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Che cos’è il culto della Divina Misericordia?

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Roberta Sciamplicotti - pubblicato il 25/04/14

E' vero che Gesù stesso lo ha rivelato a suor Faustina Kowalska?

Il culto della Divina Misericordia consiste nel testimoniare nella propria vita lo spirito di fiducia in Dio e di misericordia verso il prossimo. È questo, infatti, il fulcro dell’esempio ci ha lasciato suor Faustina Kowalska, la religiosa polacca che ha dato lo slancio decisivo a questa devozione.

1. All’origine del culto della Divina Misericordia c’è la suora polacca Faustina Kowalska

Suor Faustina, terza di dieci figli, nacque il 25 agosto 1905 in una religiosissima famiglia di contadini di Glogowiec (Polonia). Venne battezzata con il nome di Elena e fin dall’infanzia aspirò alla vita religiosa. A 16 anni lasciò la casa paterna per andare a lavorare come domestica, ma dopo una visione tornò a casa per chiedere il permesso di entrare in convento. I genitori erano molto religiosi ma non volevano perdere la figlia migliore, e negarono quindi il loro permesso adducendo la mancanza di denaro per la dote. Elena tornò al lavoro, ma dopo un’altra visione chiese a Gesù cosa dovesse fare ed Egli le disse di andare a Varsavia, dove sarebbe entrata in convento. Prima di entrare nella Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia lavorò un altro anno per guadagnarsi una piccola dote, e il l°agosto 1925 varcò la soglia della clausura. In seguito si recò nella casa della Congregazione a Cracovia per compiere il noviziato. Durante la cerimonia della vestizione ricevette il nome di suor Maria Faustina. Emise la professione perpetua il 1° maggio 1933.

Esteriormente nulla tradiva la straordinaria ricchezza della vita mistica di suor Faustina, che spiccava per la totale e illimitata dedizione a Dio e l’amore attivo verso il prossimo, a imitazione del modello supremo, Cristo. Solo il Diario della religiosa ha svelato la profondità della sua vita spirituale, svelata ai confessori e in parte alle superiore. Alla base della sua spiritualità c’è il mistero della Misericordia Divina, che meditava nella parola di Dio e contemplava nella quotidianità della sua vita. Gesù l’ha onorata con grazie straordinarie come le visioni, le rivelazioni, le stimmate nascoste, l’unione mistica con Dio, il dono del discernimento dei cuori e della profezia.

L’austerità della vita e i digiuni estenuanti ai quali si sottoponeva ancor prima di entrare nella Congregazione indebolirono il suo organismo, e nei suoi ultimi anni vita si intensificarono le sofferenze interiori della “notte passiva dello spirito” e quelle fisiche. Morì il 5 ottobre 1938 a 33 anni, dopo 13 di vita religiosa.

La devozione alla Misericordia Divina si è diffusa rapidamente nel mondo durante la II Guerra Mondiale. Suor Faustina, del resto, aveva scritto sul Diario: “Avverto bene che la mia missione non finirà con la mia morte, ma incomincerà”. Il suo corpo riposa nel Santuario della Misericordia Divina di Lagiewniki, presso Cracovia. Papa Giovanni Paolo II l’ha beatificata nel 1993 e canonizzata nel 2000.

2. Il modello del culto della Divina Misericordia lo ha spiegato lo stesso Gesù a suor Faustina

Il modello del culto della Divina Misericordia venne mostrato da Gesù stesso nella visione che santa Faustina ebbe il 22 febbraio 1931 nella cella del convento di Płock. “La sera, stando nella mia cella vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca – scrisse sul suo Diario –: una mano alzata per benedire, mentre l’altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l’uno e l’altro pallido. (…) Dopo un istante Gesù mi disse: ‘Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù confido in Te!’”.

Il primo quadro della Divina Misericordia fu dipinto a Vilnius nel 1934 dal pittore Eugenio Kazimirowski, che ricevette indicazioni fornite personalmente da suor Faustina. Ad essere famoso  in tutto il mondo è però il quadro di Lagiewniki, a Cracovia, dipinto da Adolf Hyla.

Il significato del quadro è strettamente legato alla liturgia della domenica dopo la Pasqua, in cui la Chiesa legge il Vangelo di San Giovanni che descrive l’apparizione di Gesù risorto nel Cenacolo e l’istituzione del sacramento della penitenza (Gv 20, 19-29). L’immagine rappresenta dunque il Salvatore risorto che porta agli uomini la pace con la remissione dei peccati a prezzo della sua Passione e morte in croce. I raggi del sangue e dell’acqua che scaturiscono dal cuore di Gesù trafitto dalla lancia e le cicatrici delle ferite della crocifissione richiamano gli avvenimenti del Venerdì Santo.

Gesù ha definito con molta chiarezza tre promesse legate alla venerazione dell’immagine: la salvezza eterna, la vittoria sui nemici della salvezza e grandi progressi sulla via della perfezione cristiana, la grazia di una morte felice.

L’immagine di Gesù Misericordioso viene spesso chiamata immagine della Divina Misericordia perché nel mistero pasquale di Cristo si è rivelato più chiaramente l’amore di Dio per l’uomo. L’immagine, ha detto Gesù, “deve ricordare le esigenze della mia Misericordia, poiché anche la fede più forte non serve a nulla senza le opere”.

3. La festa della Divina Misericordia, la più importante di tutte le forme di devozione

 Gesù parlò per la prima volta del desiderio di istituire questa festa a suor Faustina nel 1931: “Desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l’immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia”, “il più grande attributo di Dio”. In base agli studi di don I. Rozycki, negli anni successivi Gesù è tornato a fare questa richiesta in ben 14 apparizioni, definendo con precisione il giorno della festa nel calendario liturgico della Chiesa, la causa e lo scopo della sua istituzione, il modo di prepararla e celebrarla e le grazie ad essa legate.

La scelta della prima domenica dopo Pasqua ha un profondo senso teologico, indicando lo stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e la festa della Misericordia. La stessa suor Faustina, del resto, scrisse: “Ora vedo che l’opera della Redenzione è collegata con l’opera della Misericordia richiesta dal Signore”.

Gesù ha spiegato la ragione per cui ha chiesto l’istituzione della festa, dicendo: “Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione (…). Se non adoreranno la Mia misericordia, periranno per sempre”. A preparare la festa deve essere una novena, ovvero la recita, cominciando dal Venerdì Santo, della coroncina alla Divina Misericordia. Nel giorno della festa, ha detto Gesù, “chi si accosterà alla sorgente della vita conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene”. Come ha sottolineato don Rozycki, si tratta di “qualcosa di decisamente più grande che la indulgenza plenaria”, che consiste solo nel rimettere le pene temporali meritate per i peccati commessi.

Dalle pagine del suo Diario, sappiamo che suor Faustina fu la prima a celebrare individualmente questa festa, con il permesso del confessore. Il cardinale Franciszek Macharski ha introdotto la festa nella diocesi di Cracovia con la Lettera Pastorale per la Quaresima del 1985, e l’esempio è stato seguito negli anni successivi dai vescovi di altre diocesi della Polonia. Il culto della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua nel santuario di Cracovia – Lagiewniki era già presente nel 1944.

4. Giovanni Paolo II, il grande promotore del culto alla Divina Misericordia

Nell’omelia della canonizzazione di suor Faustina, il 30 aprile del 2000, Giovanni Paolo II ha dichiarato che da quel momento la seconda Domenica di Pasqua sarebbe stata chiamata in tutta la Chiesa “Domenica della Divina Misericordia”.

Il papa polacco è stato il grande sostenitore di questo culto, che tra il 1938 e il 1959 ha conosciuto un grande sviluppo, ma nonostante il favore dei pontefici, l’interesse di tanti pastori della Chiesa e le richieste al riguardo da parte di vescovi e curie incontrò anche delle resistenze, soprattutto da parte del Sant’Uffizio, che nel 1959 emanò anche una Notificazione negativa.

Il culto alla Misericordia di Dio si è dunque pienamente affermato con papa Wojtyła, che nell’enciclica “Dives in Misericordia” del 1980 ha esaltato la Misericordia di Dio e il 7 giugno 1997 ha affermato: “Rendo grazie alla Divina Provvidenza perché m’è stato dato di contribuire personalmente al compimento della volontà di Cristo mediante l’istituzione della Festa della Divina Misericordia”. Il 1° settembre 1994 la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha approvato il testo della Messa votiva “De Dei Misericordia”, che per volontà di Giovanni Paolo II veniva dato in uso alla Chiesa universale e oggi entra d’obbligo in tutti i messali.

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