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Foto esclusive: un viaggio nell’incredibile Valle Santa del Libano

KADISHA,ST ANTHONY

Antoine Mekary | Aleteia

Jeffrey Bruno - Antoine Mekary - pubblicato il 04/10/18

Parte 1 – Il Monastero di Sant'Antonio il Grande

Un fiume scorre nella valle di Qadisha (che significa “santa”). Le sue acque sgorgano da una grotta posta sul lato orientale della vetta più alta del Libano (Qurnat al Sawda), a circa 4.500 metri sul livello del mare, e scorrono verso le spiagge di Tripoli.

Sovrasta la grotta la Foresta dei Cedri di Dio (Horsh Arz el-Rab), una delle foreste di cedri più fitte del Libano, che ospita alcuni degli alberi più antichi della Terra (due dei quali si dice abbiano più di 3.000 anni).

Tra storia, leggenda e Scrittura, le vicende della valle durano da quattro millenni. È il luogo in cui fenici ed egiziani raccoglievano gli alberi per costruire le loro navi verso il 3.000 a.C., dove si dice che l’arca di Noè abbia trovato la sua sede finale e in cui re Salomone acquistò il legno per costruire il Tempio di Gerusalemme. Questi e molti altri racconti epici rendono la valle un vero gioiello nel cuore del Medio Oriente.

È stato però alla fine del VI secolo che la valle è diventata l’epicentro di una storia di salvezza e liberazione.

Persecuzioni sanguinose infuriarono nei deserti di quella che oggi è la Siria, quando i giacobiti (i cristiani siriani che sostenevano che Gesù avesse un’unica natura) cercarono di epurare il Levante da quanti si identificavano come cristiani maroniti. Questi ultimi vennero perseguitati spietatamente finché non trovarono rifugio nel gentile abbraccio della valle di Qadisha. I pericolosi pendii della valle permettevano una facile difesa, e la pletora di grotte che punteggiavano il fianco della montagna la rendevano un luogo sicuro.

Quando i primi monaci maroniti si insediarono nell’aspro panorama, fecero sforzi eroici per ricostruire la loro chiesa. Le persecuzioni erano costate la vita alla maggior parte del loro popolo, e spettò ai pochi rimasti ricominciare; avrebbero iniziato con la preghiera e il digiuno.

La leggenda dice che quando il sole sorgeva nella valle i suoi raggi attraversavano le nuvole impenetrabili di incenso che si levavano verso il cielo dalle prime chiese scavate nella roccia, riecheggiando le innumerevoli preghiere elevate al Creatore. Da queste preghiere nacque la futura Chiesa maronita libanese, la più ampia denominazione cristiana in Libano, presente ancora oggi. La valle ospita più di 80 chiese, monasteri e cappelle, ed è un noto luogo di pellegrinaggio.

Nelle prossime settimane vi faremo addentrare nella valle di Qadisha per scoprire il suo mondo nascosto.

Parte 1 – Il Monastero di Sant’Antonio di Qozhaya

È forse il monastero più antico della valle. Il Monastero di Sant’Antonio di Qozhaya è incastonato nelle pendenze rocciose e costruito intorno a una grande grotta. Molti miracoli sono stati attribuiti alle visite alla grotta da parte di chi lotta per sostenere la propria famiglia, cerca di avere figli o combatte contro malattie mentali.

Il monachesimo è strettamente legato alla valle, visto che questa è stata abitata da molti dei primi cristiani che cercavano la solitudine per praticare la propria fede come asceti o eremiti, lasciandosi alle spalle le distrazioni del mondo per cercare un’unione più profonda con Dio. Per molti, Sant’Antonio di Qozhaya (Sant’Antonio il Grande) è il primo monaco ad aver perseguito questa vita per sé. La sua fama di santità si diffuse anche in luoghi lontani, e attirò molti discepoli. Come risultato, decise di organizzarli in una comunità d’adorazione… l’inizio di una delle prime regole monastiche. La leggenda dice che molti dei suoi discepoli si recarono alla valle di Qadisha e si stabilirono in una delle sue grotte, che venne visitata dallo stesso Sant’Antonio.

Il monastero ha anche la caratteristica unica di ospitare il primo testo stampato in Medio Oriente, risalente alla metà del Cinquecento.

Visitare il monastero è un’esperienza profondamente spirituale. L’aria è piena delle preghiere di chi ha attraversato i suoi stretti passaggi più di mille anni fa. Le incisioni sui muri della grotta legano il suo antico passato al presente. E allora, se cercate una destinazione di pellegrinaggio avventurosa in uno splendido panorama naturale, questa meta è perfetta sia per l’esplorazione che per la contemplazione. La valle di Qadisha e il Monastero di Sant’Antonio sono un’ottima scelta. Per ulteriori informazioni, visitate il sito Qozhaya.Com.

Testo di Jeffrey Bruno
Fotografie di Antoine Mekary per Aleteia

Tags:
chiesa maronitalibanomonasterosant'antonio
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