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10 cose che devo insegnare ai miei figli su Dio

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Catholic Link - pubblicato il 07/05/18

di Andrés D’Angelo

Il mio primo compito come padre è far sì che i miei figli vadano in Cielo. Sono figli di Dio, e a Lui devo restituirli. Con la nostra prima figlia abbiamo già compiuto questa missione, perché è morta il giorno dopo la sua nascita, ma con gli altri tre la strada è un po’ più lunga. L’apostolato familiare è sempre il primo per i genitori, ed è molto più importante di qualsiasi altro.

Perché questo apostolato sia efficace, insieme a mia moglie dobbiamo riuscire ad essere maestri dei nostri figli. Ciò non vuol dire che si debbano insegnare loro il teorema di Talete o se il Po è navigabile, perché sono cose che possono ovviamente imparare a scuola. Quello che devo insegnare loro è che hanno un altro Padre, in Cielo, che li ama e li aspetta per amarli per tutta l’eternità. Questo insegnamento non è una “lezione di catechismo” (quando avranno l’età adatta per capirlo), ma un insegnamento che inizia il giorno in cui nascono e finisce quello in cui troveranno la propria strada verso Dio, e lo devono trasmettere a loro volta ai propri figli, naturali o spirituali. Penso che questo insegnamento su chi sia Dio debba essere concretizzato in alcune cose che devono imparare da soli o da mamma e papà.

Papa Francesco ha affermato nella sua esortazione apostolica Amoris Laetitia:

“L’educazione dei figli dev’essere caratterizzata da un percorso di trasmissione della fede, che è reso difficile dallo stile di vita attuale, dagli orari di lavoro, dalla complessità del mondo di oggi, in cui molti, per sopravvivere, sostengono ritmi frenetici. Ciò nonostante, la famiglia deve continuare ad essere il luogo dove si insegna a cogliere le ragioni e la bellezza della fede, a pregare e a servire il prossimo” (n. 287).

Ecco qualche idea che io e mia moglie cerchiamo di trasmettere ai nostri figli perché conoscano il loro vero Padre.

1. Dio è amore

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Questo si impara vedendo l’amore autentico, come quello tra mamma e papà. L’amore di mamma e papà dà la vita, e Dio è una comunità d’amore che dona la vita. Dalla tenerezza di mamma si impara la misericordia divina, dalla fermezza di papà la giustizia divina. Soprattutto, però, si impara che Dio non smette mai di amarci, indipendentemente da quanto siano difficili le circostanze.

2. La religione è un rapporto d’amore

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Come mamma e papà amano i loro figli, così ci ama Dio, ma per avere un rapporto d’amore bisogna parlare con l’amato, raccontargli i propri problemi e ringraziarlo per le gioie che si sperimentano. La religione non è una fredda lista di divieti, ma una storia d’amore da coltivare ogni giorno.

3. Seguire Cristo

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Spesso andiamo in chiesa perché c’è un sacerdote che ci piace, una suora bravissima o un consacrato fantastico che ci tratta con affetto, ma questi “referenti” possono anche deluderci perché sono umani. Non seguiamo il sacerdote, la suora o il consacrato. Seguiamo Gesù, che non delude mai.

4. C’è gente che non ama Dio

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E c’è gente che lo odia. Non è arrivata a relazionarsi con questo Padre Amoroso, perché non ha imparato ad amare o perché non le è stato insegnato che Dio è amore. Bisogna ascoltare queste persone, comprenderle e diventare noi stessi testimonianza dell’amore di Dio.

5. Si può dubitare

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Ovviamente la fede ammette il dubbio! I dubbi sulla fede devono essere sempre accettati, e con gratitudine, perché ci permettono di approfondire un po’ il rapporto d’amore con il nostro Padre del Cielo. Tutti abbiamo dei dubbi, tutti abbiamo diritto di chiedere e comprendere meglio Dio. L’aspetto più bello è che questa conoscenza non finisce mai, perché Dio è amore infinito.

6. Si può sempre tornare a casa

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“Dio non si stanca di perdonarci”, dice Papa Francesco. E non si stanca davvero! Sei caduto? Alzati! Sei caduto di nuovo? Rialzati! Ti senti male per la caduta? Dio ti ama per il tuo rialzarti! Non riesci a rialzarti? Chiedi aiuto a tuo Padre! Ama aiutarti e lo rallegri con ciascuna delle tue preghiere!

7. La Chiesa siamo noi

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Gli edifici sono parrocchie, cattedrali, cappelle, ecc., ma la Chiesa siamo tutti, soprattutto i più peccatori. Molti grandi santi hanno cominciato come grandi peccatori e hanno trovato misericordia nella Chiesa diventando fulgidi esempi. È importante rallegrarsi, come in Cielo, per ogni peccatore che si pente e non per 99 giusti che non hanno bisogno di penitenza.

8. Non tutto è semplice come sembra

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Visto che la Chiesa è formata da peccatori, io in primis, bisogna comprendere la gente piuttosto che giudicarla. Dio agisce in modi misteriosi e dà alla gente prove di cui non possiamo sapere niente. Il nostro primo dovere è, come diceva San Francesco, essere “più disposti a consolare che a essere consolati”, perché non tutte le domande hanno una risposta semplice e diretta.

9. Dio non si lascia battere da nessuno in generosità

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Quando siamo meschini Dio è generoso, ma quando siamo generosi Dio lo è molto di più. Ovviamente non sempre la sua generosità si traduce in beni materiali, ma in abbondanza di doni spirituali. Papa Francesco ha detto che Dio è così generoso che la sua generosità spaventa.

10. Dio non è sempre visibile

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Molte volte Dio gioca “a nascondino”. Spesso, infatti, cerchiamo la consolazione di Dio e non il Dio della consolazione, e allora Dio si nasconde, perché è un Dio geloso che non vuole essere cercato per i benefici che ci offre, ma per vero amore. Se non vediamo la mano di Dio nella nostra vita, forse è perché ci siamo allontanati dal suo amore. Bisogna tornare a Dio!

Per l’analisi in coppia:

Il nostro amore è immagine di Dio? Siamo buoni modelli perché i nostri figli possano vedere la misericordia e la giustizia di Dio? Aiutiamo i nostri figli ad avere un rapporto di fiducia con Dio? Preghiamo insieme in famiglia?

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
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