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Mara Santangelo: ho vinto tanto ma ero infelice. A Medjugorje è cambiata la mia vita

MARA SANTANGELOo
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L'ex campionessa di tennis è fiorita veramente quando ha incontrato l'amore di Cristo. "Mettere in pratica ciò che Gesù ci chiede non è semplice, ma il tragitto verso la santità non è una competizione e tutti possiamo aspirare al traguardo"

Mara Santangelo ha due occhi azzurri accesi di gioia, basta scorrere alcune delle foto che pubblica sulle pagine social per accorgersene. Ma non è stato sempre così, perché per lunghi anni ha provato un senso di vuoto, ha vissuto il buio. La luce era andata via con la morte di sua mamma quando Mara era solo una ragazzina di sedici anni.

«Avevo solo sedici anni quando persi mia mamma a causa di un incidente e solo per una “Dio-incidenza” non salii sulla stessa auto in cui lei morì» (Credere)

I traguardi sportivi

Da quel giorno il dolore scende nei suoi occhi di adolescente piena di sogni e speranze che aveva promesso alla madre, devota alla Vergine Maria, che un giorno sarebbe arrivata a calcare il campo di Wimbledon. Detto, fatto! Perché nel 2005 riuscirà a mantenere la parola data. La tenacia d’altronde non le manca e neppure la passione e il senso del sacrificio. Fin da bambina ama giocare con le palline da tennis nell’albergo gestito dai genitori. All’età di dodici anni partecipa al Campionato italiano e da lì comincia una carriera strepitosa: 9 tornei vinti in singolare e 23 in doppio, specialità nella quale si è aggiudicata nel 2007 anche il Roland Garros. Oggi la campionessa è team manager della squadra di Fed Cup, il più importante torneo tennistico per nazionali femminili.

Campionessa infelice

Eppure il successo e i risultati ottenuti non le regalano la felicità che cerca, nulla le basta: le copertine, la ricchezza, il plauso del pubblico. Sente la sua anima inaridirsi giorno dopo giorno e un problema al piede rende tutto ancora più difficile, doloroso:

«Il luminare che mi seguiva mi avvisò che avrei gareggiato con dei limiti oggettivi» (Ibidem)

Il pellegrinaggio a Medjogorje

Nel 2010 tutto cambia, parte piena di scetticismo per Medjugorje e invece si accende una luce nel suo cuore:

«A Medjugorje, che assieme al santuario di Lourdes rappresenta il mio luogo del cuore. Era il 2010 e sapevo poco o niente dei veggenti, delle apparizioni. Tramite un’amica comune avevo conosciuto Paolo Brosio, autentico vulcano di energia. Grazie all’incontro con il Rinnovamento nello Spirito partii spinta dalla curiosità e, non lo nascondo, anche da una punta di scetticismo. Lì si è accesa una luce che mi ha permesso di capire che era ora di appendere la racchetta al chiodo. È stata dura, perché il dolore al piede si faceva sentire e si trattava di una decisione forzata: il Signore, però, ha scelto un’altra strada per me e nel gennaio 2011 ho annunciato il ritiro. A chi mi sta leggendo sento di dire: mettetevi in cammino senza pregiudizi verso mete spiritualmente significative, Dio vi sorprenderà» (Credere).

Ringraziai il Signore per tutto quello che mi aveva dato

Il 2 novembre 2010 Mara sale piena di dubbi sulla collina delle apparizioni e per la prima volta invece prega e ringrazia Dio per tutti i doni con cui l’ha benedetta (Cristiani today). Trascorre la notte a recitare il rosario, a riflettere sulla sua vita in attesa dell’apparizione della veggente Mirjana. Le ferite del cuore cominciano a guarire, la vita sembra avere finalmente un senso, anche il dolore, tutto le appare più chiaro e i suoi splendidi occhi azzurri ritornano a splendere di speranza e gratitudine.

Da quella notte ricomincia a vivere davvero: lascia il tennis, inizia un cammino di fede all’interno di Nuovi Orizzonti e riceve il sacramento della cresima, riscoprendo quella fede che fin da bambina sua nonna le aveva trasmesso.

«Mia nonna è credente, da piccoli ci spingeva ad andare a Messa la domenica raccontandoci come si recitava il Rosario ai tempi della guerra. Da adolescente però mi allontanai dalla fede, con una domanda che mi scoppiava dentro: come può un Padre dell’amore strappare la mamma a una ragazzina come lo ero io? Da parte mia, quindi, c’era totale chiusura e solo in seguito è iniziata la lunga ricerca verso la serenità che soltanto Cristo, con la sua pace, può donare» (Credere)

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