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Sono rimasti casti per 1175 giorni e hanno capito come si fa l’amore

COPPIA; SORRISO; FELICI

Shutterstock

Annalisa Teggi - pubblicato il 12/12/18

Vogliono che diventiamo esperti di ogni posizione del Kamasutra, e ci tagliano fuori dal mondo: chiusi in gabbia in un letto in cui si è liberi di fare tutto, tranne che essere persone felici.

La società preconsumistica aveva bisogno di uomini forti, e dunque casti. La società consumistica ha invece bisogno di uomini deboli, e perciò lussuriosi. Al mito della donna chiusa e separata (il cui obbligo alla castità implicava la castità dell’uomo) si è sostituito il mito della donna parte e vicina, sempre a disposizione. Al trionfo dell’amicizia tra maschi e dell’erezione, si è sostituito il trionfo della coppia e dell’impotenza. I maschi giovani sono traumatizzati dall’obbligo che impone loro la permissività: cioè l’obbligo di far sempre e liberamente l’amore. – Pier Paolo Pasolini

Guardiamoci attorno, tutto spinge e complotta all’incontinenza: dal Black Friday al all you can eat. Di tutto e di più. Ha ragione Pasolini nel dire che siamo trattati da consumatori e l’ambito dell’affettività non fa eccezione. Che poi, affettività, significa legarsi, attaccarsi … e invece l’ambito delle relazioni si riduce sempre più spesso a una vorticosa parabola che passa da ‘intesa pazzesca’ a ‘divorzio breve’ in men che non si dica. Siamo affamati anche di fretta.


BRAD PITT,ACTOR

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La mia nutrizionista mi ha ricordato che il senso di sazietà si attiva dopo un quarto d’ora che si è iniziato a mangiare. Mio marito ha commentato: “Peccato, ho una pausa pranzo di dieci minuti…”. La medesima bulimia affannosa la ritroviamo in ogni genere di faccenda e relazione. Sembra esista solo il tempo – affrettato – della raccolta, mai quello della semina.

Intanto, il telespettatore medio subisce il siparietto del Grande Fratello in cui tutti stanno in pena perché Walter Nudo è in astinenza sessuale da due anni. E sembra una punizione. Come si dice? “Non batte chiodo!”. Espressione quanto mai azzeccata sulla tomba sigillata in cui seppelliamo l’amore, profanandolo in continuazione.

E noi cristiani che parliamo di castità sembriamo pazzi. Ma non siamo solo quelli che al fast food dell’amore replicano con un sofisticato slow food, no; noi siamo quelli che partono ancora più indietro – ancora più retrogradi – e per mangiare qualcosa di buono, cominciamo dal campo e dai semi. Partiamo dalla struttura della persona, non dagli organi genitali.

Casti per 3 anni, 2 mesi, 19 giorni

È tipico della sovrabbondanza buttare tutto di tutto nel calderone dell’usa e getta. Così, ogni tanto, in mezzo ad articoli dedicati alle pratiche sessuali più strane e soddisfacenti, ai vizi nascosti degli uomini e delle donne, a quali sono i luoghi in cui ci sono più occasioni di tradimento … ecco, spunta fuori un interesse anche per quelle coppie che riscoprono il valore della castità nel XXI secolo. L’Huffington Post ha dedicato spazio alla storia di due fidanzati americani, Justin e Joy Riley, introducendo la loro esperienza con un sottotitolo chiaro “eliminare il sesso ci ha insegnato ad amare“.


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Lo stile è totalmente americano e perciò un po’ distante dalla nostra sensibilità. Raccontano la loro astinenza sessuale negli stessi termini con cui sentiamo parlare quelli dell’Anonima Alcolisti: “siamo rimasti senza fare sesso per 3 anni, 2 mesi, 19 giorni”; dicono di aver sentito la voce di Dio interpellarli personalmente; fanno un elenco numerato dei vantaggi di essere rimasti casti. È il pragmatismo americano, efficace, suggestivo che racconta ogni evento umano in termini di challenge, una sfida.

Però Justin e Joy testimoniano una storia di verginità scoperta dopo anni di libertinaggio; la loro voce ha il suono autentico di chi rivede le cose a fuoco e a colori dopo essere rimasto al buio per un bel po’.

JUSTIN: a differenza di Joy, avevo sedici anni quando ho perso la verginità. Le donne e il sesso erano argomenti sempre presenti durante le conversazioni in pausa pranzo, nel mio liceo tutto al maschile. Più donne ti portavi a letto, più rispetto ottenevi dai tuoi compagni. Da novellino alle prime armi, faticavo a sviluppare una mia identità e ad assicurarmi l’accettazione dei miei amici, tanto agognata. Quando finalmente fui in grado d’intrattenere conversazioni del tipo “Quanto è durato?”, “Quali posizioni hai provato” oppure “Hai messo il preservativo?”, la mia identità e il mio ego iniziarono a conformarsi agli insegnamenti della società: più donne porti a letto, più sei virile. (da Huffington Post)
COUPLE
Shutterstock

La verginità non si perde una volta per tutte. Perché non è solo un dato anatomico, è ancor di più uno sguardo illuminato e incandescente. Per quanto tutto complotti a rendere la sessualità qualcosa di facile, frenetico e disinibito, non c’è da stupirsi che qualcuno si riscopra innamorato di un modo d’amare che sia compiuto e completo …. totale, cioé vergine. Perché non c’è da stupirsi? Perché non siamo fatti per le mezze misure e ciascuno prima intuisce, poi se lo sperimenta non lo molla più, il godimento di essere amato per intero, anima e corpo. La verginità una proposta da rinnovare anche per chi è già sessualmente disinibito.

Ben presto abbiamo scoperto che il sesso era un palliativo alla noia, alla rabbia, all’eccitazione o alla riconoscenza. Ci siamo visti costretti ad approfondire i nostri sentimenti, cosa particolarmente difficile che però ci ha ricompensato con emozioni amplificate. Penserete che parlare è facile, ma quando qualcuno si è innamorato di te ancora una volta (stavolta per davvero), e ti dice che “desidera la tua anima”, parlare diventa la cosa più preziosa che sia mai esistita.  (Ibid)

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La sessualità, avulsa da un rapporto pieno con la persona amata, è il modo migliore per stare isolati l’uno dall’altra, paradossalmente per rimanere lontani stando appiccicati. Si fa sesso, si lascia fare all’instinto, per non mettere al centro l’impegno di amare davvero.

RANDKI, KIEDY DAĆ DRUGĄ SZANSĘ
Pablo Merchán Montes/Unsplash | CC0

Justin e Joy hanno vissuto per quattro anni una storia di apparente amore e molto sesso, ma emotivamente continuavano a essere in crisi. La svolta è partita da Joy che ha approfondito il suo rapporto con Dio e ha proposto al fidanzato la via della castità. Erano partiti con un voto di 40 giorni, sono rimasti casti fino al matrimonio, cioé per 1175 giorni. E ora raccontano agli altri il frutto di questa strada fatta insieme:

Vi sorprenderebbe vedere quanto può diventare forte l’amore sostituendo la gratificazione sessuale con un appagamento emotivo e spirituale. (Ibid)

Amarsi di fianco

C’è sempre una paroletta infida che salta fuori quando il tema è la castità e l’astinenza: rinuncia. E non è una brutta parola, ma viene fraintesa e trattata da brutta parola.


ANNA KOLESAROVA

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Ricordo quel giorno, al liceo, in cui nell’ora di religione si affrontò il tema della sessualità; eravamo in pochi in classe a fare un’esperienza cristiana autentica e ci venne chiesto conto della nostra “assurda” scelta di non avere rapporti prematrimoniali. Ero timidissima all’epoca e anziché usare parole mie proposi un testo del cantante Daniele Silvestri. A distanza di molti anni confermo che ripeterei la scelta, perché la canzone Insieme descrive un’immagine molto chiara da visualizzare:

Insieme guardiamo lo stesso orizzonte

insieme magari, ma stando di fronte

così ci impalliamo e si rompe l’incanto

sarebbe importante amarsi di fianco.

Avere il coraggio di lasciarsi la mano

che tanto con l’altra ci rassicuriamo

così se da un lato abbracciamo la vita

dall’altro stringiamo le dita.

COUPLE
Public Domain

Il sesso impalla la vista. Vissuto con la superficialità bulimica che va per la maggiore è come stare di fronte alle cascate del Niagara in un giorno di nebbia fittissima, si perde il vero spettacolo. La rinuncia dunque non è una perdita in senso negativo, è il guadagno di chi fa due passi indietro per gustarsi un quadro anziché scervellarsi da vicino su quelle che sembrano solo macchie.

Guardarsi l’un l’altro da troppo vicino è perdere di vista tutto: se stessi e il panorama. Rinuncia è proprio il gesto di chi si lascia una mano per abbracciare di più, perché l’amore di una coppia non è fatto solo del corpo dell’uno e dell’altro.

Ci vogliono esperti di ogni posizione del Kamasutra, ma ci tagliano fuori dal mondo: chiusi in gabbia in un letto in cui si è liberi di fare tutto, tranne che essere persone felici.


MAN HUG WOMAN

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Come lanciando una bomba atomica sulla tranquilla vita di eccessi della società edonistica, Chesterton disse: “Castità non significa astinenza dall’errore sessuale; significa qualcosa di infiammato, come Giovanna D’Arco”. E qui torniamo all’intuzione iniziale di Pasolini: la debolezza è lo spettro celato dietro tutte le libertà sfrenate che ci vengono concesse e servite su vassoi d’argento. Perché cuori infiammati come la Pulzella d’Orleans amano le battaglie in campo aperto, non ci stanno rinchiusi negli allevamenti intensivi di pecore mansuete.

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