragion per cui doveva soffrir moltissimo in Purgatorio. Provai grande consolazione a queste apparizioni, ma mi costarono anche molto”.




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Dopo aver fatto per loro tutte le opere di penitenza che le erano state richieste, “ambedue, madre e figlia, vennero ancora una volta nella mia camera il 13 dicembre 1690, festa della S. Martire Lucia, ed intonarono un magnifico canto con le parole del Salmo “Sono lieto dell’annuncio, andremo nella casa del Signore”, che mi riempì di una gioia indicibile. Dio mi ha anche illuminata circa le anime che hanno accettato in vita di luteranesimo,e sono morte con quella convinzione; moltissime di loro non sono state dannate, ma sono giunte alla salvezza perché non hanno avuto intelligenza sufficiente o erano del tutto innocenti. Dio, alla fine della loro vita li ha ringraziati per unsemplice atto di pentimento, sufficiente per divenir beati e sono morti in grazia di Dio. Mi fu rivelato che queste erano anime che durante la vita cedettero alla verità, perché nulla che non sia puro può salire al cielo. Le ho viste in un luogo del tutto diverso ed hanno spalancato verso di me la loro bocca come degli affamati, lamenta dosi che io mi sia dimenticata di loro. Dapprima non sapevo che anime fossero, ma dopo aver pregato mi fu rivelato che queste anime non avevano alcun aiuto. Esse mi dissero ch’io dovevo e potevo aiutarle; non avendo fatto parte della vera Chiesa, erano escluse da tutti i suoi aiuti ed avevano solo me come scampo. Chiedevano specialmente la S. Messa e la S. Comunione. Cristo, durante la S. Comunione , mi disse: “Fai bene a pregare per queste anime!”.


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Poi Anna Maria Anna parlò della durata della dimora in Purgatorio: “E’ molto faticoso giungere alla liberazione per quelli che sono stati duri versoi il prossimo: ciò che è duro procede con durezza”.

Nel 1704 venne da lei l’anima di una persona morta già da 15 anni e che in vita era stata considerata molto devota. Essa disse: “Non si va così i fretta in Paradiso; anche l’esser considerato santo dalla gente è una specie di punizione particolare, perché nessuno prega per quell’anima”.

Secondo la Lindmayr, i buoni, i teneri di cuore, i misericordiosi e coloro che muoiono volentieri vengono trattenuti poco tempo in Purgatorio. Le apparizioni erano diverse, come aspetto. Come apparivano a Maria Anna le anime purganti? Padre Barnabas, confessore delle Clarisse del convento sull’Anger, il quale nel 1704, per incarico del Principe Vescovo sottopose Maria Anna ad un profondo esame, scrisse il 6 giugno al Principe Vescovo di Freising, riguardo le anime del Purgatorio: “A partire dal venerdì precedente il Natale (22 dicembre) 1720, sono venute spesso da Maria Anna. Essa le ha viste in un modo che caratterizzava particolarmente il loro stato.


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Essa scrive ad esempio: “Sempre mi è stato fatto sapere che come si pecca, così si deve espiare. Dio mi ha insegnato ciò di cui le anime hanno bisogno e come si sarebbe potuto aiutarle. Sono venute delle anime con gli occhi rossi di pianto, che mi hanno pregata di far penitenza per loro, padroneggiando, i miei sguardi ed evitando qualsiasi indiscrezione. Altre mi sono apparse affamate, consumate, con u aspetto indescrivibile; queste mi pregarono di aiutarle con digiuni a pane ed acqua per compensare i peccati fatti in vita, abusando nel mangiare e bere. Altre col loro aspetto mi hanno fatto capire la rabbia ed impazienza da cui si sono lasciate trasportare da vive, pregandomi di aiutarle con atti di pazienza e mitezza. Le anime di coloro che peccano con la lingua mi furono mostrate con la bocca chiusa da un chiodo, e mi fu fatto capire che per loro dovevo osservare particolarmente il silenzio. Anime che sulla terra furono dure di cuore e senza misericordia possono essere aiutate soltanto con opere di misericordia e bontà”.

Se un’anima indicava col dito la propria fronte, il gesto significava l’ostinazione avuta durante la vita. Essa riconosceva la permalosità dal viso girato dall’altra parte , e la poca voglia di lavorare dalle mani ridotte in stato pietoso. Se Maria Anna vedeva un’anima che se ne stava a pregare in unangolo, era certa che durante la vita quella aveva trascurato l’obbedienza e capovolto il giusto ordine. “Il 16 settembre 1704”, scrive la Lindmayr, “mi apparve la contessa Sternberg. Essa doveva soffrir moltissimo a causa della nudità, avendo portato in vita degli abiti molto scollati. Essendo stata totalmente dimenticata dai suoi, mi parve spaventosamente invecchiata e la sentii dire tristemente: “Per molto tempo ancora non andrò in Paradiso”.


ST MARGARET MARY ALACOQUE

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Che molte anime debbano la liberazione dalle pene del Purgatorio alla beata Maria Anna Lindmayr, risulta dalle sue annotazioni, come possiamo constatare. Ad un certo punto essa dice: “Avrei molto da scrivere, ma voglio solo far sapere che ho visto tra le fiamme del Purgatorio, e liberato, una quarantina di anime solo tra i miei parenti, che avevano sofferto per 50 anni e anche più”. Poi dal gennaio al marzo 1691 sono nominate più di 400 anima di persone di ogni località (ma particolarmente di conventi austriaci e bavaresi, soprattutto tirolesi) che sono giunte all’eterna beatitudine per suo intervento. Quando le anime del Purgatorio sono liberate dal loro carcere, quando si sono realizzate per loro le parole del regal cantore: “Ed il loro luogo è in pace e la loro dimore a Sion”, esse non dimenticano i loro benefattori , perché sono grate. “Nessun periodo della mia vita fu per me più felice e ricco di grazie di quello che passai con e per le anime del Purgatorio. Ho poi saputo da Dio che con l’amore per le anime del Purgatorio gli si fa il massimo piacere, perché queste anime gli stanno molto a cuore, ma sono anche le più misere, non potendo più far nulla per se stesse”.


JEDYNYM ICH POKARMEM BYŁA EUCHARYSTIA

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