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I bambini faticano a tenere il nostro passo? Anche noi con Dio...

FATHER AND SON

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Andrea Torquato Giovanoli - pubblicato il 02/11/17

"Lui, attraverso gli eventi della vita, ci strattona un po’, perché ci si risvegli dal nostro tropore e ci si dia una mossa, finalmente"

Ultimamente una cosa mi ha fatto riflettere: ho notato che quando vado in giro a piedi col mio mezzanello, anche solo per una passeggiata, se lo tengo per mano (ossia quasi sempre) lui tende a farsi trascinare.

Tutte le volte io dapprima gli chiedo di stare al passo e lui si riallinea, ma dopo poco riprende a stare indietro.

Allora lo strattono dolcemente per richiamarlo ad accelerare un po’ e lui si riporta a pari, ma poi ritorna a far la zavorra.

Interrogato dalla possibilità che sia forse io ad andare troppo veloce per lui, rallento l’andatura, ma quasi subito la rallenta pure lui e così siamo punto e accapo: con io che tiro e lui che frena.

Ed ho anche provato a rallentare sempre di più il passo, eh, giusto per vedere di trovare una frequenza tale perché lui non rimanesse indietro, ma il risultato è stato che abbiamo finito per fermarci entrambi del tutto.

“Anche noialtri figli di Dio facciamo allo stesso modo con il Padre nostro”

Ebbene, ciò che mi ha dato da pensare è che anche noialtri figli di Dio facciamo allo stesso modo con il Padre nostro: nel cammino che conduce a quel destino di comunione eterna con Lui, e che nella nostra vita si traduce nel collaborare al compimento della Sua volontà di bene per noi, ecco che noi siamo proprio come bambiniche tengono per mano la Mamma Celeste nella sequela del suo Figlio, attraverso cui è il Padre stesso che ci accompagna.

Tuttavia, se siamo onesti, anche noialtri, proprio come il mio bimbo, ci facciamo quasi sempre trascinare, ed arranchiamo con fatica e/o malavoglia nel cercare di tenere il passo.

Così, spesso, pure Lui, attraverso la Madre, ci sprona a proseguire più speditamente, ma noi esitiamo nello spenderci in quella fatica che ci farebbe accelerare il passo, non ci fidiamo che stare con Lui è tutto nostro vantaggio e così tendiamo sempre ad accomodarci, a farci trascinare, che se fosse per noi soltanto, nemmeno faremmo lo sforzo di camminare, ma ci faremmo prendere proprio in braccio.




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Dio sa qual è la velocità giusta per noi

E Lui questo lo sa: Egli ci conosce e sa qual è la velocità giusta del nostro proseguire, il passo a cui possiamo andare, e per quell’Amore vero che nutre per noi e quella dignità in cui ci ha fatti nell’essere figli nel Suo Figlio, non rallenta, ma ci invita con maggior calore a starGli dietro.

Poiché sa che con l’uomo, per via di quella sua natura ferita dal peccato originale, il gioco al ribasso è sempre perdente, perciò, il più delle volte, ci stringe forte la mano e sopporta che anche noi ci facciamo trascinare.

Però mai smette di richiamarci a tenere il passo e così quando rimaniamo sordi ai Suoi appelli e rischiamo di restare indietro, Lui, attraverso gli eventi della vita, ci strattona un po’, perché ci si risvegli dal nostro tropore e ci si dia una mossa, finalmente.

Certo la nostra sicurezza è che mai Lui ci lascerà la mano, e se anche noi dovessimo sottrarGli la nostra e fermarci per capriccio, Egli non ci abbandonerà a noi stessi, ma tornerà indietro a riprenderci.

“Esorterò me stesso a non fare per primo io la zavorra con Dio”

Perfino ci inseguirà se dovessimo ostinarci a cambiar cammino, e fino all’ultimo ci offrirà la Sua mano per toglierci da sentieri mortalmente pericolosi, se lo vogliamo.

Come d’altronde, se siamo ben disposti a tenere il Suo passo, Egli lo accelererà di un poco ogni volta, così che possiamo proseguire sempre più speditamente lungo la Via che ci conduce a Lui.

Per questo d’ora in poi, passeggiando con il mio bambino, esorterò me stesso a non fare per primo io la zavorra con Dio, ché se di tanto in tanto mi invita persino a correre, sia pronto io ad accogliere la fatica dello sforzo, nella consapevolezza che già durante il viaggio posso godere più appieno della Sua compagnia tenendoLo per mano ed alla fine del cammino addirittura, niente di meno mi attende che il Suo abbraccio. E per l’eternità.




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