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Dov’è Dio quando la vita mi colpisce in continuazione?

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Photographee.eu - Shutterstuck
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Confida: anche se non sempre te ne accorgi, la tua vita riposa in Dio

Spesso cerco delle prove per credere in Gesù, ma il segno vero è Gesù. Il suo amore impossibile. La sua tenerezza. Le sue parole di consolazione. È il segno di Dio.

Molti non ci credono, ma altri sì. Ho bisogno di segni per credere. Segni, prove evidenti. Ho bisogno che Gesù mi mostri che è al mio fianco.

È vero che quando provo vuoto e paura, solitudine e angoscia, la sua voce mi calma: “Non temere”. Ma vengo assalito dai dubbi. Mi manca la fede.

Voglio segni che gli diano autorità. Voglio che mi mostri dov’è nel mio dolore. Voglio che mi faccia vedere il suo potere. La sua grazia. La sua misericordia infinita. Non lo vedo.

È vero quello che mi dice padre Josef Kentenich: “La nostra salvezza non risiede nel confidare in mezzi umani, nella fragilità del favore popolare, nella protezione pagata a caro prezzo dei poteri terreni, né nel servilismo nei confronti dell’opinione pubblica o nel flirtare con i maneggi del mondo” [1].

Il mondo teme la fede che non si può piegare. La fede incarnata nella mia dedizione. Teme il cuore dell’uomo che non può sottomettere e controllare.

Se ripongo la sicurezza non nelle cose del mondo ma in Dio sarò incorruttibile. Non sarò disposto a lasciarmi comprare da nessuno. Sarò libero.

Non voglio chiedere altri segni. Un cuore che chiede dei segni non si fida e non è un cuore in cui confidare. Perché a volte non vedrò dei segni, e la mia fede crollerà.

È come l’amore a cui si chiedono sempre prove di fedeltà. Un giorno crollerà. E non potrà provare il suo amore.

Quando esigo continuamente a chi mi ama prove del suo amore, può essere che resti solo. Perché il cammino è lungo, e la debolezza grande.

Per questo Gesù mi esorta a credere senza vedere segni. A confidare senza che mi venga dimostrato che sono amato. Ad amare senza aspettarmi di essere amato nella stessa misura.

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