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Le 3 riserve che frenano l’approvazione di un’apparizione mariana

MARY,MOTHER,CHURCH

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Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 20/07/18

A provocarle sono gli Stati, gli accademici e... la stessa Chiesa. Vediamo come

Sin dagli inizi del cristianesimo si susseguono, in relazione alla Madonna, notizie di apparizioni (mariofanie), di lacrimazioni (di sangue, di lacrime, di olio e di mirra), di in­venzioni (il ritrovamento prodigioso di immagini sacre), dello sgorgare di una sorgente di acqua di cui in seguito si sperimentano virtù curatrici inaspettate, di statue e immagini che cambiano colore, di statue luminose (irradiamento), “parlanti”, “animate”, con o senza movimenti oculari, etc..

Notizie che la Chiesa vaglia, discerne, autentica e ufficializza come vere o non vere manifestazioni della presenza di Maria, dei suoi incontri o visite a persone a ciò deputate dal disegno di Dio. Ufficialmente oggi ne sono state ufficializzate solo 15.




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In “La Benedetta e il Maledetto” (Edizioni San Paolo), il mariologo Salvatore M. Perrella spiega quali sono le tre riserve che si manifestanoad una presunta apparizione mariana.

Perrella cita il noto teologo e mariologo francese René Laurentin, recentemente scomparso, che nella presentazione del suo “Dizio­nario delle apparizioni della Vergine Maria” (..), giustamente ritiene che le apparizioni della Madre di Gesù come le altre “rivelazioni private” o “rivelazioni profetico-carismatiche”, etc., siano di solito contrastate, almeno agli inizi, da tre tipologie di riserva, di rigetto, di ostacolo: la riserva ammini­strativa; la riserva accademica; la riserva ecclesiastica».

1) La riserva amministrativa

Viene sostanzialmente da parte degli Stati. Nel senso che lo Stato [si comporta] come la natura, secondo l’acuta osservazione fatta da Jacques Monod, premio Nobel per la biologia, nel suo famoso libro “Il caso e la necessità“.

Quando un caso (una mutazione biologica) fa la sua comparsa in un genere, intervengono i meccanismi di rigetto per ridurlo alla necessità; eliminandolo oppure assimilandolo all’ordine ripetitivo delle strutture stabilite di generazione in generazione. Questo principio universale regge anche l’ordine amministrativo e sociale.

E analoghe sono le soluzioni: eliminazione o integrazione. Così Guadalupe, Lourdes e Fatima sono diventate, dopo l’iniziale emarginazione e contestazione, istituzioni di portata nazionale, sia sul piano secolare che su quello religioso.


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2) La riserva accademica

Proviene dal fatto che per ogni veggente, le apparizioni sono comunicazioni con l’aldilà, inaccessibili ai normali mezzi sensoriali. Esse sono quindi, per gli accademici, dei “non luoghi”.

Se, tuttavia, ci si sofferma su di esse, è per riportarle ed inquadrarle al loro livello, secondo il metodo scientifico che non prende in considerazione, né in sociologia né in medicina, le presunte cause soprannaturali: il diavolo o il Buon Dio.

Folklore o allucinazioni

Alcuni le definiscono come racconti di cui è necessario stabilire la genesi interna e specifica sul piano letterario o semiotico: studio di una tradizione folkloristica o di una struttura di cui si esaminano le varianti, ma soprattutto gli stereotipi. Per altri, molto meno numerosi (medici e psicologi), questi fenomeni che solo il veggente percepisce sono fenomeni psicologici che devono essere considerati alla stregua di allucinazioni, di sogni, o di fantasticherie.




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Fino ad ora si è trascurato il fatto che studi encefalografici delle estasi hanno escluso queste spiegazioni. Altri ancora hanno definito le apparizioni come fenomeni antropologici e hanno tentato di collocarli in questo quadro umano, senza soffermarsi sul riferimento personale, perfino trascendente, che per i veggenti costituisce l’essenziale.




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La scienza del “se non vedo, non credo”

[…]. La scienza attuale, alle prese con la relatività, le relazioni di incertezza, ecc.., è passata dal razionalismo semplicista e dallo scientismo ad una razionalità più diffusamente aperta all’ignoto, senza però rinunciare alla ragione e all’esigenza di non ammettere nulla che non sia fondato e verificato mediante l’esperienza».

3) La riserva della Chiesa

E’ sicuramente, secondo il Laurentin, la più paradossale per chi non conosce la storia del cristianesimo, specialmente cattolico-romano. Infatti, la «Chiesa è fra le istituzioni più riservate su questo ambito religioso e spirituale, apparentemente ad essa essenziale e familiare. Ora, a tutti i livelli, la pastorale normalmente soffoca le apparizioni, provocando così tensioni e conflitti spesso duraturi […]. Questa opposizione e questa riserva della Chiesa sono motivate da fondamenti irrecusabili, di cui è necessario avere piena conoscenza e piena coscienza».




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Il ritorno a Dio

Nonostante gli ostacoli, le riserve e i freni di diversa natura e provenienza, che di per sé possono risultare anche utili in ordine all’accertamento della loro veridicità, le apparizioni della Vergine, e questo è un fatto incontestabile, sono comunque all’origine di cospicui ritorni a Dio e ai suoi valori evangelici, del sorgere di molti santuari e di importanti pellegrinaggi come testimoniano, ad esempio, Monte Berico, Guadalupe, La Salette, Lourdes, Fatima, Kibeho, etc.

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