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Perché il Vaticano vietò la diffusione del Diario di Santa Faustina?

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Grande scetticismo per anni sulle visioni della religiosa polacca. Poi la svolta. Ecco tutto quello che è accaduto dal 1936 al 1978

Per venti anni su Santa Faustina Kowalska è caduta la scure del Vaticano. Né le sue visioni, né i culti da lei alimentati, soprattutto quello del quadro della Divina Misericordia, hanno avuto vita facile contro i limiti imposti dalle autorità della Santa Sede.

In “Suor Faustina e il volto di Gesù Misericordioso” (edizioni Ares), David Murgia racconta le grandi difficoltà che ci sono state prima di arrivare ad una sentenza definitiva e positiva.

Il Sant’Uffizio

Il Diario di suor Faustina, infatti, è passato attraverso il severo vaglio del Sant’Uffizio – l’organismo della Curia Romana, oggi rinominato Congregazione per la Dottrina della Fede, che ha lo scopo di tutelare gli insegnamenti professati dalla Chiesa cattolica – e attraverso le micidiali persecuzioni delle polizie comuniste. L’ex Sant’Uffizio ne ha bloccato per vent’anni la pubblicazione, dal 1958 al 1978. Per cui il Diario per molto tempo è circolato clandestinamente, senza alcuna edizione ufficiale, mal tradotto e in alcuni casi manomesso.

Il decreto del 1958

Non solo. Mancando un pronunciamento del Vaticano sull’autenticità delle visioni della mistica e in attesa che si facesse chiarezza, scrive Murgia, anche il culto della Divina Misericordia da lei ispirato è stato a lungo proibito. Infatti, spiega l’autore di “Suor Faustina e il volto di Gesù Misericordioso“, il Sant’Uffizio, ottenuto il “Placet” di Pio XII, con decreto del 28 novembre 1958 (a cui ha fatto seguito una notificazione nel 1959 ndr) a proposito delle «asserite visioni e rivelazioni di suor Faustina Kowalska», chiariva e stabiliva «doversi proibire la diffusione delle immagini e degli scritti che presentano la devozione alla Divina Misericordia, nelle forme proposte dalla medesima suor Faustina» ed «essere demandato alla prudenza dei vescovi il compito di rimuovere le predette immagini che eventualmente fossero già esposte al culto».

Le visioni

In questi scritti, la giovane suora, infatti, sosteneva di vedere Gesù e la Madonna; di ricevere da loro messaggi e profezie, che annotava minuziosamente ogni giorno. «Nell’Antico Testamento – vi scriveva, raccontando una delle visioni del Signore – mandai al mio popolo i profeti con i fulmini. Oggi mando te a tutta l’umanità con la Mia misericordia».

FAUSTINA
Phancamellia245-CC BY-NC 2.0

Il nuovo decreto

Solo il 30 giugno 1978 la Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede ha pubblicato negli Atti della Sede Apostolica (A.A.S., 70, pag. 350) una Notificazione firmata il 15 aprile 1978 dal suo prefetto, Sua Eminenza il cardinale Franjo Seper, e dal suo Segretario, l’arcivescovo monsignor J.J. Hamer, O.P., del seguente tenore:

“Da diverse parti, specialmente dalla Polonia, anche autorevolmente, è stato chiesto se le proibizioni contenute nella Notificazione della Santa Congregazione del Santo Uffizio, pubblicata sugli A.A.S., anno 1959, p. 271, riguardanti la devozione alla Divina Misericordia nelle forme proposte da suor Faustina Kowalska, si debbano ritenere ancora in vigore. Questa Santa Congregazione, tenuti presenti i molti documenti originali, non conosciuti nel 1959, considerate le circostanze profondamente mutate, e tenuto conto del parere di molti Ordinari Polacchi, dichiara non più vincolanti le proibizioni contenute nella citata Notificazione(www.divina-misericordia.eu).

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