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Per essere autentica un’apparizione mariana deve avere una caratteristica particolare

LA TIRANA
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Quella del carisma, che è un dono sia per il veggente che per la comunità dei fedeli

Per essere autentica, un’apparizione mariana deve rivestire i caratteri del carisma. Ad affermarlo è il noto mariologo (studioso di Maria) Salvatore M. Perrella.

PD
I tre veggenti: Giacinta, Lucia e Francesco

In “La Benedetta e il Maledetto” (Edizioni San Paolo), Perrella spiega che i carismi sono doni ed esperienze (di singoli, di intere comunità, di eventi) attraverso cui uomini e donne entrano in contatto con Dio: ascoltano con gioia e attenzione la sua Parola di verità e di vita; stanno con lui, rimangono con lui nella sua casa; hanno lo Spirito Santo come protagonista.

Il giorno del giudizio

Ogni “carisma”, dal più umile al più eclatante, declina, nella concretezza dello spazio, del tempo, delle culture e della storia delle persone, questa “anticipazione” di quel che accadrà quando, grazie alla fede, alla speranza e alla carità, saremo divenuti partecipi della risurrezione di Gesù nella totalità della nostra condizione umana, anima e corpo.

La doverosa indagine

Ora, proprio perché i “carismi” fanno parte della normalità dell’esperienza cristiana, la Chiesa deve avere cura di non essere impreparata e/o riottosa davanti a questi doni provenienti dall’esuberanza della Trinità, con finalità ed utilità ecclesiale.

Ecco allora la doverosa indagine e il doveroso e rigoroso discernimento che la Chiesa, soprattutto nel vescovo diocesano, compie sulla base delle Norme della Congregazione per la Dottrina della Fede del 1978-2011 in merito all’autenticità della manifestazione mariana.

Doni dello Spirito

Quel che la Chiesa, nel suo magistero, chiama “rivelazioni private”, e tra queste vanno annoverate apparizioni-visioni-mariofanie con i loro relativi messaggi linguistici e simbolici, così come tutti gli altri fenomeni che coinvolgono a vario titolo la Vergine (o altri Messaggeri divini), rientra nel novero dei “carismi”.

Le apparizioni e in generale le apparizioni della Vergine, quindi, sono finalizzate anche alla crescita del senso, dell’appartenenza sia del veggente, sia della comunità dei discepoli del Signore; ecco perché vanno considerate carismi, doni dello Spirito per il bene comune!

Il Catechismo

Così il Catechismo della Chiesa Cattolica (numero 799) descrive i carismi:

“Straordinari o semplici o umili, i carismi sono grazie dello Spirito Santo che, direttamente o indirettamente, hanno una utilità ecclesiale, ordinati come sono all’edificazione della Chiesa, al bene degli uomini e alle necessità del mondo”.

E al numero 800 si legge:

“I carismi devono essere accolti con riconoscenza non soltanto da chi li riceve, ma anche da tutti i membri della Chiesa. Infatti sono una meravigliosa ricchezza di grazia per la vitalità apostolica e per la santità di tutto il Corpo di Cristo, purché si tratti di doni che provengono veramente dallo Spirito Santo e siano esercitati in modo pienamente conforme agli autentici impulsi dello stesso Spirito, cioè secondo la carità, vera misura dei carismi”.

Credibilità della Chiesa

Carisma e Chiesa si richiamano reciprocamente: l’uno non può stare senza l’altra (e viceversa), e un’apparizione/mariofania può essere dichiarata autentica solo quando in essa si ritrovano all’opera i fattori genetici della Chiesa, così come essi vengono testimoniati dalla Parola.

Se le apparizioni/mariofanie, in quanto carismi, partecipano alla generazione/rinnovamento della Chiesa, esse non possono non essere ordinate alla credibilità della Chiesa stessa. Della credibilità della Chiesa, Maria ne è un segno luminoso.

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