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Elisabetta Gregoraci: ecco perchè sono così devota alla Madonna dello Scoglio e a Medjugorje

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In un'intervista a cuore aperto la showgirl ha parlato dell'amore per la Vergine Maria trasmesso dalla nonna e dalla mamma che nella malattia ha ricevuto una grazia speciale

In una sincera intervista al settimanale Maria con te, Elisabetta Gregoraci ha parlato della sua profonda devozione alla Vergine Maria e della fede che l’accompagna da sempre grazie all’esempio e agli insegnamenti della mamma Melina e della nonna Angela, fervide credenti. Era solo una bambina quando insieme alle due andò in pellegrinaggio alla Madonna dello Scoglio a Santa Domenica di Placanica in Calabria. Luogo a cui ancora oggi è legata in modo speciale e di cui serba ricordi bellissimi.

L’amore per la Vergine trasmesso dalla mamma e dalla nonna

Quante volte il Santo Padre ha ricordato alle famiglie l’importanza di insegnare il segno della croce e le preghiere ai figli, e ha parlato spesso di come in particolare le donne – mamme, zie, nonne – siano fondamentali nel trasmettere la fede. Questa è l’esperienza che la showgirl racconta nell’intervista, in particolare com’è nato il suo rapporto con la Madre di Gesù:

«Ho sempre sentito parlare in casa di Lei, con amore e rispetto, specie da mia nonna Angela e da mia madre Melina, entrambe devote alla Vergine Maria. Da piccola vedevo attorno a me le effigi che erano sparse per casa: Nostra Signora di Lourdes, Maria Ausiliatrice e la Madonna di Tindari: nonna da siciliana vi era legata sin da bimba. Poi si è aggiunta la Madonna dello Scoglio, che è stata molto vicina alla mia famiglia, in diverse circostanze» (Maria con te).

Sono andata allo Scoglio anche quando aspettavo mio figlio

Lo Scoglio diviene luogo di pellegrinaggio per tutta la famiglia ed è lì che Elisabetta invoca la protezione della Vergine Maria nelle situazioni peculiari della sua vita, anche quando scopre di essere incinta:

«Tuttora, ogni volta che ci torno vengo assalita dai ricordi, perché lo Scoglio, in un certo senso, ha fatto da scenario alle mie speranze più profonde in varie tappe della vita, da adolescente pregavo la Madonna per la nonna che non stava bene, poi per la salute di mia madre. Ci sono andata anche quando aspettavo mio figlio, per chiederle che tutto andasse bene».

Invoco la Madonna e sono certa che mi vuole bene

L’intervista concessa a Luciano Regolo svela il lato intimo e spirituale della Gregoraci che tutti siamo abituati a vedere in tv, sulle copertine delle riviste patinate di gossip e di moda. Il fisico atletico, la bellezza mediterranea, la sensualità. Ma oltre tutto questo c’è una donna sensibile, una mamma che insegna le preghiere a suo figlio e che prega la Madonna e si affida alla sua potente intercessione:

«Sì, ci parlo spesso, in certi periodi magari di più. Ma devo dire che mi ha ascoltato tante volte, mi ha dato dei “segnali” e sono certa che mi vuole bene. Maria mi ha sempre aiutato. Mi ha aiutato anche a superare la morte di nonna e mamma, le persone più importanti della mia vita. Attraverso la dolce presenza della Vergine ho capito che l’amore dei propri cari va oltre la vita e che la mia mamma è sempre con me» (Ibidem)

Una macchia sul fianco delle statue della Madonna e la grazia delle metastasi scomparse

I miracoli avvengono ed Elisabetta è stata testimone di una grazia speciale che ha ricevuto sua madre:

«Anni fa, mamma doveva subire un’operazione molto seria al fegato. Ma nessuno di noi in casa era favorevole perché l’intervento poteva anche costarle la vita. A un certo punto, su tutte le effigi che avevamo in casa di Nostra Signora dello Scoglio si formò una sorta di macchia levigata all’altezza del fianco, in corrispondenza con il fegato, la notavano tutti a occhio nudo, come se brillasse. In ospedale, alla vigilia dell’operazione, incontrai anche Annamaria Nicolace, la figlia di Natuzza Evolo, altra mistica calabrese cui mamma era legata. Anche lei mi donò una Madonnina, il Cuore Immacolato di Maria venerato a Paravati e pure su quell’immagine si verificò lo stesso fenomeno. Insomma, il giorno dell’operazione i medici ci chiamarono e, visibilmente imbarazzati, ci dissero che non vedevano più le metastasi quindi non era più necessario intervenire» (Maria con te).

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