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Prima “Voce del diavolo”, poi la setta, infine l’abbraccio a Dio in un eremo: addio frate rock!

© Biglietto Per l'Inferno
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Si è spento a 66 anni Claudio Canali, storico fondatore della rockband “Biglietto per l’inferno”. Qui l’incredibile storia della sua conversione

Claudio decise di aprire un negozietto in cui lavoravo la pella, ma facevo prezzi così bassi che fu costretto a chiudere. «Andavo alla ricerca di risposte interiori che non trovavo. E così m’imbattei nella setta degli Hare Krishna. Per un anno e mezzo frequentai una loro comunità in Toscana guidata da un guru indiano. Mi vestivo come loro con casacca e pantaloni arancioni».

Dalla setta all’eremo

A quel punto, decisivi furono alcuni incontri: «Conobbi una ragazza, consacrata a Maria, che quando parlava mi lasciava esterrefatto. Non avevo perso le mie radici cristiane e ogni tanto salivo al Santuario mariano di Valmadrera. Una volta ci andai vestito da Hare Krishna. La custode sbigottita per quell’abbigliamento mi mandò dalla persona che avrebbe potuto aiutarmi. Era fra Mario Rusconi dell’Eremo di Minucciano. Ci andai subito e ne fui conquistato. La setta continuava a rimproverarmi. Ma io sentivo di non poter più lasciare Gesù. Avevo trovato Chi mi stava cercando».

Il perdono di Dio

Qui nasce la sua incredibile testimonianza di fede. A 38 anni «ho iniziayo il postulandato presso l’eremo e nel 1999 ho fatto la professione perpetua nella chiesa di Sant’Antonio a Valmadrera».

Eppure all’inizio il passato era un macigno: «Non salvavo niente della mia vita precedente. Poi ho capito che Dio perdona e dimentica. E anche nelle mie canzoni di allora ho riconosciuto l’educazione cattolica della mia famiglia. Anche il brano più famoso “Confessione” riflette sul perdono che presuppone sempre il pentimento».

Quei giovani infelici alla ricerca del Signore

In quell’eremo fra Claudio ha vissuto la sua vocazione, scandita non solo dalla solitudine. Non a caso ricordava le centinaia di giovani salire all’Eremo: «Non vengono per caso. Qui trovano una comunità di fratelli che li vuole bene. Molti sono infelici. Gli hanno tolto il Paradiso, la speranza di una vita eterna. Per questo raccomando loro di andare sempre oltre e non altrove: se tu ascolti la voce del Signore, vai oltre gli ostacoli, i tuoi limiti. Altrove, vai solo dove vuoi tu. Ecco il potere della preghiera. Fa sì che Dio ti prenda in braccio. Dio è oggi la mia roccia, il mio rock» (Aleteia, 28 gennaio 2018).

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