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Ecco perché Sant’Anna è la protettrice delle partorienti

ANNUNCIO SANT'ANNA

Public Domain

don Marcello Stanzione - pubblicato il 26/07/18

Sapevate perché passare sotto alla “Porta Aurea” di Gerusalemme sia di buon auspicio per le donne che vogliono diventare mamme?

Il 26 luglio la liturgia cattolica festeggia Sant’Anna che certamente è una delle sante più popolari d’Italia, come prova l’enorme diffusione del suo culto e del suo nome che deriva dall’ebraico Hannah (grazia). Noi non sappiamo molte cose su Anna, madre di Maria. Ma, quello che sappiamo, basta per ispirarci una reale devozione verso di lei e riflessioni salutari a suo riguardo. Un testo apocrifo, il Protoevangelo di Giacomo narra che Gioacchino ed Anna “erano due coniugi uniti, modesti e sobri, che vivevano nell’osservanza della legge di Dio, con costanza ed amore. Il loro pensiero era quello di onorare il Signore ogni giorno, ma la loro gioia era turbata dal fatto di essere ormai giunti in tarda età, senza figli”.




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Gioacchino allora andò nel deserto, dove rimase per 40 giorni in preghiera. Alla fine seppe da un angelo che il suo desiderio di diventare padre sarebbe stato esaudito. Mentre tornava a casa, la moglie Anna, anch’essa avvertita da un angelo, gli andò incontro esultante fino alla “Porta Aurea” di Gerusalemme. Per questo, tutt’oggi in questo luogo si crede che passare sotto quella porta sia di buon auspicio per le donne che vogliono diventare mamme.

Grata al Signore, Anna fece voto di consacrare al servizio divino il nascituro. Partorì una figlia: Maria, che a tre anni portò al Tempio, in adempimento del voto fatto. Il frutto di tanta attesa e tanto sacrificio era quindi la Vergine Immacolata, Colei che sarebbe diventata il tabernacolo vivente del Dio fatto uomo.




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A parlare della madre di Maria sono quindi soprattutto i Vangeli apocrifi, il Protovangelo di Giacomo, lo Pseudomatteo e il Libro della Natività di Maria. Le prime attestazioni del culto tributato a Sant’Anna risalgono, come testimonianza l’iconografia paleocristiana, ai primi secoli del Cristianesimo. Tuttavia la sua grande popolarità inizia nel Medioevo e culmina con il suo inserimento nel messale alla fine del Cinquecento, a opera di Gregorio XIII. La costruzione agiografica di questa Santa si modella per molti versi sul calco dell’Annunciazione, Anche la nascita della Vergine Maria, come quella di Cristo, ha infatti del prodigioso. Poiché anche in questo caso il messaggero di Dio porta l’inattesa novella alla donna, quando la sua età piuttosto avanzata e la sterilità del marito San Gioacchino, farebbero escludere ogni umana possibilità di concepire un figlio. Il concepimento di Maria avviene quindi in un orizzonte prodigioso, dove la volontà di Dio supera ogni limite dell’uomo, assume così una chiara funzione pedagogica e, nel contempo, iscrive così la procreazione nel disegno insondabile del Creatore. La maternità emblematica di Sant’Anna ha contribuito a farne la patrona elettiva delle donne che desiderano diventare madri e, in generale, delle puerpere.




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