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La lettera inedita di Wojtyla che sostiene Paolo VI e attacca i teologi anti Humanae Vitae

PAUL VI JOHN PAUL II
Public Domain
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Il futuro Giovanni Paolo II appoggia la linea intransigente di Montini e lo sollecita a ribadire l'infallibilità dell'enciclica con una Istruzione

Nel 1969 sulla scrivania di Papa Montini arriva una lettera del cardinale di Cracovia Karol Wojtyla. Sono mesi concitati. Paolo VI ha da poco diramato l’enciclica Humanae Vitae (25 luglio 1968). C’è chi ha storto il naso dinanzi ai principi etici richiamati.

Il documento ribadisce la connessione inscindibile tra il significato unitivo e quello procreativo dell’atto coniugale; dichiara anche l’illiceità di alcuni metodi per la regolazione della natalità (aborto, sterilizzazione, contraccezione) e approva quelli basati sul riconoscimento della fertilità.

Perché scrivere un’Istruzione

Allora il futuro Giovanni Paolo II sente il dovere di arginare le polemiche, consigliando al papa una linea più ferma e dura: ovvero scrivere un’Istruzione per affermare il carattere infallibile dell’Enciclica.

Quella di Wojtyla non è un’imposizione, ma una forte sollecitazione a Montini, essendo molto sensibile ai temi etici e avendo notato le contestazioni negli ambienti teologici rispetto all’intransigenza dei principi dell’Humanae Vitae.

I teologi contro l’enciclica

Scrive Wojtyla: «Si potrebbe considerare la redazione di un’istruzione ben dettagliata rivolta ai sacerdoti impegnati nel ministero – soprattutto i confessori, ai catechisti e ai predicatori. Tale istruzione dovrebbe, inoltre, contenere delle prese di posizione molto precise riguardo alcune formulazioni teologiche, soprattutto teologico-morali, il cui tenore è in evidente disaccordo con l’insegnamento di Cristo trasmesso dalla Chiesa».

Magistero infallibile

A chi si riferisce l’allora cardinale di Cracovia? La risposta la dà lui stesso nelle righe successive. «Così facendo, si potrebbe precisare la posizione della Chiesa rispetto ad alcune opinioni teologiche, i cui autori – e loro seguaci – ritengono che l’assenza di una tale precisazione confermi le loro tesi. Occorrerebbe, in particolare, chiarire il problema dell’obbligo e dell’infallibilità del magistero ordinario dei Papi, e precisare la dipendenza del teologo cattolico dall’autorità del magistero della Chiesa».

La proposta di Wojtyla

Wojtyla spiega che un gruppo di teologi e sacerdoti dell’ambiente di Cracovia, prima della pubblicazione dell’enciclica Humanae vitae, aveva già preparato una lunga memoria sui problemi che l’enciclica avrebbe dovuto affrontare.

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