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Michelle Hunziker “Prigioniera di una setta per 5 anni. Ora vi racconto perché”

Michelle Hunziker

By Matteo Chinellato | Shutterstock

Paola Belletti - Aleteia Italia - pubblicato il 27/10/17

Decisivo sarà l’incontro con due sacerdoti. Dapprima frate Elia, che la segue e guida spiritualmente e in seguito anche il compianto Padre Amorth:




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 «Uscita dalla setta ho trovato una guida spirituale, frate Elia, che mi ha permesso di incontrare padre Amorth: mi ha rassicurata e poi mi ha benedetto. (…) Oggi non ho rancori, ho scoperto la fragilità della setta, tutto il progetto che si è dissolto sotto ai miei occhi».

Michelle, ora, è mossa dall’’urgenza di mettere in guardia più persone possibili dai pericoli di sette come quella che aveva irretito lei; e forse anche di comunicare a tanti, soprattutto ai ragazzi come sua figlia, da che parte stiano la verità, la libertà, il vero benessere.




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«È un’epoca infestata da life-coach: solo a sentire la parola mi viene da schiaffeggiarli, il maestro di te stesso sei solo tu»

È cambiato piano piano tutto nella sua vita. Perché come il male prima intreccia legami, stringe nodi insuffla umori, così il bene, quando arriva, fa evaporare miasmi, slega groppi, scioglie grovigli. O li taglia via, se necessario. Ha modificato  anche dieta!

«Ho ripreso a mangiare carne solo in attesa di Sole (la terzogenita di Michelle, la seconda avuta con l’attuale marito, Ndr). Prima sentivo odore di cadavere».

Ancora una volta, anche in questa storia, la conferma che in Dio sta il Bene e si sta bene. Che sotto il Suo dominio siamo liberi. Se Lui è il Re, noi siamo signori. Che vicini a Lui siamo finalmente nostri e non più in pasto a brame altrui.

Confidiamo che il percorso di riconquista di sè e di liberazione compiuto da Michelle possa instradarla del tutto in una via di profonda conversione, come ci auguriamo per ciascuno di noi.

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