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Foto esclusive: un viaggio nell’incredibile Valle Santa del Libano (II parte)

QANNUBIN,LEBANON
Antoine Mekary | Aleteia
Historic church of the monastery of the "Lady of Qannubin" in north Lebanon's Qadisha valley. Filled with caves and rock shelters inhabited from the third millennium B.C., the "holy" Qadisha valley is famous for its ancient cave chapels, hermitages and monasteries where generations of Christian monks and hermits found asylum since the early Middle Ages.

Our lady of Qannoubine is the most ancient Maronite Monastery. It had preeminence over all the other convents of Mount-Lebanon, for it is the birthplace of the Maronite cenobitic life around the Patriarch, as well as the patriarcal see and its shelter from the XV to the XIX century.
No one exactly knows when Our Lady of Qannoubine was founded. it is said that the Emperor Theodos the Great founded this Monastery in 375.
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Il Monastero di Nostra Signora di Qannoubine offre silenzio e spazio per il sussurro di Dio

Silenzio. La quiete della valle di Qadisha favorisce una pace che arriva nel profondo dell’anima per tutti coloro che la visitano. Priva di tutte le distrazioni di un mondo che domina e controlla ogni nostro pensiero, la pace della valle abbraccia chi ne cerca la tranquillità, offrendo libertà dalla tirannia del rumore che attutisce la propria identità e il sussurro di Dio.

Non stupisce che la valle di Qadisha sia stata il fulcro del cristianesimo libanese per più di 1.600 anni (leggete a questo proposito la prima parte).

Il Monastero di Nostra Signora di Qannoubine

Sotto il costone roccioso, sul lato occidentale dei pendii, giace il Monastero di Nostra Signora di Qannoubine, tra i più antichi del mondo. Le sue umili origini possono essere fatte risalire al periodo intorno all’anno 375, quando era una misera grotta. È poi diventato un labirinto di tunnel, caverne ed edifici ornati da affreschi e antiche incisioni.

Se la storia delle origini è in qualche modo oscurata dalla mancanza di registri scritti, delle indicazioni tratte da frammenti di manoscritti, incisioni e tradizione delineano la storia di alcuni dei primi monaci ad essersi stabiliti qui per trovare conforto e sfuggire alle persecuzioni.

Si pensa che il nome Qannoubine, che significa “comunità di monaci”, o “comune”, sia stato adottato fin dalle origini. Si sospetta che anche il riferimento a Nostra Signora sia stato attribuito all’epoca, ma l’origine esatta del nome resta un mistero. Nonostante questo, la centralità della Beata Vergine non può essere sottovalutata, e l’affresco più bello è forse quello dell’Incoronazione di Nostra Signora di Qannoubine ad opera della Santissima Trinità, situato nella chiesa principale.

Nel XVI secolo, la posizione unica del monastero, facilmente difendibile, lo rese una sorta di fortezza per i patriarchi maroniti, condizione durata fino al XIX secolo. Oltre a offrire un rifugio dal rumore del mondo, serviva per difendersi da possibili attacchi. Nella roccia vennero scavati molti tunnel segreti che collegavano grotte e vie di fuga nell’ipotesi che un patriarca avesse bisogno di protezione.

Verso il 1830 il monastero venne diviso da un ampio muro per permettere alle religiose di risiedervi insieme agli uomini. Nei tempi moderni, la sua cura e conservazione è gestita principalmente da una comunità di suore di Sant’Antonio, che si assicurano che il monastero mantenga la sua identità e la sua ricca storia, accogliendo al contempo con calore pellegrini provenienti da ogni Paese che vogliono visitare il luogo, pregare e godersi il silenzio mentre contemplano la vita di coloro che sono stati condotti in questo luogo dalla loro fede molti secoli fa.

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