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Don Fortunato: Il grido di dolore dei neonati ci chiede di agire

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Lettera del fondatore di Meter al Santo Padre

Caro papa Francesco,

mi colpì molto la Sua espressione: “se vogliamo festeggiare il vero Natale, contempliamo questo segno: la semplicità fragile di un piccolo neonato. Lì sta Dio” la semplicità di un piccolo neonato. Lì sta Dio” (twitter, alla vigilia del Natale del 2017). In quel neonato c’è Dio, e in quel neonato Gesù vedo tutti i neonati del mondo. Neonato crocifisso, neonati crocifissi.

I neonati ci richiamano alla esplosione della vita. Tenerezza, accoglienza, coccole, poppate, iperprotezione, vigilanza, cura. Un corpicino che non è possibile maltrattare, violare, abusare, lesionare, distruggere, uccidere. Il cielo si apre, ci si rende conto della grandezza del mistero della vita. Nel neonato c’è Dio: una espressione così profonda e intensa. Chi è contro i neonati è contro Dio. Chi offende un neonato è come se tutta l’umanità ne soffrisse, si offende. E’ troppo, e quando è troppo le reazioni possono essere incontrollabili. E’ impensabile.

E’ legittimo che ci scandalizziamo per i report che denunciano gli scandali di preti e migliaia di vittime, una decadenza morale, una vergogna e uno scandalo che disorienta che offusca la credibilità della Chiesa Basti pensare all’ultimo Report reso noto in Pennsylvania, come di altri sugli scandali ecclesiali, che impongono serie e impegnative iniziative: tolleranza zero e le vittime siano la priorità: “Le vittime devono sapere che il Papa è dalla loro parte. Coloro che hanno sofferto sono la sua priorità, e la Chiesa vuole ascoltarli per sradicare questo tragico orrore che distrugge la vita degli innocenti.” (Bollettino della S. Sede, 16 agosto 2018).

Il 14 agosto, vigilia dell’Assunta, l’incredulità e il dolore pone in essere ulteriori difficoltà: sentirsi umani o disumani. Scioccati da latra vergogna e dolore. Non si tratta di abusi di preti su minori, ma di adulti che abusano di neonati. Non è la prima volta che denunciamo questi abomini e non sarà l’ultima. Ma nessuno, o soltanto quelli della cerchia di amici, ha detto qualcosa, ha rilanciato questo ultimo Report di Meter.

Una denuncia scioccante, un raro materiale di neonati abusati diffusi attraverso un free hosting con estensione .nz (Nuova Zelanda) immediatamente rimosso dopo la segnalazione, era catalogato in n. 9 cartelle: 31 video e 228 foto che coinvolgevano decine di neonati (maschi e femmine). La scoperta che risale al 14 agosto, è stata immediatamente segnalata alla Polizia Postale Neozelandese, per conoscenza alla Polizia Postale Italiana e anche, per un immediato intervento, a Instra Corporation, Melbourne, Australia, la concessionaria del dominio che ospitava tale materiale pedopornografico che si è attivata per la rimozione dei contenuti segnalati. Analogo intervento si è ripetuto dopo dettagliate segnalazioni di Meter del 19,24 luglio e del 14 agosto anche su un altro servizio di hosting .de (Germania), contenente sequenze di foto con n. 35 circa bambini.

Nessuna parola e indignazione. Il solito e inspiegabile silenzio (solo qualche nota di agenzia, e particolarmente quelle cattoliche). Un dolore che mette in difficoltà l’essere umano; una disumanità che richiederebbe un moto di coscienza e del popolo. Di coloro che amano i bambini. Che vanno oltre le parole.

Neonati abusati. Dio è abusato, l’umanità è violata nella sua profondità. Dove siamo arrivati? Perché questo abominio?

Non sappiamo alcune cose; le vorremmo conoscere, per difenderci da chi ha abusato di questi innocenti. Mai individuati e in mezzo a noi.

Non basta più rimuovere o chiudere un sito pedopornografico. Le nostre domande sono lecite: Chi sono i bambini coinvolti? Chi li ha brutalmente abusati? Chi ha prodotto e realizzato i video e le foto? Chi li ha divulgati, raccolti in cartelle, offerte al perverso mondo oscuro della pedofilia e dei pedopornografi? Chi ne è entrato in possesso, così da alimentare il florido mercato sulla pelle dei bambini? Chi copre irresponsabilmente questo traffico? Che fine hanno fatto quei neonati? Chissà quante altre violenze subite durante la loro crescita?

Ci aspetteremmo una forte parola. Non credo ci siano bambini cattolici, protestanti, mussulmani, né delle nazioni: sono bambini. Non credete?

Non sono solo numeri, sono il drammatico risultato del florido e inarrestabile mercato pedopornografico. Questa volta, ma già era accaduto, di neonati. Sono ormai migliaia i neonati che – veramente inermi – sono abusati sessualmente in maniera del tutto violenta e devastante (e non è un eufemismo). Gli operatori, come anche i responsabili, che ci hanno risposto, sono rimasti sconvolti di tale materiale pedopornografico.

Non possiamo fare ancora una volta l’appello per indagini mirate volte a individuare gli autori di questi reati: se non si collaborerà a livelli internazionale, con la responsabilità dei Server Provider, è una battaglia vinta a metà e a volte frustrante. Oltre le dichiarazioni e i protocolli è necessaria una azione chiara, permanente, repressiva accompagnata con la prevenzione e la informazione.

Dobbiamo ancora continuare a lottare, perché è di lotta contro l’inferno, di cui stiamo parlando. Insieme però.

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