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Il mistero del vero quadro della Divina Misericordia

HistoryIsResearch | CC

Gelsomino Del Guercio - Aleteia Italia - pubblicato il 28/09/17

Doveva tornare laddove era stato dipinto. E così l'immagine di Gesù fatta realizzare da santa Faustina Kowalska è stata al centro di un viaggio che in pochi conoscono...

Doveva tornare laddove era stato dipinta. Cioè a Vilnius, l’attuale capitale della Lituania. E così è stato.

L’immagine di Gesù Misericordioso o della Divina Misericordia con la inscrizione “Gesù, confido in Te” è il quadro fatto su richiesta di Gesù a Santa Faustina Kowalska.

La storia della copia originale di quel dipinto è avvolta nel mistero. Una serie di incredibili casualità (o no?) hanno fatto sì che l’opera restasse intatta, nonostante i continui trasferimenti. Ma che sopratutto dopo decenni tornasse nella “sua” Vilnius.

Già sull’0rigine del quadro aleggia un fatto straordinario. Fu dipinto a Vilnius (che allora era una città appartenente alla Polonia) dall’artista Eugeniusz Kazimirowski, dopo che il suo vicino di casa e direttore spirituale di suor Faustina, don Michał Sopoćko, gli aveva parlato in detto della missione che suor Faustina affermava di aver ricevuto attraverso alcune visioni di Gesù. Era il 1934.

“CHI PUO’ DIPINGERTI BELLO COME SEI?”

Il pittore impiegò circa sei mesi per completare l’opera ordinatagli e sotto la continua presenza e controllo della suora e del prete. Suor Faustina era particolarmente esigente e domandava continuamente correzioni o aggiunte di dettagli, per ottenere un’immagine fedele alla visione.

Una volta Gesù, mentre suor Faustina si lamentava che non era come lei aveva richiesto, le disse: «Chi può dipingerti bello come sei?». Parole che la suora sentì echeggiare all’improvviso, e che favorirono una conclusione più rapida del dipinto (Indagine ai confini del sacro, Tv 2000, 26 aprile).

LA CHIESA DI DON SOPOCKO

La prima collocazione dell’opera finita è stata nella chiesa di San Michele, dopo che, il 4 aprile 1937, si ebbe l’approvazione dell’arcivescovo di Vilnius, Romuald Jałbrzykowski, accanto all’altare maggiore della chiesa. Qui rimase per undici anni; si trattava della stessa chiesa dove don Sopoćko era parroco.

Con l’avvento del regime comunista (la Russia conquistò Vilnius nel 1939), molte chiese furono chiuse. Tra cui quella di San Michele, che nel 1948 venne trasformata in un museo. Iniziarono, così le “tribolazioni” del dipinto.




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LA PRIMA “FUGA” DELLA TELA

L’edificio, quadro (senza cornice) compreso, venne acquistato in gran segreto e illegalmente da un operaio lituano, che svendette l’arredamento del tempio.

Allora due adoratrici della Misericordia Divina (una polacca ed una lituana), consapevoli delle pesanti ritorsioni delle autorità sovietiche, portarono la tela avvolta in un rotolo fuori dalla chiesa (secondo una leggenda, l’acquistarono offrendo vodka e soldi al custode).

Per un certo tempo la tennero nascosta in una soffitta in previsione di eventuali pericoli.

faustina messaggio
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NELL’ARCHIVIO DI SANTO SPIRITO

Nel 1951 le due donne provarono prima ad accordarsi con un uomo per trasferirla in Polonia ma quest’ultimo rinunciò. In seguito spostarono il quadro nella chiesa di Santo Spirito, sempre a Vilnius, dove vennero riposte anche tutte le suppellettili appartenenti alla chiesa svuotata.

Il parroco della chiesa di Santo Spirito, don Jan Ellert, non era interessato a conservare il quadro, né ad esporlo e lo nascose nell’archivio sul retro della chiesa.




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