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La rivincita dei papà?

Lee Edwards | Getty Images
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Sempre di più gli studi inquadrano l’importanza della figura paterna nello sviluppo dei bambini

La scienza torna ad occuparsi della figura paterna, ed è specialmente il mondo anglofono che si interroga, laddove infatti il tema delle rotture familiari è assai più forte che nell’Europa mediterranea (che ahinoi si sta adeguando al trend). Due studi in particolare hanno raggiunto gli onori delle cronache, due ricerche indipendenti tra di loro di prestigiose università inglesi che convergono però nella lettura di fondo. La famiglia funziona. Di più, la presenza del padre biologico non è facilmente sostituibile da un’altra figura paterna. La presenza stabile del padre nella vita dei figli è un moltiplicatore per lo sviluppo mentale e linguistico dei figli.

La biologia conta…

Elena Mariani, dottoranda in demografia alla London School of Economics, coautrice allo studio pubblicato sull’European Journal of Population, spiega al Sole 24 Ore: “Con la nostra ricerca confermiamo che l’assenza della figura paterna ha effetti negativi per i bambini anche nel caso in cui l’assenza non è dovuta alla separazione ma il padre non era presente fin dalla nascita”; con lei a firmare la ricerca ci sono anche Berkay Özcan e Alice Goisis.

Nell’ambito della storia familiare, lo studio conferma che una situazione stabile gioca un ruolo importante nel benessere dei figli: bambini che hanno un patrigno, per esempio, non sembrano ottenere benefici dalla nuova situazione familiare rispetto a bambini che hanno sempre vissuto solo con la madre. I benefici diventano visibili però se ad unirsi alla famiglia è il padre biologico. “Gli effetti comunque sono abbastanza modesti – fa notare Mariani – e secondo alcuni aspetti (per esempio problemi comportamentali) i bambini in queste famiglie rimangono svantaggiati rispetto a bambini che hanno vissuto con i genitori biologici fin dalla nascita”. In più, sempre in termini di instabilità, se il padre biologico si allontana nuovamente dal nucleo familiare i benefici sono minori, e per alcuni tratti, questi bambini sono anche svantaggiati rispetto a bambini che hanno sempre vissuti solo con la madre. “Pensiamo che questo sia dovuto allo stress del cambiamento – spiega l’autrice dello studio – che probabilmente compensa i benefici iniziali dell’arrivo del papà nel nucleo familiare”.

…l’attitudine del padre anche

Il secondo studio pubblicato su “Infant Mental Health Journal” dimostra gli effetti benefici di avere fin da piccoli con un papà presente.

I ricercatori hanno infine sottoposto i bambini a una serie di test cognitivi, tra i quali una prova di comprensione di un libro e un riconoscimento di figure e colori. Il primo risultato evidente dimostra che i figli che hanno ottenuto migliori performance, indipendentemente dal essere maschi o femmine, sono quelli che hanno passato più tempo con i loro papà già dai primissimi mesi. “Anche così presto come nei primi tre mesi di vita le interazioni tra il papà e il figlio possono produrre risultati positivi osservabili già due anni dopo” spiega alla Bbc il professore Paul Ramchandani, a capo della ricerca (HuffPost).

“Abbiamo anche scoperto che i bambini che interagiscono durante la sessione di lettura con un padre sensibile, calmo e poco ansioso sono quelli che all’età di due anni dimostrano un maggiore sviluppo, e una maggiore abilità linguistica e capacità di risolvere i problemi” spiega la dottoressa Vaheshta Sethna, del King’s College, una delle tre istituzioni (assieme all’Imperial College e a Oxford) che ha condotto la ricerca. “Questo suggerisce che le attività di lettura aiutano i bambini e inoltre i nostri risultati dimostrano l’importanza di avere un padre presente e positivo con i propri figli”conclude la studiosa.

Il rapporto padre-figli è centrale

E sempre uno studio di Oxford dell’anno scorso spinge nella direzione di un riconoscimento del legame che si sviluppa nella fase di crescita, tra il padre e i figli.

Da tempo diversi studi hanno rivelato quanto l’attaccamento alla figura paterna sia un elemento positivo che aiuta lo svilppo dei più piccoli. Un ‘buon papà’, attento ai bisogni del figlio, lo farà diventare un adulto sereno. Questa ricerca, in particolare, ricorda quanto sia essenziale la qualità del tempo passato con i bambini, più che la semplice quantità. “L’elemento nuovo e il punto di forza della relazione è come i nuovi padri percepiscono il loro ruolo di genitore. Se sono felici della paternità e se plasmano la loro vita in funzione di questo ruolo, il bambino si sente protetto. E’ molto più importante della quantità di tempo passato con loro” (Repubblica).

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