Aleteia logoAleteia logoAleteia
mercoledì 30 Novembre |
Sant'Andrea
Aleteia logo
Chiesa
separateurCreated with Sketch.

La lettera inedita di Wojtyla che sostiene Paolo VI e attacca i teologi anti Humanae Vitae

PAUL VI JOHN PAUL II

Public Domain

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 13/03/18

Il futuro Giovanni Paolo II appoggia la linea intransigente di Montini e lo sollecita a ribadire l'infallibilità dell'enciclica con una Istruzione

Nel 1969 sulla scrivania di Papa Montini arriva una lettera del cardinale di Cracovia Karol Wojtyla. Sono mesi concitati. Paolo VI ha da poco diramato l’enciclica Humanae Vitae (25 luglio 1968). C’è chi ha storto il naso dinanzi ai principi etici richiamati.

Il documento ribadisce la connessione inscindibile tra il significato unitivo e quello procreativo dell’atto coniugale; dichiara anche l’illiceità di alcuni metodi per la regolazione della natalità (aborto, sterilizzazione, contraccezione) e approva quelli basati sul riconoscimento della fertilità.

Perché scrivere un’Istruzione

Allora il futuro Giovanni Paolo II sente il dovere di arginare le polemiche, consigliando al papa una linea più ferma e dura: ovvero scrivere un’Istruzione per affermare il carattere infallibile dell’Enciclica.

Quella di Wojtyla non è un’imposizione, ma una forte sollecitazione a Montini, essendo molto sensibile ai temi etici e avendo notato le contestazioni negli ambienti teologici rispetto all’intransigenza dei principi dell’Humanae Vitae.




Leggi anche:
Papa Francesco e l’Humanae Vitae

I teologi contro l’enciclica

Scrive Wojtyla: «Si potrebbe considerare la redazione di un’istruzione ben dettagliata rivolta ai sacerdoti impegnati nel ministero – soprattutto i confessori, ai catechisti e ai predicatori. Tale istruzione dovrebbe, inoltre, contenere delle prese di posizione molto precise riguardo alcune formulazioni teologiche, soprattutto teologico-morali, il cui tenore è in evidente disaccordo con l’insegnamento di Cristo trasmesso dalla Chiesa».

Magistero infallibile

A chi si riferisce l’allora cardinale di Cracovia? La risposta la dà lui stesso nelle righe successive. «Così facendo, si potrebbe precisare la posizione della Chiesa rispetto ad alcune opinioni teologiche, i cui autori – e loro seguaci – ritengono che l’assenza di una tale precisazione confermi le loro tesi. Occorrerebbe, in particolare, chiarire il problema dell’obbligo e dell’infallibilità del magistero ordinario dei Papi, e precisare la dipendenza del teologo cattolico dall’autorità del magistero della Chiesa».




Leggi anche:
Humanae Vitae: cosa sarebbe successo se…

La proposta di Wojtyla

Wojtyla spiega che un gruppo di teologi e sacerdoti dell’ambiente di Cracovia, prima della pubblicazione dell’enciclica Humanae vitae, aveva già preparato una lunga memoria sui problemi che l’enciclica avrebbe dovuto affrontare.

«Ho fatto pervenire questa memoria alla Santa Sede nel febbraio del 1969. Attualmente, lo stesso gruppo di teologi e sacerdoti – tra cui uno dei vescovi ausiliari di Cracovia – ha preparato le proposte che mi permetto di sottoporre a Sua Santità».

L’insegnamento del pontefice

Ecco i punti su cui il futuro papa sollecita l’intervento di Montini attraverso l’Istruzione ad hoc.

Ad iniziare dalla questione infallibilità. «L’enciclica Humanae vitae non è un documento solenne dell’insegnamento ex cathedra – sostiene Wojtyla – pertanto essa non racchiude alcuna definizione dogmatica. Tuttavia, trattandosi di un documento dell’insegnamento ordinario del Pontefice, essa possiede un carattere infallibile ed irrevocabile».




Leggi anche:
Verso il Sinodo: Humanae Vitae, profezia ridotta a un “no alla pillola”

“Salutare dottrina di Cristo”

Non a caso il pontefice, nell’enciclica, parla, di «salutare dottrina di Cristo». Inoltre, fa cenno anche alle leggi «iscritte da Dio nella natura umana», facendo sì che i coniugi conformino «il loro agire all’intenzione creatrice di Dio,espressa nella stessa natura del matrimonio e dei suoi atti, e manifestata dall’insegnamento costante della Chiesa».

Accettare il Magistero con riverenza

La seconda parte dell’istruzione, osserva l’allora cardinale polacco, «dovrebbe contenere la dottrina del Concilio Vaticano II che, in seguito al Concilio Vaticano I, definisce nuovamente i principi dell’infallibilità».

Occorrerebbe semplicemente citare la costituzione Lumen gentium (III 25), che afferma che «questo assenso religioso della volontà e della intelligenza lo si deve in modo particolare prestare al magistero autentico del romano Pontefice, anche quando non parla ex cathedra. Ciò implica che il suo supremo magistero sia accettato con riverenza, e che con sincerità si aderisca alle sue affermazioni».




Leggi anche:
46º anniversario della Humanae Vitae: una nuova visione sull’amore

Inaccettabile pensare ad un “invito”

Da queste affermazioni, «che presentano in modo molto chiaro e netto l’intenzione del Papa», si evince che è «impossibile pensare che la morale coniugale racchiusa nell’enciclica Humanae vitae possa essere revocata, ossia, che possa essere considerata fallibile. Non si può neanche pensare di accettare l’opinione di coloro che vedono nell’enciclica Humanae vitae soltanto consigli e direttive pastorali– il che corrisponderebbe al ruolo educativo della Chiesa – e meno ancora quella di coloro che vogliono scorgere nell’enciclica solo un invito ad aprire un dibattito sul problema della vita e dell’etica coniugale».

Opinioni “nocive”

Tali opinioni sono in contraddizione con «il carattere nettamente marcato del documento. Inoltre, esse sono anche nocive, poiché lasciano intendere che a causa del carattere revocabile e dunque fallibile dell’enciclica Humanae vitae ognuno potrebbe, a seconda delle circostanze, formarsi un’opinione differente, che sarebbe per lui la norma del proprio agire. Non si può tollerare che dopo l’enciclica Humanae vitae sussista uno stato d’incertezza».




Leggi anche:
“Non era solo l’enciclica del no alla pillola”

L’errore dei teologi 

Occorre osservare, conclude Wotyla, che «questi teologi, nelle loro opinioni, restringono la competenza del magistero della Chiesa nelle questioni morali poiché ritengono che, nel campo della moralità, i giudizi siano per loro natura instabili e dipendano dal carattere storicamente variabile della natura umana stessa».

Tags:
humanae vitaepapa paolo visan giovanni paolo ii
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

IT_3.gif
Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Affida le tue intenzioni di preghiera alla nostra rete di monasteri


Top 10
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni