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"Sofferenza, pene, anime dimenticate". I sogni sul Purgatorio di Santa Anna Schaffer

Anna Schaffer santa

Dominio pubblico | Wikipedia

don Marcello Stanzione - pubblicato il 04/03/19

Le anime purganti si affidano alla preghiera terrena. La santa racconta di pene tremende. Il sogno premonitore

La tedesca Anna Schaffer che fu beatificata da Giovanni Paolo II il 7 marzo 1999 e canonizzata da Benedetto XVI nel 2012, nacque il 18 febbraio 1882 a Mindelstetten in Baviera ed era la terzogenita dei sei figli del falegname Michele e di Teresa Forster. Crescendo manifestò un grande amore al Santissimo Sacramento dell’Altare e alla Madonna inoltre a scuola otteneva il massimo dei voti in tutte le materie.

All’età di tredici anni a causa della estrema povertà della famiglia andò in servizio presso una famiglia di Ratisbona per procurarsi la dote per poter entrare in un istituto di suore missionarie. A Ratisbona soffrì molto per la mancanza di comprensione umana e l’unica sua gioia fu quella di poter partecipare alla Messa ogni mattina alle cinque. Con la morte del padre avvenuta il 24 gennaio rientrò in famiglia che a causa del grave lutto era diventata ancora più povera. Anna riprese a fare la domestica presso altre famiglie che poi abbandonò per evitare insidie alla sua purezza.

Nel giugno del 1898 fece un sogno premonitore che sarebbe stato determinante per la sua vita:

“Nel mese di giugno 1898 ho avuto uno strano sogno. Io lo chiamo sogno, perché non riesco esprimermi su questo in un altro modo. Non ero ancora andata a letto, e la luna entrava nella mia stanzetta rendendola tanto luminosa. Stavo recitando la mia preghiera della notte e si era verso le ore dieci della sera. Appena ebbi finito la preghiera, tutto è diventato improvvisamente buio intorno a me e io ne avevo una grande paura. Di colpo tutto è diventato chiaro come un fulmine e davanti a me stava una persona. Questa persona era vestita con un abito azzurro e con un mantello rosso sopra, così come erano vestiti gli apostoli, oppure come io già spesso avevo visto sulle immagini la rappresentazione di Gesù, il Buon Pastore! Aveva nelle mani anche una corona del rosario; ha parlato anche a me della preghiera del rosario e disse, che non avrei raggiunto i vent’anni e che dopo avrei dovuto soffrire molto, molto. Quella figura diceva anche, che io avrei dovuto soffrire molto durante molti anni, e ha parlato anche del numero di questi, ma io questi non li sapevo più, e subito non li ho saputi più, appena la persona era sparita. Io ero talmente emozionata e scossa dal tremore e dalla paura, che subito dopo non ricordai più nulla di tutte le cose che quella persona mi aveva ancora detto. Dopo tutto ritornò di nuovo chiaro, perché la luna inondava con il suo tenue chiarore tutta la notte la mia stanzetta. Io non ho potuto chiudere occhio quasi tutta la notte, perché avevo sempre ancora quella figura”.




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Il 14 febbraio 1901 Anna lavora nella lavanderia della casa forestale di Stammham, presso Ingolstad e una delle canne fumarie sta per cadere, la ragazza si arrampica per aggiustarla ma cade dentro una vasca di acqua bollente piena di lisciva e ne riporta ustioni gravissime fino alle ginocchia. Dopo mesi di ricovero Anna ritorna a casa ed è diventata invalida per sempre con degli atroci dolori che non finiranno mai. Intanto la sua famiglia cade nella miseria più nera. Di fronte a tale tragedia Anna gradualmente capisce che anche in questa situazione di atroce sofferenza, il Signore le affida il compito di essere un’anima vittima per i peccati dell’umanità. Dal suo letto (che ella chiama letto-croce) dove è paralizzata consiglia ed incoraggia tantissimi fedeli che vengono a chiederle aiuto e sostegno.

Nei suoi “sogni“ gli appaiono Gesù e san Francesco e riceve particolari rivelazioni sul Purgatorio. La beata vide le anime del Purgatorio soffrire spaventosamente per tutto il male realizzato e specialmente per non aver amato in pienezza il Signore. Anna Schaffer affermò che in Purgatorio ci sono “anime dimenticate”, perché si pensa che siano già in Paradiso e nessuno fa più per esse preghiere di suffragio.




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La beata spesso affermava che purtroppo molti credono che il Purgatorio sia un semplice passaggio quasi indolore,ma la nostalgia di quel Dio intravisto nell’attimo non può non far bruciare. Dio è santissimo e solo se l’anima è santissima può stare davanti a Lui. E poiché Dio è giustissimo ogni debito deve essere pagato “fino all’ultimo centesimo” (Mt 18,34).

Ma vediamo più da vicino il contenuto di alcuni suoi sogni sul Purgatorio, Anna scrive:

“Dalle sei del venerdì 19 aprile 1918 sognai di trovarmi in chiesa. Inginocchiata davanti all’altare maggiore, in adorazione di Gesù Eucaristia, pregai a lungo. Improvvisamente divenne tutto luminoso e vidi quel cuore che tanto ha amato gli uomini avvolto in uno splendore indicibile: da esso uscivano dei raggi di fuoco. Continuai a pregare per raccomandare a Gesù molte anime. Ogni volta che pregavo per un’anima (sia conosciuta che sconosciuta), usciva dal Sacro Cuore un raggio che raggiungeva proprio quell’anima, che tante anime; sembravano tutte abbandonate e mi dicevano: “Anche per me!” ed erano molte, talmente tante che non riuscivo a vederle tutte e provai una grande angoscia e continuavo a ripetere: Gesù mio, Misericordia!”. Ogni volta usciva dal tabernacolo un torrente di luce che illuminava tutta la terra; poi mi svegliai”.


HENRY SUSO

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Il 22 luglio 1918 la beata Schaffer fece un altro sogno che riguardava le anime del Purgatorio:

“Mi sembrò di andare a trovare una donna molto ammalata; questa mi disse che dalla sua stanza dovevo attraversare altre sei e poi fermarmi a lungo nella settima. Feci come mi disse: attraversai sei stanze e quando giunsi alla settima, mi trovai davanti ad una porta di vetro attraverso la quale vidi che al di là c’erano molte persone. Mi prese una forte angoscia e pensai: “certamente queste sono delle povere anime”. Tuttavia, senza esitare aprii la porta e gridai: “Mio Gesù, misericordia per tutte voi!” e tutte mi ringraziarono con molta riconoscenza. Fra tutte quelle persone una ragazza molto giovane cominciò a parlare con me. Sul suo capo e sulle sue guance c’era una luminosità viva e chiara, cosa che non notai sulle altre che, al contrario, avendo un aspetto molto sofferente. Questa ragazza piena di luce mi disse che da viva era appartenuta alla nobiltà e che stava ancora espiando i suoi peccati, particolarmente quelli della lingua e della vanità (era orgogliosa della sua bellezza). Poi prese la mia mano destra e la tenne davanti alla sua bocca per farmi sentire quale calore doveva sopportare per quei peccati: dai suoi denti usciva un tale calore che, nel sogno credetti mi si fossero bruciate anche le ossa della mano. Ebbi paura e per questo continuai a recitare delle giaculatorie. Le chiesi quindi se con preghiere del tipo “Gesù misericordia” potevo portar loro un po’ di sollievo. Mi rispose che nel medesimo istante nel quale da parte di un cuore pentito venivano recitate delle giaculatorie per loro, esse provavano un grande conforto e sollievo. Allora pregai a lungo in quel modo e tutte quelle anime si misero a piangere, tranne quella luminosa”.

Continua il sogno:

“Poi questa mi prese per mano, mi condusse alla finestra e disse: “Vedi, qui fuori c’è il mondo e il mondo, cieco, non pensa quanto duramente dovrà essere tutto espiato”. Guardando fuori vidi tanta gente che passava. L’anima tutta luminosa si mise a sedere vicino a un tavolino; le altre, invece non si mossero dal loro posto. Vedendola triste le chiesi di dirmi se c’era ancora qualcosa che non andava bene per lei, così avrei pregato con più diligenza. Le dissi anche: “Se preferisci scrivere, allora scrivi ciò che ti manca” e le porsi un foglio con una matita. Lei cominciò a scrivere; sulla prima riga c’era scritto: “ho bisogno di una Messa”; purtroppo non riuscii a leggere il resto e neppure il suo nome. Tutto però era scritto molto bene, con una calligrafia molto bella. Quando le altre videro questo, cominciarono a chiedere di poter fare la stessa cosa, per cui dissi loro: “scrivete anche voi tutto ciò che vi manca” e diedi loro foglio e matita. Purtroppo, non potei leggere nulla di quanto avevano scritto, perché i fogli erano tutti grigi. Mentre queste povere anime scrivevano un sacco di cose, io continuavo a recitare giaculatorie per loro e dissi: “Per ognuna di voi che siete qui offro una santa comunione” e nel medesimo istante cominciarono a ringraziare e a piangere. Poi dissero che la Santa comunione, la Santa Messa e il prezioso sangue di Gesù erano per loro di infinito conforto e sollievo. Allora, nel sogno, pensai che ero rimasta in quel luogo abbastanza a lungo e che era ora di andarmene. Mentre mi guardavo intorno, vidi seduto in un angolo un ragazzo di circa diciotto anni. Teneva in mano un rosario e piangeva amaramente. Andai da lui e gli dissi: “Non mi dimenticherò di te e farò anche per te tutto ciò che farò per le altre”. Ne fu molto contento e mi ringraziò. Poi l’anima tutta luminosa mi prese per mano e mi disse: “Ora sono le dodici” ed io ripetei: “Il Signore Gesù abbia misericordia per tutte voi; non vi dimenticherò!” e quindi me ne andai”.




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Prendiamo ancora altri flash dai quaderni della beata:

“Il 21 ottobre 1918 sognai un ragazzo di dodici anni morto poco tempo prima; pur così giovane si trovava anche lui in Purgatorio. Mi disse che stava soffrendo moltissimo la sete e mi chiese di pregare per lui, perché aveva un caldo tremendo””.

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