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E’ il paradosso dell’amore: senza pudore non c’è incontro

COUPLE IN A FOREST
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La rivoluzione sessuale – che prosegue un giorno sì e l’altro pure la sua marcia – tende infine a eliminare ogni distanza tra gli amati, a mescolarli istantaneamente in una fusione in cui non esiste più il mistero del “tu”. La vera rivoluzione? Affermare questa distanza, il “pudore”.     

 di Emiliano Fumaneri

In un precedente articolo abbiamo distinto due forme di eros. Un eros come tensione e mancanza e un eros come fusione e pienezza. La prima forma di eros attesta la condizione creaturale dell’uomo, la seconda lo eleva al rango di un idolo superbo.

Qual è la natura della prima forma di eros, di cui Platone e il dolce stil novo sono stati tra i massimi interpreti? Si tratta di un eros altamente polarizzato, tra principio maschile e femminile, e perciò teso al massimo. Eros perciò qui va inteso come amore in tensione. Oggi si insiste molto – giustamente – sulla differenza essenziale tra uomo e donna in contrapposizione alla parità livellatrice delle teorie del gender. Ma sarebbe un errore altrettanto esiziale confondere l’accentuazione della differenza con l’assolutizzazione della differenza.

La donna infatti non è solo complementare all’uomo, ma anche supplementare. Si potrebbe dire che mentre la complementarietà rende possibile l’attrazione, la supplementarietà rende possibile l’incontro. La differenza essenziale, cioè qualitativa, tra i sessi è fondamentale, perché li rende complementari. Ma non può essere totale, perché se così fosse tra uomo e donna non vi sarebbe più alcuna distanza. I due sessi non formerebbero che un solo individuo, come accadeva per l’androgino prima che gli dèì, timorosi della sua potenza, lo dividessero a metà.

Leggi anche: Fulton Sheen: il sesso è voluto da Dio

Se non vi fosse alcuna similarità sarebbe impensabile incontrarsi, in senso fisico o morale. Ci sarebbe solo un completamento funzionale: due individualità che si associano ma che non si amano, non volendo ciascuna anche l’indipendenza dell’altra. Se i due universi, il maschile e il femminile, fossero radicalmente diversi non potrebbero nemmeno comunicare. Sarebbe tragico se non avessero, fisicamente, corpi abbastanza simili, con parti omologhe, non del tutto dissimili; se, anche psichicamente, non fossero in qualche misura anche intercambiabili, capaci di fare all’incirca gli stessi lavori, di praticare gli stessi sport, di ricoprire i medesimi uffici, ecc.

Amare è desiderare di formare un’unità, ma anche riconoscere e desiderare che l’altro esista come altro. In caso contrario avremmo solo una fusione che contempla la distruzione di entrambi. L’aspirazione all’unità è solo una delle componenti dell’amore. Se amo una persona devo pure volere che essa sussista indipendentemente da me. Voglio che si unisca a me, ma anche che rimanga altra da me. Una certa parità e simmetria, generando tensione, alimenta l’amore tra i sessi. La personalità è necessaria per stabilire l’alterità, occorre perciò riconoscere l’altro nella sua indipendenza e pari dignità, ciò crea antinomia, è generatrice di tensione. L’antinomia nasce quando il riconoscimento si associa al desiderio di unità, di fare uno, una cosa sola. Desiderare implica complementarietà e dissimmetria, implica differenza. L’amore, quando è sano, dà luogo infatti a una fondamentale antinomia: eros non può mai essere pienamente soddisfatto, mai definitivamente placato. Eros dunque è aspirazione a qualche cosa che compiutamente non si ha. Perciò è finitudine, imperfezione, mancanza.

Questa tensione tra identità («io») e alterità («tu») non è solo la condizione indispensabile per assicurare la natura personale della relazione amorosa, è anche la base indispensabile della famiglia.

La famiglia e la persona, come abbiamo visto, sono due realtà da distruggere nell’ottica delle ideologie totalitarie. Un’opera di distruzione che, come ricorda Emanuele Samek Lodovici nel suo fondamentale Metamorfosi della gnosi, può avvalersi di almeno tre tecniche di dissoluzione: 1) la via del terrore (la violenza di stato che incute paura e isola le persone); 2) la via giuridica (il divorzio, le unioni civili, cioè dispositivi legali che attaccano la struttura della famiglia); 3) la rivoluzione sessuale.

La rivoluzione sessuale consiste precisamente nella  diffusione dell’eros rivoluzionario. In termini più concreti, la rivoluzione sessuale si propone di abolire la famiglia per via indiretta, cercando di eliminare le condizioni che ne permettono l’esistenza. La prima fra tutte è il pudore. Come aveva notato Augusto Del Noce alla vigilia del ‘68, la diffusione dell’erotismo di massa si accompagnava al «declino del pudore sino alla sua quasi totale scomparsa».

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