Ricevi Aleteia tutti i giorni
Solo le storie che vale la pena leggere: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Ben arrivata, estate! Nell’orto di casa respiro il viaggio di Ulisse

BAMBINA, FINESTRA, MARE
Shutterstock
Condividi

Ecco come i grandi scrittori mi hanno insegnato a guardare le piccole lucciole e lucertole per tenere spalancati i desideri grandi del cuore

Sono nata in campagna, da una famiglia contadina. Fin dalla prima infanzia ho visto i miei nonni praticare riti e tradizioni antichissimi, ma per me erano abitudini quotidiane: guardare il cielo a sera, mietere il grano, vendemmiare e fare il vino. Oltre agli animali da cortile che vivevano con noi, c’erano le piccole bestiole tipiche di ogni stagione. L’estate era ed è rimasto il tempo di lucertole e lucciole.

È stata questa memoria infantile, che nel tempo si è sedimentata in emotività profonda, a farmi associare due brani a cui sono molto affezionata, ma che non hanno altro legame se non il fatto che raccontano un paio d’occhi che si posa su queste due bestioline estive e ne nasce un pensiero simbolico… cioè relativo (che coglie un legame tra l’io e tutto l’esistente). La lucertola è la calura torrida del giorno, la lucciola è la frescura della sera; la lucertola è un rettile non proprio gradevole alla vista, la lucciola è un insetto suggestivamente meraviglioso alla vista. Che possono avere in comune?

LIZARD, LUCERTOLA
Shutterstock

Sono piccoli e sfuggenti, ecco. E mi colpisce come i poeti e gli artisti non si lascino sfuggire le cose piccole e sfuggenti. Sono capaci di raccattare eclatanti simboli umani ovunque, in un cri-cri che giunge dall’erba, in una fugace luce intermittente nei campi o nel transito velocissimo di un piccolo rettile su un muretto.

Parto, allora, da Giovanni Michelucci, architetto famoso soprattutto per aver realizzato la Chiesa di San Giovanni Battista a Firenze e nota come Chiesa dell’Autostrada del Sole. Lo scorso marzo ho visitato un’altra sua chiesa, sempre dedicata a San Giovanni, ma ubicata ad Arzignano in provincia di Vicenza. Lì era ospitata una mostra su di lui, in cui venivano presentati anche i suoi scritti, oltre che i suoi disegni. Ho fotografato la storia del suo incontro con una lucertola.

Annalisa Teggi
La Lucertola - Giovanni Michelucci

«Qui nasce uno scambio molto interessante». Sappiamo dirlo, noi, di ogni banale e apparentemente insignificante briciolo di realtà?

Pagine: 1 2

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni