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Dalla “bastardata” alle gocce di Jameson: lo humour evangelizzatore di Bergoglio

Antoine Mekary
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Papa Francesco non ha mai risparmiato in pubblico ironia e risate. Anzi, più volte ha dato l’impressione di utilizzare lo humour come strumento privilegiato di evangelizzazione. Ecco perché abbiamo selezionati sei episodi che confermano questa sua spiccata dote.

Nelle interviste di Deborah Castellano Lubov per “L’altro Francesco” (edizioni Cantagalli) si raccontano un paio di aneddoti molto interessanti e poco noti.

1) Beva due gocce di Jameson!

Timothy Dolan, Cardinale e arcivescovo di New York, USA, racconta che a conclusione della sua visita a New York, quando eravamo sull’elicottero che lo riportava all’aeroporto per dirigersi verso Philadelphia», Papa Francesco prese una bottiglia d’acqua e chiese se ne volevo una anche lui.

Gli risposi: «Santo Padre, in verità sì, ho molta sete. Ho bevuto poco nelle 34 ore in cui lei è stato qui, perché non si sa mai se si riesce a trovare un bagno!». Rise e disse: «So cosa vuol dire. Non beve nulla?». Sorrisi e ammisi: «Prenderò poi un goccio di whisky Jameson», e lui rise di gusto. Qualche minuto dopo, una volta atterrati, mentre si dirigeva verso la scaletta dell’aereo, fui l’ultimo a stringergli la mano. Si fermò, mi guardò e disse: «Oggi beva due gocci di Jameson per festeggiare una visita così bella».

2) I “polli” del River Plate

Anche Abraham Skorka, Rabbino, rettore del Seminario Rabbínico Latinoamericano di Buenos Aires, è stato inondato dall’humour di un Francesco ancora cardinale nella capitale argentina.

Durante la festa nazionale del 25 maggio 1998, parlando di calcio, disse a Bergoglio di essere tifoso del River Plate, una delle squadra di Buenos Aires. E lui: «Io? Naturalmente tifo il San Lorenzo – disse ridendo – …è stata fondata da un sacerdote!”.

L’anno dopo Bergoglio è di nuovo alla festa nazionale del 25 maggio. Siamo alla fine della celebrazione religiosa in cattedrale. Durante l’omelia il futuro papa aveva citato il libro di Geremia. Sentite il racconto di Skorka:

«“La sua scelta della citazione di Geremia è stata azzeccata”, gli dissi, tutto qui. Mi guardò allora molto profondamente negli occhi. Bisogna tener conto che i fan del River Plate per 24 anni avevano sperato invano di poter vincere il campionato, e per quell’anno si erano visti affibbiare il soprannome di “polli”. Ci dicevano che eravamo goffi come polli, e chiaramente la cosa ci feriva. Bergoglio mi guardò allora negli occhi e replicò con una battuta al mio commento sul versetto di Geremia, dicendo: “Quest’anno mangiamo brodo di pollo!”. Quell’anno il River aveva avuto una stagione pessima mentre il San Lorenzo era andato alla grande. Al che mi sono irrigidito, non sapevo proprio cosa pensare. Ma subito dopo non ho potuto trattenermi dal rispondergli: “Ma che bastardata!”».

3) “Siete potenti, eh”

Una battuta più nota è quella, ad esempio, fatta nel corso del “Giubileo dello spettacolo viaggiante” promosso dal Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti. Papa Francesco ha portato il sorriso sul volto dei circensi dopo aver accarezzato un cucciolo di pantera e una tigre. Disse ai presenti:

«Sapete far nascere il sorriso di un bambino, illuminare lo sguardo di una persona sola, rendere gli uomini più vicini gli uni agli altri, e anche.. spaventare il Papa nel carezzare! Ma siete potenti, eh?», conquistandosi l’applauso della piazza (Ansa, 16 giugno).

4) “Non sarai mica anticlericale!”

Durante la visita pastorale a Cesena, papa Francesco è riuscito a sciogliere il ghiaccio anche in un momento particolare. Cioè nel salutare Leonardo, un bimbo non vedente.

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