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Sono rimasti casti per 1175 giorni e hanno capito come si fa l’amore

COPPIA; SORRISO; FELICI
Shutterstock
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Vogliono che diventiamo esperti di ogni posizione del Kamasutra, e ci tagliano fuori dal mondo: chiusi in gabbia in un letto in cui si è liberi di fare tutto, tranne che essere persone felici.

La società preconsumistica aveva bisogno di uomini forti, e dunque casti. La società consumistica ha invece bisogno di uomini deboli, e perciò lussuriosi. Al mito della donna chiusa e separata (il cui obbligo alla castità implicava la castità dell’uomo) si è sostituito il mito della donna parte e vicina, sempre a disposizione. Al trionfo dell’amicizia tra maschi e dell’erezione, si è sostituito il trionfo della coppia e dell’impotenza. I maschi giovani sono traumatizzati dall’obbligo che impone loro la permissività: cioè l’obbligo di far sempre e liberamente l’amore. – Pier Paolo Pasolini

Guardiamoci attorno, tutto spinge e complotta all’incontinenza: dal Black Friday al all you can eat. Di tutto e di più. Ha ragione Pasolini nel dire che siamo trattati da consumatori e l’ambito dell’affettività non fa eccezione. Che poi, affettività, significa legarsi, attaccarsi … e invece l’ambito delle relazioni si riduce sempre più spesso a una vorticosa parabola che passa da ‘intesa pazzesca’ a ‘divorzio breve’ in men che non si dica. Siamo affamati anche di fretta.

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La mia nutrizionista mi ha ricordato che il senso di sazietà si attiva dopo un quarto d’ora che si è iniziato a mangiare. Mio marito ha commentato: “Peccato, ho una pausa pranzo di dieci minuti…”. La medesima bulimia affannosa la ritroviamo in ogni genere di faccenda e relazione. Sembra esista solo il tempo – affrettato – della raccolta, mai quello della semina.

Intanto, il telespettatore medio subisce il siparietto del Grande Fratello in cui tutti stanno in pena perché Walter Nudo è in astinenza sessuale da due anni. E sembra una punizione. Come si dice? “Non batte chiodo!”. Espressione quanto mai azzeccata sulla tomba sigillata in cui seppelliamo l’amore, profanandolo in continuazione.

E noi cristiani che parliamo di castità sembriamo pazzi. Ma non siamo solo quelli che al fast food dell’amore replicano con un sofisticato slow food, no; noi siamo quelli che partono ancora più indietro – ancora più retrogradi – e per mangiare qualcosa di buono, cominciamo dal campo e dai semi. Partiamo dalla struttura della persona, non dagli organi genitali.

Casti per 3 anni, 2 mesi, 19 giorni

È tipico della sovrabbondanza buttare tutto di tutto nel calderone dell’usa e getta. Così, ogni tanto, in mezzo ad articoli dedicati alle pratiche sessuali più strane e soddisfacenti, ai vizi nascosti degli uomini e delle donne, a quali sono i luoghi in cui ci sono più occasioni di tradimento … ecco, spunta fuori un interesse anche per quelle coppie che riscoprono il valore della castità nel XXI secolo. L’Huffington Post ha dedicato spazio alla storia di due fidanzati americani, Justin e Joy Riley, introducendo la loro esperienza con un sottotitolo chiaro “eliminare il sesso ci ha insegnato ad amare“.

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Lo stile è totalmente americano e perciò un po’ distante dalla nostra sensibilità. Raccontano la loro astinenza sessuale negli stessi termini con cui sentiamo parlare quelli dell’Anonima Alcolisti: “siamo rimasti senza fare sesso per 3 anni, 2 mesi, 19 giorni”; dicono di aver sentito la voce di Dio interpellarli personalmente; fanno un elenco numerato dei vantaggi di essere rimasti casti. È il pragmatismo americano, efficace, suggestivo che racconta ogni evento umano in termini di challenge, una sfida.

Però Justin e Joy testimoniano una storia di verginità scoperta dopo anni di libertinaggio; la loro voce ha il suono autentico di chi rivede le cose a fuoco e a colori dopo essere rimasto al buio per un bel po’.

JUSTIN: a differenza di Joy, avevo sedici anni quando ho perso la verginità. Le donne e il sesso erano argomenti sempre presenti durante le conversazioni in pausa pranzo, nel mio liceo tutto al maschile. Più donne ti portavi a letto, più rispetto ottenevi dai tuoi compagni. Da novellino alle prime armi, faticavo a sviluppare una mia identità e ad assicurarmi l’accettazione dei miei amici, tanto agognata. Quando finalmente fui in grado d’intrattenere conversazioni del tipo “Quanto è durato?”, “Quali posizioni hai provato” oppure “Hai messo il preservativo?”, la mia identità e il mio ego iniziarono a conformarsi agli insegnamenti della società: più donne porti a letto, più sei virile. (da Huffington Post)

COUPLE
Shutterstock

La verginità non si perde una volta per tutte. Perché non è solo un dato anatomico, è ancor di più uno sguardo illuminato e incandescente. Per quanto tutto complotti a rendere la sessualità qualcosa di facile, frenetico e disinibito, non c’è da stupirsi che qualcuno si riscopra innamorato di un modo d’amare che sia compiuto e completo …. totale, cioé vergine. Perché non c’è da stupirsi? Perché non siamo fatti per le mezze misure e ciascuno prima intuisce, poi se lo sperimenta non lo molla più, il godimento di essere amato per intero, anima e corpo. La verginità una proposta da rinnovare anche per chi è già sessualmente disinibito.

Ben presto abbiamo scoperto che il sesso era un palliativo alla noia, alla rabbia, all’eccitazione o alla riconoscenza. Ci siamo visti costretti ad approfondire i nostri sentimenti, cosa particolarmente difficile che però ci ha ricompensato con emozioni amplificate. Penserete che parlare è facile, ma quando qualcuno si è innamorato di te ancora una volta (stavolta per davvero), e ti dice che “desidera la tua anima”, parlare diventa la cosa più preziosa che sia mai esistita.  (Ibid)

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La sessualità, avulsa da un rapporto pieno con la persona amata, è il modo migliore per stare isolati l’uno dall’altra, paradossalmente per rimanere lontani stando appiccicati.

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